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Arsenico Lupin

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(6 Dicembre 2010) Enzo Apicella
Emergenza in Lazio per le concentrazioni di arsenico nell'acqua superiori ai livelli stabiliti dalla UE

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i lavoratori napoletani contro la privatizzazione dell'acqua

operai edili e lavoratori dell'azienda idrica municipalizzata preparano manifestazioni contro la privatizzazione

(25 Gennaio 2005)

Rivolta operaia contro la privatizzazione dell’acqua.
Rivolta contro almeno 1500 esuberi.
Rivolta contro i trasferimenti futuri di ramin d’azienda, e, la trasformazione dell’Arin e delle sue sue controllate in “spezzatini”.
Rivolta contro la delibera dell’assemblea dell’ente d’ambito Napoli – Volturno(Ato2) che ha individuato una società mista come forma di gestione del servizio idrico a Napoli.

Sul piede di guerra i lavoratori dell’Arin, gli edili della Net Service e i 67 operai licenziati dalle ditte appaltatrici dell’azienda idrica napoletana.
Preparano manifestazioni di protesta, sit-in, volantinaggi, e, raccoglieranno firme contro la delibera.

“Vogliono privatizzare l’acqua che è un bene dell’umanità – afferma Enzo De Cicco delegato Fillea Cgil dei 67 operai edili delle ditte appaltatrici – Non solo. L’accordo che è stato firmato in Prefettura con l’Arin che riguarda la nostra situazione di precarietà sarà preso in considerazione dai vertici di Ato2?”.

Secondo i beni informati, l’assemblea dell’Ato2, di cui fa parte anche il Comune di Napoli per oltre un terzo, con la recente delibera, rischia di regalare per soli 200 mila euro, il servizio idrico ai privati.
“Dopo la scomparsa di importanti realtà industriali come l’Alenia, la Peroni, il Banco di Napoli, anche l’Arin scomparirà, forse una delle aziende più importanti del mezzogiorno d’Italia, operante in un settore vitale quale quello idrico” – afferma Francesca C. una giovane impiegata degli uffici di Via Argine.

Il punto cinque della delibera Ato2 prevede che “entro il secondo anno successivo alla costituzione della nuova società mista, l’Ato avvierà il procedimento di dismissione della propria partecipazione azionaria”. In pratica privatizzazione totale.

In Via S.Lazzaro, gli operai ed impiegati della Net Service preparano clamorose azioni di lotta. “Al punto 11 della delibera è indicato un generico riferimento ai livelli occupazionali – spiega Luigi C. un saldatore – Il consiglio di amministrazione di Ato 2 si impegna ad inserire nel bando europeo un clausola per garantire i livelli occupazionali delle società.
Un impegno generico, senza indicare il numero e le società.”. Si prevedono esuberi e licenziamenti. Trasferimenti di rami d’azienda.

A fianco dei lavoratori sono scesi in campo il Partito dei Verdi di Pecoraro Scanio, i Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista e il Comitato Civico contro la privatizzazione. Si prepara una grande manifestazione davanti Palazzo S. Giacomo. Si prevedono grandi momenti di tensione e antagonismo dei lavoratori.

nino stella

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