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(4 Aprile 2011) Enzo Apicella

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CARA MINEO 16/02: ….Eppur si muove il fronte antirazzista

(18 Febbraio 2014)

caramineo

Molte“ zeppole” avvelenate pervase di odio e di perversa discriminazione contro gli essere umani, sui “nuovi diversi”, i migranti, ( rom) , in travagliata ricerca di pace, giustizia e libertà, sono stati scientificamente seminati nel corso degli ultimi anni. Sono stati stravolti i valori fondativi costituzionali della nostra Repubblica, sui dettami dei diritti civili, dell’accoglienza e della solidarietà. Tante nuove, mute ed egoiste indifferenze si sono consolidate. Troppe “civili coscienze” dormono sonni tranquilli di fronte ai grandi atti reclusori in atto.

Andando indietro nella memoria recente e persecutoria della nostra storia, avvenne già nel 38, ai danni di altri “diversi”, imperando, in quei nefasti dì, dittatura, censure e violenze.

Eppure si muove, pur con difficoltà, in maniera attiva e propositiva, il Fronte antirazzista e solidale.

E’ avvenuto ieri nel catanese, davanti al CARA di Mineo. La mega area di “richiusura” - la più grande in Europa - per migliaia di migranti, uomini e donne che, sfidando le “ire” mortali del Mar Mediterraneo, dopo lunghi attraversamenti in terra d’Africa, sono approdati in Sicilia….i sopravvissuti, fuggendo da guerre, dittature e fame. Così come avviene in tant’altri luoghi sparsi nell’isola e nel territorio nazionale, chiusi dalle sbarre integrali ( CIE).

Quattromila e più in quest’oggi sono lì “giacenti”. Rimangono “posteggiati” per lunghi tempi, anche oltre l’anno e mezzo, per cercare di avere riconosciuto il diritto d’asilo; in una quotidianità travagliata, asfittica e sofferente. Poi, con la carta in mano, vengono di fatto lasciati in strada, privi di adeguati supporti per l’integrazione sociale per realizzare la nuova agognata vita.

I cittadini democratici, “ non dormienti”, in diverse centinaia, provenienti da località del catanese e di altre zone siciliane, hanno manifestato domenica 16 febbraio, al grido di “Per la chiusura del Cara di Mineo e di tutte le galere etniche”.Le bandiere delle associazioni si sono mischiate a quelle della Pace e del No Muos.

Una mattinata di intensa ed attiva solidarietà, di mischiamento dei colori umani – il bianco e il nero -, di protesta e rivendicazioni. Un’iniziativa promossa da un cartello di circa quaranta Soggetti della rappresentazione associativa, politica e sindacale.

In parecchi dei migranti, pur nel quadro intimidatorio quotidianamente subito, hanno partecipato. Hanno raccontato, urlato, le sofferenze, le speranze, le gravi insufficienze della propria vivibilità, a partire dai diritti più elementari.

Non hanno Libertà, sono impauriti, sgomenti del trattamento subito.

La lotta, per il riscatto degli Umani, continua.

17/02/2014

domenico stimolo

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