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Stefano Gugliotta

Stefano Gugliotta

(11 Maggio 2010) Enzo Apicella
Dopo che le tv hanno trasmesso il video di Stefano Gugliotta che viene pestato immotivatamente dalla polizia e poi arrestato per "resistenza a pubblico ufficiale", il capo della polizia Manganelli "dispone una ispezione".

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Trieste: condannati gli antifascisti!

(9 Febbraio 2005)

Con sentenza di primo grado, sono stati oggi condannati, col beneficio della condizionale, tre compagni antifascisti di Trieste, Gorizia e Padova. Il primo per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (un anno e quattro mesi), il secondo per lesioni a un fascista (6 mesi), il terzo per lesioni e ingiurie sempre al medesimo fascista (8 mesi).

Il giudice Vascotto ha sentenziato così dopo che persino il Pm, data la scarsa credibilità delle accuse, aveva chiesto l’assoluzione per il compagno goriziano e per gli altri due erano state proposte pene di gran lunga minori.

I fatti risalgono al 12 Settembre 2003, quando in piazza Goldoni a Trieste si stava svolgendo un concerto di protesta organizzato dall’Associazione Promemoria contro l’erigendo “monumento alle vittime di tutti i totalitarismi”che dietro questa ambigua definizione nasconde la volontà di parificare i caduti della Resistenza con i fascisti e nazisti giustiziati.

L’evento aveva radunato centinaia di persone, ma anche alcuni scarafaggi di destra che, con tanto di cinture borchiate e pronunciando frasi razziste verso i numerosi sloveni presenti, si aggiravano intorno al perimetro della manifestazione. Quando uno di questi si spingeva fin nel mezzo agli spettatori, la reazione di alcuni presenti divenne inevitabile e ne fu necessario l’allontanamento forzato.

Successivamente alcuni sbirri della Digos presenti si avventavano senza indicare le proprie generalità su un compagno appartatosi ai margini dell’esibizione, senza dichiararsi come poliziotti e con violenta foga. Il compagno, scambiatoli per fascisti, tentava di divincolarsi e chiamava in aiuto i presenti. Per un attimo si verificava un parapiglia, placatosi col intervento di molti sbirri in divisa. Alla fine uno sbirro della Digos rimediava il naso rotto, due compagni venivano arrestati per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Fin qui la vicenda in piazza. Dopo alcuni mesi venivano recapitati a cinque compagni denunce per lesioni a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e ingiurie al fascista. Alcuni dei denunciati erano completamente estranei ai fatti, messi in mezzo dalle falsità dichiarate dal nazi e da alcuni sbirri. Poco dopo la denuncia a due di questi compagni oggi condannati veniva recapitato un foglio di via da Trieste per tre anni.

Oggi è arrivata la sentenza, una decisione infame di un giudice che, evidentemente, intende così reprimere l’antifascismo militante e avallare gli abusi polizieschi della Digos di Trieste.

Una decisione che segue da poco quella con cui la procura di Trieste ha archiviato una querela nei confronti del fascista per “istigazione all’odio etnico”, nonostante un numero consistente di persone che assistevano al concerto abbiano confermato di averlo udito pronunciare frasi razziste. L’archiviazione veniva motivata col fatto che tali espressioni erano “libere manifestazioni di pensiero politico” e non insulti.

Insomma ancora una volta la giustizia borghese mostra il suo vero volto di macchina persecutoria verso gli oppositori politici. Lo stesso volto che sta mostrando in tutta Italia con le persecuzioni giudiziarie contro i comunisti, gli anarchici e gli antimperialisti, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le angherie e le violenze contro i rivoluzionari prigionieri, la militarizzazione delle città e dei quartieri proletari.

Difronte a questa ennesimo atto repressivo, rilanciamo la nostra battaglia di opposizione all’ordine borghese e imperialista, la nostra solidarietà a tutti i proletari che lottano in difesa delle conquiste e del posto di lavoro, il nostro appoggio alle guerre di liberazione combattute nei paesi oppressi, la nostra intransigenza nel difendere il patrimonio della Resistenza Antifascista.

Possono condannare le nostre idee e le nostre azioni, non fermeranno la nostra lotta!

RILANCIAMO LA SOLIDARIETA’ PROLETARIA!
NO AL FASCISMO, NO ALLA PERSECUZIONE GIUDIZIARIA PER GLI ANTIFASCISTI!
MORTE AL CAPITALISMO E ALL’IMPERIALISMO,
VIVA LE LOTTE DEI LAVORATORI, VIVA LA RESISTENZA IRACHENA, PALESTINESE E DI TUTTI I POPOLI IN MARCIA VERSO L’AUTODETERMINAZIONE!


8/2/2005

Compagni del gruppo “Primo Maggio 1945” di Trieste e dintorni

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