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Al Qaeda

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(14 Settembre 2012) Enzo Apicella

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    (Imperialismo e guerra)

    08/01 - REGIME COLOMBIANO CONTINUA AD UCCIDERE O ARRESTARE GLI OPPOSITORI POLITICI

    (10 Gennaio 2014)

    regicolomb

    Continua la sanguinosa repressione contro membri dei movimenti sociali e politici di opposizione, assassinati o incarcerati dal criminale e violento regime al potere in Colombia.
    Le ultime vittime della persecuzione politica sono il leader contadino Giovany Leiton, e il professore universitario Francisco Toloza.
    Il corpo senza vita di Leiton, con segni di tortura, insieme a quello della sua compagna, è stato ritrovato lo scorso 4 gennaio a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó.
    Lo stesso giorno Francisco “Pacho” Toloza, dirigente del movimento politico e sociale Marcia Patriottica, conosciuto anche in Italia per aver partecipato ad un tour di presentazione di tale movimento, è stato arrestato nella città di Cúcuta, capoluogo del dipartimento del Norte de Santander.
    La ridicola accusa a suo carico sarebbe quella di “reclutatore di giovani” per l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC. Le presunte prove di tale delitto sarebbero state trovate, al solito, in uno dei computer recuperati nel corso dell'operazione di esercito colombiano e CIA statunitense, volta ad assassinare il Comandante Jorge Briceño.
    Secondo un copione che sarebbe ridicolo, se non fosse tragico, per l'ennesima volta le bombe yankees, capaci di radere al suolo ogni cosa nel raggio di decine di metri dal punto d'impatto, avrebbero lasciato intatti hard disk e chiavette USB.
    Già una volta, come un gigantesco boomerang, questo trucco del regime colombiano è stato smascherato persino dalla sua stessa magistratura, che ha definitivamente sentenziato l'impossibilità di utilizzare i computer presuntamente ritrovati nell'accampamento diplomatico del Comandante Raúl Reyes, anch'egli assassinato per mezzo di un bombardamento, come prove a carico del professor Miguel Angel Beltrán, docente universitario arrestato in Messico nel 2009 e incarcerato in Colombia con l'accusa di “ribellione”; eppure il regime ci riprova, cambiando i nomi ma mantenendo pressoché uguale la macchinazione.
    Il raggiungimento di una duratura e reale pace con giustizia sociale non può prescindere dalla possibilità di esprimere liberamente la propria posizione politica; e finché non verrà smantellata la struttura fascista dello Stato colombiano, gli oppositori politici rischieranno ogni giorno di essere incarcerati o assassinati dal terrorismo di Stato.

    Associazione Nazionale Nuova Colombia

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