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LA MUSICA E’ CAMBIATA! IL DECRETO LAVORO UN COLTELLO ALLA GOLA DEI LAVORATORI.

(7 Maggio 2014)

decretolavoro

I padroni che hanno scatenato la guerra di classe contro i lavoratori per scaricargli addosso tutte le conseguenze della crisi da loro stessi prodotta, hanno messo in campo la loro arma più potente, il Governo.

Il decreto lavoro (jobs act) è caporalato per legge. Abbassa la testa, non protestare, sta zitto e lavora qualsiasi cosa ti facciano, altrimenti il contratto non sarà rinnovato, sei fuori, non lavori più, sei in mezzo alla strada e con te la tua famiglia.

Il più potente strumento di ricatto sociale degli ultimi 25 anni è stato messo in campo dal governo di tutte le facce della borghesia, di Renzi, Alfano, Fassina.

La malavita adopera gli stessi mezzi, i caporali ti costringono a lavorare senza diritti, per il tempo che fa comodo al padrone, per quattro soldi, e solo se sei disposto a spaccarti le ossa e subire ogni umiliazione hai una possibilità di tornare a lavorare.

Il decreto lavoro di Renzi è come il pizzo, vuoi lavorare, allora paga col silenzio.

Perfino la più concertativa CGIL di ogni tempo è stata costretta a protestare, per non perdere la poca credibilità che gli è rimasta.

La musica è cambiata ! perché non c’è più la lotta di classe dei proletari contro lo sfruttamento dei capitalisti, come negli anni sessanta e settanta.

La musica è cambiata ! perché non c’è più neanche la concertazione a perdere con i sindacati complici, come negli anni ottanta, novanta e fino al 2008 che ha portato alla cancellazione lenta e costante di ogni diritto conquistato a partire dallo Statuto dei lavoratori.

La musica è cambiata perché il Comitato d’affari della borghesia capitalista, il Governo, ha gettato la maschera democratica, utile quando era necessario fare i conti con una classe operaia forte e organizzata, con un sindacato in mezzo che acconsentiva quasi sempre alle richieste della controparte ma che doveva stare attento a non compromettere completamente il rapporto con i lavoratori ma ormai un impiccio in una fase dove il movimento operaio è in pezzi, e così ha avanzato i provvedimenti più infami e umilianti contro i lavoratori, con piglio autoritario di chi governa fregandosene di chi protesta; un atteggiamento fascista, perché il fascismo non è stato solo violenza, ma violenza al servizio degli industriali e dei banchieri.

Il decreto lavoro del governo rappresenta una svolta nella guerra di classe scatenata dalle banche e dagli industriali.

Bisogna distruggere l’orchestra che ha messo in campo questo mostro antisociale che ha nome jobs act.

Sono passati 70 anni dalla Liberazione e bisogna ricominciare tutto daccapo.

Associazione Culturale CASA ROSSA

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