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Minacce di guerra in Ucraina

(10 Marzo 2014)

La classe operaia in Ucraina non ha da scegliere fra Russia ed Europa ma da lottare per sé e prepararsi alla internazionale rivoluzione anti-capitalista di domani

Lo scontro tra Russia, Stati Uniti d’America, Germania e altri predoni per spartirsi le ricchezze dell’Ucraina sarà contro il proletariato ucraino, che ha la prospettiva di anni di miseria e di accresciuto sfruttamento, ma anche contro le classi lavoratrici dei paesi occidentali, che rischiano tutte di trovarsi coinvolte in una guerra imperialista della quale sarebbero le prime e maggiori vittime.

La spietata lotta di potere tra diversi gruppi di capitalisti, che fanno capo agli Stati di Washington come di Mosca, di Bonn come di Varsavia e di Kiev, è solo il riflesso in Ucraina dell’acuirsi dello scontro tra le maggiori potenze economiche e militari del Mondo. La causa è la crisi di sovrapproduzione che sta aggredendo il sistema capitalistico dal suo interno e sconvolge ogni equilibrio e consumata ideologia borghese, con i suoi secolari menzogneri miti di progresso e di coesistenza, di pace.

Questa crisi, che cade giusto ad un secolo dallo scoppio della prima guerra imperialista mondiale, dimostra che il capitalismo, in tutti i paesi, è ormai una società in putrefazione e che è storicamente matura e aperta la strada al comunismo. Ma per sbarrare questa strada occorre distogliere la classe operaia mondiale dalla coscienza della propria enorme forza e del proprio destino e impedire così la sua internazionale scesa in lotta rivoluzionaria.

Gli scontri di piazza a Kiev e in altre città ucraine hanno portato alla caduta del governo Yanucovitch per sostituirlo da uno ugualmente borghese. Ma il nuovo governo, come il precedente, non può che prendere atto che lo Stato capitalista ucraino ha un enorme debito nei confronti dei grandi strozzini imperialisti, debito le cui conseguenze gravano in modo insopportabile sulle classi lavoratrici, messe al freddo e alla fame.

Per questo il governo di Kiev soffia sul fuoco del nazionalismo, per cercare di far dimenticare al proletariato i suoi problemi reali, il salario, il lavoro, la casa. Allo stesso scopo antiproletario e imperialista il governo di Mosca diffonde una uguale infame propaganda tra i proletari russi e tra quelli di origine russa delle regioni orientali e della Crimea!

La difesa della propria nazione, della propria razza, della propria religione sono le parole che la borghesia, tramite i suoi servi nei media, nei partiti e nei sindacati, diffonde tra i proletari perché vedano un nemico nel loro fratello straniero. Sono le bandiere ingannevoli per dividerli e per impedire la loro unione nella lotta sindacale oggi e comunista rivoluzionaria domani. Le rivolte di piazza a Kiev e in altre città ucraine dimostrano come le “sacre” bandiere e parole di patria non siano ormai solo che strumenti utilizzati dagli Stati borghesi per la propaganda di guerra.

Per questo, forse, il proletariato ucraino istintivamente si è stavolta tenuto alla larga dalle piazze inneggianti al patriottismo, vuoi “filo-russo” vuoi “filo-europeo”. Il proletariato non ha nulla a che spartire con la propria borghesia, con i padroni, con gli “oligarchi”, sia che vestano i colori della democrazia e dell’Europa, sia che cerchino la protezione dell’orso russo. Deve rifiutare ogni solidarietà con la propria borghesia e con le mezze classi e puntare alla propria organizzazione autonoma e indipendente di classe.

Ogni energia del proletariato vada alla ricostituzione degli strumenti indispensabili per la sua emancipazione, un vero e combattivo sindacato di classe, il partito comunista, internazionalista, rivoluzionario.

NO alla difesa delle patrie, PER la difesa proletaria di classe!
NO alla guerra tra gli Stati, PER la guerra internazionale tra le classi!

Partito Comunista Internazionale

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