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Si apre una finestra sui metodi della polizia italiana

(14 Maggio 2010) Enzo Apicella
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Veneto: Non sarà l’imprenditore Carraro a organizzare la resistenza dei lavoratori

Ordine del giorno presentato da Progetto Comunista al Comitato Politico Federale di Venezia (27 gennaio)

(4 Febbraio 2005)

Il Comitato Politico Federale di Venezia, per le elezioni regionali e comunali, considera i candidati sia del centro liberale (maggioranza Ds, Margherita) così come i candidati del centrodestra, espressione del blocco borghese dominante.

L'alleanza delle forze della sinistra politica (sinistra DS, Pdci, Prc) con il centro liberale necessariamente comporta la subordinazione degli interessi di classe del proletariato alla borghesia.

Il candidato presidente della regione del Veneto per la Grande alleanza democratica (Gad) l’imprenditore Massimo Carraro, titolare dell’industria Modellato, sostenuto da un ampio schieramento di forze liberali (maggioranza Ds, Margherita, Sdi, Idv) e conservatrici (Udeur e Liga Fronte Veneto) oltre che dalla “sinistra d’alternativa” (Verdi, sinistra Ds, Pdci, Prc) è espressione della grande e media borghesia di questa regione. Infatti il signor Carraro ha fatto la prima vera uscita elettorale a Treviso chiamando a raccolta gli imprenditori che contano, compreso Tognana, quel Tognana che fino a qualche mese fa sputava addosso ai sindacati, e in particolare alla Cgil. Queste forze imprenditoriali in Veneto come nel resto del paese, preferiscono un governo di centrosinistra (la Gad), perché, come diverse esperienze hanno dimostrato (Illy in Friuli Venezia Giulia, Soru in Sardegna, ecc), solo così possono imporre politiche antioperaie e antipopolari con la collaborazione concertativa della burocrazia sindacale in un quadro di pace sociale. La nascita della Gad già oggi agisce come potente fattore frenante delle mobilitazioni operaie e popolari, di moderazione salariale e normativa delle vertenze, negli accordi bidone firmati.

Non sarà la Gad né l’imprenditore Carraro a organizzare la resistenza dei lavoratori di questa regione colpiti da un’ondata di licenziamenti, cassa integrazione, mobilità, contratti di solidarietà (solo a Treviso 3727 licenziamenti e 2380 cassintegrati nel 2004).

Il Cpf pone la necessità di una svolta anche rispetto alle politiche, fino ad oggi attuate dalla segreteria di federazione, di collaborazione di governo nel comune di Venezia con le forze liberali. Infatti sia la giunta Costa che quella precedente di Cacciari si sono caratterizzate per le politiche di privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi pubblici con la conseguente precarizzazione dei rapporti di lavoro.

Il giochetto delle primarie tra esponenti liberali e della “sinistra d’alternativa” (Bettin) dentro il quadro del centrosinistra (Gad) è funzionale solo a ridefinire gli ambiti di egemonia di questo o quell’esponente politico fra gli equilibri dei due campi liberale e socialdemocratico.

Il punto è un altro: rottura con i liberali e opposizione di classe.

Solo una candidatura indipendente dei comunisti, la costituzione di un polo autonomo di classe anticapitalistico, di un fronte unico dei lavoratori, alternativo ai due poli dell’alternanza borghese potrà portare nelle assemblee elettive dei comuni e della regione la voce, le esigenze e gli interessi dei lavoratori, degli studenti, delle masse popolari. Un partito comunista che lotta a fianco dei lavoratori e non un partito di assessori ed amministratori.

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