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Granarolo: Dopo le cariche gli arresti…

(24 Gennaio 2014)

dopolecariche

Dopo i gravissimi episodi di repressione di questi giorni con le violente cariche della polizia nei confronti dei facchini della Granarolo, dobbiamo fare i conti anche con l’arresto di due facchini. La Granarolo oltre alla difesa violenta delle forze dell’ordine sempre pronte a picchiare chi reclama i giusti diritti si fa gioco anche dell’appoggio incondizionato dei media sempre pronti a criminalizzare qualsiasi forma di protesta e conflitto sociale. Nel ribadire la massima solidarietà alle lavoratrici e lavoratori della Granarolo in lotta, invitiamo tutti a divulgare i comunicati, i video a riguardo la vertenza visto che la disinformazione dei quotidiani e gli uffici stampa di marketing e comunicazione della Granarolo stanno lavorando per colpire la lotta.

Qui sotto pubblichiamo i comunicati di denuncia e di appello all’iniziativa per la giornata di oggi:

Il comunicato del Laboratorio Crash

Ieri la resistenza degli operai e dei solidali davanti ai cancelli della Granarolo è stata tenace e grande espressione di dignità. I cazzotti, le manganellate, i trascinamenti, gli insulti, il gas urticante spruzzato in faccia e poi gli arresti non hanno piegato la lotta degli operai (tutti gli episodi di violenza e brutalità sono stati filmati e circolano in rete). Al loro fianco tanti compagni e compagne stretti in un forte cordone di solidarietà.

Non appena scattati gli arresti e davanti tanta violenza poliziesca e sopruso padronale i compagni del S.I.Cobas hanno dichiarato lo sciopero generale della logistica in tutta la provincia di Bologna.

Questa mattina sui tre giornali locali la Granarolo ha comprato un’intera pagina dove invita le istituzioni di Bologna a colpire duro gli operai e addita all’opinione pubblica cittadina i S.I.Cobas e Laboratorio Crash come i fomentatori di soprusi contro la loro azienda, che a loro dire, è manifestazione di grande valore etico-aziendale.

In città il padronato e le istituzioni fanno quadrato e puntano con ogni mezzo ad aggredire la lotta. Ieri ad esempio alcuni facchini rimasti isolati sono stati pestati da decine di crumiri delle cooperative della logistica che lavorano per Granarolo.

Alle aggressioni e alle provocazioni poliziesche, alla disinformazione, e alle iniziativa dei mercenari di Granarolo rispondiamo con il sorriso degno di chi lotta per il giusto e per i diritti. Resisteremo al oltranza e fino a quando i 51 facchini non verranno tutti riassunti e fino a quando non saranno riconosciuti i loro diritti e le rivendicazioni della lotta: al primo punto la dignità!

Chiediamo l’immediata liberazione dei due operai arrestati e rilanciamo la mobilitazione in tutta la città per il loro rilascio!

Facciamo appello ai movimenti sociali di tutta Italia ad esprimere solidarietà militante per una lotta che riguarda tutti e tutte. E confermiamo la preparazione di una giornata di boicottaggio internazionale contro Granarolo da fissare nei prossimi giorni. Facciamo appello ai compagni e alle compagne, ai movimenti e al sindacalismo conflittuale di Bologna a recarsi oggi in solidarietà al presidio fisso davanti Granarolo che nonostante la durissima repressione resiste!

Sciopero e picchetti fino alla vittoria!

Laboratorio Crash!

Comunicato S.I.Cobas

Due operai che hanno osato presidiare i cancelli della Granarolo sono stati pestati come i loro compagni, hanno subito un attacco premeditato degli sbirri al servizio della lega coop e per tale motivo sono trattenuti in arresto nelle patrie galere. I due lavoratori, uno della Dhl, e un’altro della Susa non sono stati rilasciati come gli altri quattro compagni fermati alla Granarolo. Colpevoli di aver dato solidarietà attiva ai loro compagni della Granarolo devono pagare, devono restare in carcere perché sono come i loro compagni contro i padroni.

Domani il fronte dei COBAS sostenuti da militati solidali con la loro lotta, esercitando il diritto di sciopero che i padroni ed i loro sgherri cercano di contrastare, manifesteranno con la loro forza davanti ai cancelli della Granarolo. Padroni: PAGHERETE CARO, PAGHERETE TUTTO!

L’azione repressiva della polizia non fermerà questo movimento, l’onda lunga degli scioperi dei lavoratori della logistica farà rientrare i loro compagni della Granarolo nei magazzini, questa lotta insegnerà che è possibile resistere agli attacchi dei padroni se i lavoratori si organizzano e faranno pagare cari prezzi ai padroni.
Fuori dalla galera i due compagni arrestati.

S.I.Cobas

Il comunicato del S.I.Cobas che annuncia lo stato di agitazione nella provincia di Bologna

Inviamo comunicato stampa con la proclamazione dello stato di agitazione in risposta agli scontri di oggi davanti ai canelli Granarolo. Mentre prosegue e si rafforza la campagna nazionale che sfocerà in un prossimo sciopero nazionale del settore (come da mandato delle assemblee nazionali del 30 dicembre 2013 a Bologna e del 19 gennaio 2014 a Milano), si invitano tutte le strutture di base del sindacato, e tutti i militanti solidali, a livello nazionale, a intraprendere adeguate forme
di mobilitazione politica ed economica a sostegno della vertenza Granarolo che, col passare dei mesi, manifesta inalterata e addirittura crescente, tutta la sua forza.
Una mobilitazione che sta costringendo le forze repressive dello stato a manifestare il loro aperto sostegno ai veri padroni della “rossa” Emilia Romagna, quella Legacoop, che licenzia gli attivisti sindacali scomodi e invoca il manganello a difesa dei propri democratici profitti; quella
stessa Legacoop che a Lampedusa, gestisce le torture contro i fratelli immigrati che sbarcano da oltre Mediterraneo, in nome della legge Turco-Napolitano-Bossi-Fini

Per l’esecutivo nazionale del SI.Cobas
Fabio Zerbini

Il comunicato di Hobo

Dopo nove mesi di picchetti e quattro giorni di presidio permanente, giorno e notte, oggi davanti ai cancelli della Granarolo è stata un’altra grande giornata di blocchi e dignità.

A partire da mezzogiorno eravamo in tanti e tante per interrompere il ciclo produttivo, che per i facchini significa ciclo dello sfruttamento e dei licenziamenti. La risposta è stata quella di sempre: i dirigenti della “Granarolo ladri” e delle “cooperative mafiose”, dopo aver omaggiato i poliziotti di mozzarelle e prodotti freschi per compensarli delle quotidiane bastonate ai lavoratori (le foto lo documentano), hanno diretto le loro infami operazioni coperti da blindati e cordoni di carabinieri e celerini. Mentre gli uomini in divisa attaccavano i facchini e i solidali, tentando di rimuovere violentemente il blocco, ad un altro ingresso trenta crumiri al soldo della cooperativa picchiavano selvaggiamente cinque lavoratori partecipanti al picchetto, sotto gli occhi compiaciuti delle forze dell’ordine. Il blocco dei cancelli e della strada, cominciato intorno a mezzogiorno, è andato avanti per diverse ore, resistendo alle ripetute cariche e provocazioni di polizia e carabinieri, che hanno addirittura gasato con uno spray urticante un lavoratore che si era sdraiato sotto un camion.

Durante le cariche sono stati fermati e selvaggiamente picchiati tre lavoratori e uno studente, che mentre scriviamo il comunicato sono ancora in questura. Vogliamo l’immediata liberazione dei nostri compagni di lotta!

Continuiamo con il presidio permanente, e domani saremo di nuovi davanti ai cancelli della Granarolo, in tante e tanti, sempre di più, sempre più arrabbiati. Armati della nostra dignità, determinati fino alla vittoria.

E se non l’avete ancora capito, ve lo ripetiamo ancora una volta: non potete fermare il vento…

Hobo – Laboratorio dei saperi comuni

osservatoriorepressione.info

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