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Psicocomunista

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(14 Novembre 2010) Enzo Apicella

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LOTTA DI CLASSE E INTERNAZIONALISMO

PER LA SINISTRA COMUNISTA UN CONGRESSO COSTITUENTE, PER RITROVARE LA CAPACITA’ DELL’ACCULTURAZIONE DI MASSA

(1 Gennaio 2014)

Appare superfluo, a questo punto, tentare un bilancio dello sviluppo che nel corso dell’anno appena passato ha avuto la gestione capitalistica della crisi in termini di inasprimento delle condizioni materiali di vita per milioni e milioni di persone e di restringimento nelle possibilità di esercizio della democrazia.
Questa analisi è limitata alla situazione italiana, perché se si guarda all’Europa e al mondo davvero lo stato di cose in atto appare del tutto disastroso all’insegna del permanere dello stato di guerra diffusa e di privilegio da parte dei terribili meccanismi di finanziarizzazione e privatizzazione dell’economia.
Soffermandoci allora, dal punto di vista dell’esposizione immediata, alle vicende italiane è il caso di segnalare soltanto come non vi siano stati consistenti progressi nella capacità di espressione e strutturazione politica da parte di una sinistra comunista, anticapitalista, di opposizione per l’alternativa.
Il progetto di nuova soggettività, pur auspicato da varie parti, non ha ancora assunto la dimensione politica necessaria per decollare.
Tralasciamo l’analisi delle vicende relative ai congressi di Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani: in questi casi, spiccatamente nella dimensione di Rifondazione Comunista, sono emerse tutte le difficoltà di un politicismo senza ritorno.
Un fenomeno sviluppatosi nel corso degli anni attorno alla triade personalizzazione/governo/movimentismo che ha ridotto il tutto alla tattica della sopravvivenza, alla gestione del potere in sede locale, a una sostanziale incapacità di espressione autonoma.
Nel frattempo si è ancor più allargata la forbice tra la realtà di tantissimi quadri militanti che hanno attuato una sorta di “scissione silenziosa” e la realtà concreta di questi soggetti politici, al riguardo dei quali non si può nemmeno prevedere una qualche possibilità di recupero ad una dimensione concretamente rapportabile alla realtà dello stato di cose presenti.
L’unico tentativo di un qualche interesse, messo in campo nel corso di questi mesi è stato, indubbiamente, quello di Ross@: un tentativo che pur sviluppandosi tra forti difficoltà derivanti anche dalla natura molto complessa di origine di questo movimento e dalla situazione nella quale esso si è trovato a operare, pur tuttavia cerca di rappresentare un filone di ricerca di una strada per ritrovare almeno una autonomia di espressione politica e di organizzazione sul territorio.
Vale la pena dunque confrontarci direttamente con questa possibilità, ma nel contempo non rinunciando a indicare una prospettiva politica compiuta, verso la quale è necessario non dismettere la tensione e l’impegno diretto.
L’obiettivo deve essere chiaro: quello della costruzione di un soggetto politico compiuto, un partito organizzato.
Occorre naturalmente tenere ben conto delle novità suggerite dal modificarsi concreto della realtà delle relazioni politiche e sociali introdotte specialmente dalle innovazioni tecnologiche, ma avendo ben presente che lo sviluppo di una politica concreta e di una capacità di aggregazione richiede quella forza di strutturazione che soltanto un partito può fornire.
Un partito però che abbia chiari ascendenti, radicamento e obiettivi.
Gli ascendenti non possono che essere quelli derivanti dalla teoria, dalla storia, dalla tradizione della sinistra comunista italiana.
Il radicamento non potrà che derivare dal confronto diretto con la complessità delle contraddizioni sociali fra le quali – è bene ricordarlo sempre – permane la centralità della contraddizione principale tra sfruttati e sfruttatori .
L’obiettivo di fondo quello di ricostruire le condizioni per far ripartire la lotta di classe in Italia, fornendo .sotto questo aspetto anche un contributo in Europa e nel mondo.
Non si segnalano qui, se non per un brevissimo accenno, gli obiettivi di recuperare una rappresentanza istituzionale d’opposizione: un tema che fa parte di una questione molto più ampia che è quella della rappresentanza politica, quella rappresentanza politica che l’ultra-liberismo rampante oggi dominante nell’arena politica italiana punta a cancellare pressoché definitivamente.
Questo 2014 appena cominciato dovrà essere l’anno del congresso costituente del soggetto politico rappresentativo della Sinistra Comunista n Italia: non è il caso, in questo momento, di delineare i dettagli (eppure proposte in questo senso sono già state avanzate, anche sul piano del metodo) ma vale la pena invece sviluppare, in ogni sede possibile, una proposta rivolta proprio con precisione nella direzione appena indicata.
Un soggetto politico, un partito, rappresentativo della storia e della realtà della Sinistra Comunista in Italia che si misuri da subito con la necessità più impellente: quella di rilanciare un processo di “acculturazione di massa”.
Ciò che manca, infatti, è proprio la disponibilità di espressione e di elaborazione di una cultura politica sulla base della quale formare i nuovi quadri militanti.
Sono due gli elementi da recuperare, sotto quest’aspetto : una teoria e un indirizzo politico concreto al riguardo dei temi dell’internazionalismo e una teoria e un indirizzo politico al riguardo della lotta di classe.
Internazionalismo e lotta di classe, i due cardini sui quali si è basata la nostra storia e sui quali dovrà fondarsi il nostro futuro di comunisti.

Franco Astengo

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