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Arsenico Lupin

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(6 Dicembre 2010) Enzo Apicella
Emergenza in Lazio per le concentrazioni di arsenico nell'acqua superiori ai livelli stabiliti dalla UE

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    Lady confindustria alias Marilù Faraone Mennella licenzia gli operai edili...

    ... subappalta, affitta i lavori e si prepara a gestire l'affare della privatizzazione dell'acqua a Napoli e provincia

    (12 Gennaio 2005)

    Continua la lotta degli operai edili napoletani dell'Impresa Icar. Assemblee permanenti nei cantieri contro il lavoro in affitto, i subappalti ed i licenziamenti.

    (Nino Stella) – Lavoratori incatenati. Fogne a cielo aperto. Residenti infuriati. Circoscrizione assediata.Ingiunzioni di pagamento e istanze di fallimento. Accordi “bonari”e non rescissione per colpa del contratto di appalto tra il Comune di Napoli e l’impresa esecutrice dei lavoratori . Si è scatenata la rivolta nel quartiere Chiaiano di Napoli. Protagonisti gli operai edili dipendenti dell’Impresa Icar. L’impresa di Marilù Faraone Mennella. Lady Confindustria. La moglie di Antonio D’Amato l’ex presidente della Confindustria. Gli operai edili stanno combattendo contro una vera e propria lobby affaristica che ha ramificazioni dappertutto. Le istituzioni. Lo Stato hanno addirittura regalato alla Icar e a “lady confindustria” la gestione del sistema idrico nel territorio sarnese-vesuviano. Gli hanno regalato l’acqua. L’oro blu. Gli hanno regalato l’acqua come una merce. Perché considerano l’acqua una merce e non un bene sociale. Con la complicità dei partiti di centro-sinistra. La prefettura tace. Il prefetto Profili è impegnato a partecipare alle feste per il compleanno di D’Amato che si svolgono a Capri, a Villa Tiberio. E, intanto la Icar, licenzia, pone i lavoratori in cassa integrazione, decide di praticare il subappalto nel cantiere di Torre Annunziata dove si sta costruendo il palazzo di giustizia. L’Icar vuole fare il nolo a freddo, così adesso chiamano il subappalto e l’affitto di uomini e mezzi. A Napoli invece, con la complicità dei politici e degli amministratori comunali, la Icar si appresta a ricevere un vero e proprio regalo: Milioni di euro di liquidazione. Milioni di euro dopo avere lasciato nel quartiere di Chiaiano le fogne a cielo aperto e licenziato gli operai edili. Dopo avere creato una grave situazione igienico sanitaria per migliaia di proletari del quartiere. Nell’occhio del ciclone l’assessore per la difesa del suolo del Comune di Napoli Ferdinando Di Mezza, e, il responsabile per il procedimento Generoso Schiavone. Palazzo S. Giacomo svolge il ruolo di ente appaltante dei lavori per il nuovo collettore fognario di Chiaiano. Così come è hanno fatto i loro colleghi impegnati nel cantiere per l’ampliamento del palazzo di giustizia di Torre Annunziata, i lavoratori sostenuti dalla Fillea Cgil, la loro organizzazione sindacale, hanno promosso azioni, iniziative di lotta e ricorsi alla magistratura, alla guardia di finanza, e, all’ispettorato del lavoro per difendere i loro diritti. “L’impresa Icar da 4 mesi non ci paga i salari, i contributi Inps e Cassa Edile– spiega Renato Campanile delegato sindacale aziendale della Cgil – La stessa impresa ha deciso di porci in cassa integrazione straordinaria, e, di stipulare un accordo bonario con il Comune di Napoli, una rescissione in bonis, l’impresa incasserà una sostanziosa liquidazione di milioni di euro, eviterà di uscire fuori dal business della privatizzazione dell’acqua ,l’appalto viene ceduto ad un’impresa subappaltatrice. Noi senza lavoro e in cassa integrazione.” I lavoratori hanno immediato risposto con iniziative di lotta dure. Si sono incatenati all’interno del cantiere. La Fillea Cgil di Napoli è scesa in campo senza esitazione. Ciro Crescentini della segreteria provinciale ha inviato una durissima nota all’assessore Di Mezza e per conoscenza al Prefetto di Napoli Renato Profili: “Ci risulta che il Comune di Napoli – così inizia la nota del segretario della Fillea Cgil – Invece di attivare le procedure per la rescissione per colpa nei confronti della Icar, si appresta a chiudere un accordo bonario sul piano economico con i vertici della società affidando i lavori ad altre società. Vi diffidiamo dal farlo e vi chiediamo di bloccare tutti i crediti vantati dalla Icar per garantire il pagamento delle spettanze salariali vantati dai lavoratori”. I lavoratori ed il sindacato hanno deciso di nominare dei legali. Sono stati presentate ingiunzioni di pagamento e ricorsi di fallimento contro la Icar. Nello stesso tempo è stato chiesto l’intervento dell’ispettorato del lavoro per aprire un’inchiesta sulla pratica di cassa integrazione straordinaria. Silenzio totale da Palazzo S.Giacomo.Silenzio di tomba dal Palazzo della Prefettura. I lavoratori continueranno nei prossimi giorni con le iniziative di lotta e non si escludono esposti alla magistratura penale. Nessuno parla della Icar. Quasi tutti i giornali cittadini non si azzardano minimamente a fare il nome di “lady confindustria” alias Marilù Faraone Mennella. Gli operai non mollano anche se stanno combattendo contro una vera e propria consorteria affaristica-finanziaria. All’apparenza possono sembrare un granello di sabbia. Ma, un granello di sabbia può distruggere l’ingranaggio di una macchina. Può distruggere un motore…

    Nino Stella

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