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Liguria: la candidatura di Claudio Burlando è espressione degli interessi materiali degli industriali

Ordine del giorno presentato da Progetto Comunista al Comitato Politico Regionale della Liguria

(4 Febbraio 2005)

La candidatura di Claudio Burlando come presidente della Regione Liguria si conferma come l’espressione degli interessi materiali degli industriali, dei terminalisti e delle lobbies politico-finanziarie della nostra regione. Il confronto politico-programmatico tra il Prc e la Gad ligure non solo non ha “spostato a sinistra” l’asse politico di quest’ultima, ma ha confermato la contraddizione evidente tra il progetto di Burlando e del suo schieramento da una parte e le ragioni sociali dei lavoratori, dei giovani disoccupati o precari, dei pensionati, dei principali movimenti di lotta attivi anche sul nostro territorio dall’altra. Una contraddizione resa ancora più evidente dall’abbraccio tra Burlando ed esponenti della destra come il professor Pittaluga, ex assessore della giunta Biasotti e consigliere d’amministrazione di un gruppo come Finmeccanica, che oggi annuncia di voler investire sul militare e smantellare la produzione civile mettendo a rischio circa 6000 posti di lavoro soltanto in Liguria. Una contraddizione che agisce non solo sui nostri referenti sociali ma nello stesso corpo del Partito, causando sempre più evidenti segni di insofferenza nel nostro elettorato e tra i nostri stessi iscritti e spingendo personaggi autorevoli del movimento no global e pacifista e dirigenti del nostro stesso Partito (trasversalmente alla loro collocazione congressuale) a dichiarare: “In ogni caso non voteremo Burlando”.

Per questo insistere sulla decisione dell’alleanza di governo regionale, sventolando concessioni programmatiche fittizie o del tutto formali, significherebbe non solo prendere una decisione ingiustificabile ma anche porsi su un terreno più arretrato della stessa percezione comune che la vittoria di Burlando e della Gad non prefigura un’alternativa reale rispetto alle politiche della Giunta Biasotti, ma la sostanziale prosecuzione di tali politiche. E che alla prosecuzione di tali politiche è necessario prepararsi proseguendo a battere la strada dell’opposizione portata avanti dal Partito in questi 5 anni. Tutto ciò in un quadro in cui la legge elettorale regionale non consente neanche la possibilità di costruire un semplice accordo tecnico senza contestualmente ricadere in una forma di accordo politico ed entrare nella maggioranza di governo.

Per questo il Cpr del Prc ligure

- annuncia la rottura con Burlando e la presentazione autonoma del Partito alle prossime elezioni regionali;

- lancia un appello a tutti i soggetti sociali e politici della sinistra, ai movimenti, a tutti coloro che hanno espresso la propria insoddisfazione per le prospettive delineate dalla Gad nella nostra regione, a costruire uno schieramento antiliberista e anticapitalista realmente alternativo a quelli di Biasotti e Burlando: un appello da presentare in tutte le prossime scadenze di incontro e discussione coi movimenti, a partire dall’assemblea genovese del 4 febbraio.

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