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(4 Agosto 2010) Enzo Apicella
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CONSUMMATUM EST: LA DEMOCRAZIA ITALIANA A BRANDELLI

(13 Febbraio 2014)

Forma e sostanza tendono a coincidere in molte cose della vita, ma in questo caso davvero hanno coinciso: metodo e motivazioni con le quali la direzione del PD ha licenziato il governo Letta ne sono state la palese dimostrazione.
Beninteso nessuna intenzione di difendere il governo Letta, formato per obbedire i diktat europei e per assecondare la logica capitalistica di generale impoverimento e di ridurre gli spazi di agibilità democratica.
Il tema è però quello della crisi politica nella quale versa il nostro Paese, una crisi davvero drammatica per entrare nel merito ciò che è accaduta nella riunione della direzione del PD.
Si è scritto poco sopra di metodo e motivazioni: il metodo è stato quello dell’affermazione di una brutale volontà di potere, di vera e propria sopraffazione in virtù di una logica di maggioranza interna a un ridotto numero di elettrici e di elettori votanti in quelle primarie che mai come in questo caso si sono rivelate disgraziato strumento e le motivazioni hanno coinciso, non avendo sentito alcuna differenziazione di tipo programmatico.
Hanno coinciso, dunque, metodo e motivazioni all’interno di una logica di affermazione di puro potere personale e di una cordata che lo segue: ecco il dato di fondo che permette di poter scrivere di una democrazia a brandelli.
Una democrazia nella quale l’affermazione piena della personalizzazione della politica affermatasi pienamente con l’avvento di Silvio Berlusconi e non contrastata, anzi maldestramente imitata, nelle altre parti dello schieramento politico derivante dall’adozione del sistema elettorale maggioritario che ha provocato l’assoluta mortificazione del Parlamento.
Si è aperta così la strada a una presidenzializzazione delle istituzioni, interpretata appieno da Giorgio Napolitano, in particolare a partire dal blitz “border-line” compiuto nell’occasione della nomina del governo Monti.
Una presidenzializzazione che finito con l’opporre una sorta di “Costituzione materiale” avversa alla Costituzione formale redatta dai Padri Costituenti nel momento più difficile della Storia d’Italia, all’indomani della vittoriosa Liberazione dal nazi-fascismo.
Su queste basi si è sviluppata la vicenda che dovrebbe portare Matteo Renzi a Palazzo Chigi: una vicenda che non si può esitare a definire espressione concreta della degenerazione della vita politica italiana.
Manca totalmente, nelle sue espressioni politiche sociali (non ci si deve stancare di ricordarlo) un’opposizione di sinistra fondata nelle sue basi sulla materialità delle contraddizioni e sul disegno costituzionale.
Ricordando che Renzi ricoprirebbe l’incarico a 39 anni, la stessa età di Benito Mussolini.

Redazione Perchè la Sinistra

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