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(29 Luglio 2012) Enzo Apicella

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DANNI SANITARI A BRINDISI: INGENEROSI DUBBI E RICERCA DELLA VERITA’

(30 Gennaio 2014)

Durante il Consiglio Comunale monotematico sull'energia, svoltosi a Brindisi il 24 gennaio scorso, sono stati ascoltati, dentro e fuori l’assise, gli interventi di sindacati, associazioni e rappresentanti politici nazionali e regionali. Un aspetto del dibattito ha riguardato gli effetti sanitari dell'industrializzazione locale che esprimono sia esposizioni del passato, sia esposizioni attuali come evidenziato dagli eccessi di ricoveri per alcune cause in occasione di innalzamenti delle concentrazioni di particolari inquinanti o dagli eccessi di malformazioni neonatali in coincidenza di più elevate presenze in aria di anidride solforosa, un inquinante caratteristico della produzione di energia come sostenuto dall’ARPA. Si tratta di un numero di studi ormai corposo che appartiene al patrimonio della letteratura scientifica.

Sorprende che durante il Consiglio si siano sollevate perplessità su tali dati ed si sia invocata una non meglio precisata necessità di validazione.

Le evidenze disponibili su Brindisi sono tutte pubblicate su riviste scientifiche e per questo passate al vaglio di esperti del settore che, ritenendole degne di pubblicazione, ne hanno riconosciuto la correttezza dei metodi e la fondatezza dei contenuti. Questi esperti sono dagli autori sconosciuti e non sono mossi da interessi diversi da quelli della ricerca e dell’approfondimento. Una garanzia di imparzialità che non c’è stata certo, come alcune inchieste giudiziarie inducono a ritenere, quando la corruzione e il malaffare, anche a Brindisi e Taranto, hanno tentato di nascondere situazioni di danno e di pericolo per la salute e per l’ambiente o di attenuarne la gravità. E questo mancato allarme ha fatto pagare tantissimi costi alle comunità interessate.

Cosa significa allora validare i dati? Ritenere validi solo quelli di provenienza istituzionale? Ma i dati in questione sono di provenienza istituzionale, provengono dalla ASL che ne ha permesso l'analisi, dall'ISTAT e dall'Osservatorio Epidemiologico Regionale. Coloro che li hanno analizzati sono ricercatori di Enti pubblici come il CNR, la ASL, l’ARPA. Forse si vorrebbe che fosse l'autorità politica a certificarne l'autenticità, ma questo farebbe risorgere metodi ed epoche che non hanno nulla a che fare con il libero esercizio dell'attività scientifica. Quanto alla Relazione sullo stato di salute della popolazione della regione Puglia (2013), da qualcuno ritenuta unica fonte valida, ancorchè orientata a dare un quadro generale e regionale, proprio per i tumori negli uomini pone il Comune di Brindisi nella stessa fascia di mortalità di Taranto, cioè al di sopra della media regionale.

Su Brindisi, se proprio si volesse sentire meglio la voce delle istituzioni, potrebbero essere consultate le relazioni sullo stato di salute della popolazione della ASL che confermano l’incremento dei tumori nel tempo. Ma i dati riproposti in questi giorni (sono anni che si ripropongono infatti) riguardano solo in parte i tumori e rilevano incrementi anche di altre malattie ambientali. La stessa Regione Puglia nel documento preliminare alla Valutazione del Danno Sanitario, presentato a Brindisi nel luglio scorso dal Direttore dell’ARPA, ha posto proprio quegli studi sulle malformazioni e sui ricoveri ospedalieri a base ed a motivo della valutazione stessa.

Nessuno allora vorrà certo preferire alle doverose segnalazioni il silenzio e l’immobilismo che hanno caratterizzato le istituzioni negli anni passati cadendo nell’errore di considerare validi solo i dati che esprimono normalità. Normalità peraltro tipica solo di Brindisi considerando che sulla situazione sanitaria intorno ad impianti come quelli qui installati, ovunque localizzati nel mondo, è ormai disponibile una ampia letteratura sul danno sanitario prodotto. Altre ricerche e altri studi da chiunque commissionati non possono certo inficiare la validità degli accertamenti ufficiali dianzi citati.

Ciò non toglie che per far sempre meglio luce sui dati della realtà, una situazione come quella di Brindisi avrebbe bisogno di investimenti per un'analisi continua dei dati sanitari ed ambientali in modo da fornire una visione aggiornata al massimo dello stato di salute della popolazione. Investimenti in risorse umane che permettano alla ASL ed ARPA di completare il quadro delle analisi. Si pensi alle emissioni ai camini, al mercurio, alle diossine. Le analisi sono compito della istituzione sanitaria per eccellenza, la ASL, che dovrebbe almeno annualmente fornire dati aggiornati sugli indicatori più importanti. Purtroppo le politiche regionali fin qui condotte hanno di fatto lasciato nell’abbandono le unità di epidemiologia ed impedito alle ASL di fornire dati adeguatamente aggiornati. Di ciò non si è lamentato nessuno tranne i movimenti di cittadini e quando ricercatori indipendenti hanno aiutato la ASL, hanno fatto cosa che meriterebbe il plauso di quanti sono interessati a fare la massima chiarezza su tutti i dati della realtà.

Brindisi attende ancora che siano attuate le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, organismo governativo, e cioè gli studi sub comunali per quartieri, gli studi sui lavoratori, il biomonitoraggio sulla popolazione, non per cercare altre conferme ma per valutare se la situazione stia migliorando o subisca invece ulteriori peggioramenti.

Brindisi, 29 gennaio 2014

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