il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Lotte operaie nella crisi)

Aggiornamento sullo sciopero IMS (Industrie Metallurgiche Spoleto)

(4 Aprile 2014)

spoletoims

Avevano promesso di scioperare per una settimana intera, fino a venerdì 4 aprile, e lo hanno fatto. Da venerdì 28 marzo gli operai delle Industrie Metallurgiche Spoleto sono in sciopero contro il piano del padrone che prevede la fondazione di una newco pulita dai debiti. Una operazione che lascerebbe tutti i crediti degli operai (stipendi, arretrati, tredicesima e tfr) in mano alla vecchia azienda. Una operazione che non ha convinto i lavoratori che da 8 giorni hanno paralizzato la produzione.

Lunedì mattina la direzione ha provato a fermare lo sciopero, chiedendo un incontro (previsto originariamente appunto per il 4 aprile), sperando così di ridurre i giorni di sciopero. A questo incontro il Direttore ing. Santoro si è presentato con una proposta leggermente diversa: un milione di investimenti, addirittura nuove assunzioni, in cambio di ingenti sacrifici a partire dalla perdita dei tfr arretrati. Un furto di decine di migliaia di euro a testa, una rapina milionaria ai danni degli operai!

I quali hanno reagito malissimo: non solo non hanno firmato l'accordo, ma hanno presidiato l'Associazione industriali per ore. Alla fine Santoro e i suoi portaborse sono riusciti a tornare a casa, prendendo per stanchezza una parte degli assedianti, ma soprattutto grazie all'intervento della polizia che lo ha scortato fuori, fra i fischi, i getti d'acqua e gli sputi sulle giacche da parte di chi ha deciso di rimanare fino alla sera tardi.

La cosa vergognosa, lo ricordiamo, è che il sindacato sta accettando in tutta Italia accordi di questo tipo. Uno ne ha firmato proprio a Milano, sempre per quanto rigurda uno stabilimento della "Casti Grup". Insomma siamo in una situazione di scacco: il padrone non vuole condere di più rispetto a quanto ha già ottenuto dai sindacati complici in altri stabilimenti, gli operai non vogliono sentirne parlare e minacciano di far fallire l'azienda.

Proprio questa mattina, davanti al tribunale di Spoleto, un centinaio di operai ha presidiato gli uffici. Alcuni di loro sono stati ricevuti dal giudice che si occupa dell'eventuale fallimento aziendale. In quanto creditori (chi di due, chi di tre spipendi - e un domani andremo a vedere quanti contributi mancano all'appello) la loro posizione è determinate e senza la loro firma il giudice potrebbe decidere per la dichiarazione di bancarotta.

Questa sera alle 16 e 30 in una nuova assemblea i lavoratori decideranno se e come continuare la lotta. Comunque andrà a finire non possiamo non notare un livello di conflittualità esemplare per la nostra classe. Non solo si rifiutano i consigli dei sindacati confederali, ma si va ben oltre anche alla stanca recita dei sindacati di base, che si limitano ad uno sciopero "una tantum", col solito corteo romano. Gli operai della ex Pozzi ci hanno insegnato che se si vuole fermare davvero la macchina produttiva lo strumento è quello dello sciopero ad oltranza. E che la nuova stagione di relazioni industriali andrà fondata non sui tavoli, ma sugli sputi ai padroni.


Spoleto - 4 aprile


Segnaliamo il comunicato di solidarietà degli studenti dell'Istituto Tecnico Industriale


http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=147504

Alcuni dei presenti alle mobilitazioni di questa settimana

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Notizie sullo stesso argomento

Ultime notizie del dossier «Lotte operaie nella crisi»

6041