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(4 Maggio 2012) Enzo Apicella
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SENZA DEMAGOGIA IL RAPPORTO DELLA BANCA D’ITALIA: UN PAUROSO IMPOVERIMENTO GENERALE

(27 Gennaio 2014)

Sarà difficile accusare di demagogia gli estensori del rapporto della Banca d’Italia sulla situazione della ricchezza nel paese.
Eppure il descrivere in questo modo lo stato di cose in atto, non suffragando le proprie affermazioni con i dati avrebbe sicuramente incontrato, fino a qualche tempo, l’accusa di populismo.
I dati, però, sono inoppugnabili e debbono essere letti per quello che sono.
Questi dunque i risultati concreti degli ultimi anni di governo del centrodestra, prima, dei tecnici appoggiati da centrodestra, centro e centrosinistra poi e, ancora, dalle larghe e dalle successive più ristrette “ intese”:
- Crescita rilevantissima del livello di diseguaglianza, sia sul piano economico, sia su quello sociale:
- L’affermazione precedente è suffragata dal fatto che il 10% della popolazione detiene il 50% del reddito disponibile;
- La perdita del potere d’acquisto è stata del 7,3%
- La percentuale dei cittadini italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà è del 16%
- Il 50% delle famiglie vive con un reddito di 2.000 euro al mese (altri indicatori, qualche tempo fa, segnalavano come il 50% dei pensionati riscuote un assegno inferiore ai 1.000 euro mensili).
Tralasciamo i dati della disoccupazione (quella giovanile è superiore al 40%), della cassa integrazione, dei numeri di chi, ormai, è al di fuori dal circuito delle rilevazioni statistiche.
Questo quadro, assolutamente tragico, è incorniciato dall’assenza di una politica industriale, dallo stato del tutto inaccettabile delle infrastrutture, dal rovinoso dissesto del territorio, dalla pressoché completa sparizione dello stato sociale, della sanità e della scuola pubblica.
E’ evidente come il gioco politico in corso, su sistema elettorale, abolizione del Senato e delle province e quant’altro appare, semplicemente, un gioco di potere tra pochi, intenti semplicemente a misurare le possibilità di mantenimento del loro potere e dei loro privilegi in maniera del tutto estranea ai veri problemi del Paese.
L’obiettivo è quello di restringere ulteriormente gli stessi spazi di democrazia , puntando a cancellare il concetto stesso di rappresentatività politica.
Una situazione che dimostra come si stia combattendo una “lotta di classe” alla rovescia, in favore dei soliti padroni del vapore della loro ricchezza e del loro potere : quella che fu la sinistra sembra non accorgersene e resta rintanata nell’idea della governabilità da portare avanti in nome dell’Europa dei banchieri oppure alimentando, alla fine, la forte spinta verso quella che, a questo punto, è difficile definire come “antipolitica”.

Redazione "Perchè la Sinistra"

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