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Brasile, verso i mondiali
Crescono lotte, scioperi e proteste

Un appello ai lavoratori di tutto il mondo

(24 Maggio 2014)

brasilmondiale

Zé Maria, dirigente di Conlutas e presidente del Pstu, sezione della Lit alla testa delle lotte

In queste settimane si stanno moltiplicando in Brasile le proteste e le mobilitazioni contro “le ingiustizie” della Coppa del Mondo, cioè contro le gigantesche spese sostenute dal governo brasiliano a solo vantaggio della Fifa e delle grandi imprese mentre vengono tagliati tutti i servizi pubblici per le masse popolari, i poveri e i lavoratori.
Ad organizzare queste manifestazioni è un “fronte unico” di vario organizzazioni sindacali e movimenti di lotta, lo “Spazio di unità d’azione” in cui gioca un ruolo fondamentale la Csp-Conlutas, il sindacato di base più grande dell’America Latina con alcuni milioni di iscritti. In calce all’articolo pubblichiamo un appello che questo fronte di lotta ha rivolto ai lavoratori di tutto il mondo.
I nostri compagni del Pstu sono ovviamente in prima linea in tutte le manifestazioni e gli scioperi, che sono ormai quotidiani. Il 15 maggio è stata una importante giornata di lotta, un passo in avanti nell’unificazione delle lotte che ha visto i nostri compagni impegnati attivamente sul campo. Questo resoconto della giornata, pubblicato sul sito della Lit – Quarta Internazionale è stato scritto sulla base delle informazioni fornite dalle sezioni del Pstu di San Paolo, Rio, Belem e Maceiò.
(dossier e traduzioni a cura di M. Bavassano)

La giornata internazionale contro le ingiustizie della Coppa del Mondo ha visto manifestazioni in tutto il Paese
Quasi un anno dopo le “giornate di giugno” e a meno di un mese dall’inizio dei giochi, la giornata internazionale di lotta contro le ingiustizie della Coppa del Mondo ha mostrato che la disposizione alla lotta dei lavoratori e della gioventù continua. Manifestazioni, blocchi stradali e scioperi hanno dato il tono al 15M in tutto il Paese. Al centro delle rivendicazioni: casa, trasporti, sanità ed educazione, contro i miliardi guadagnati dalle imprese con i Mondiali.
Oltre ad esprimere l’indignazione della popolazione conto i profitti della Coppa, la giornata di mobilitazione ha coinvolto diversi settori in lotta. Questa giornata era inserita nel calendario definito dallo “Spazio di unità d’azione” del quale è parte la Csp-Conlutas, e che a marzo ha organizzato l’incontro “Durante la Coppa ci sarà la lotta”.

San Paolo
A San Paolo, il 15M è iniziato presto, con una un’assemblea dei lavoratori del settore manutenzione della metropolitana e un corteo per le strade del centro appena passata l’alba. Nella mattinata molto presto, le famiglie dell’Occupazione Speranza, di Osasco, organizzate dal movimento Lotta popolare, hanno bloccato la Ruta Anhanguera, importante via industriale dello Stato, con pneumatici e sfilate, chiedendo un’abitazione degna.
I metallurgici hanno paralizzato quindici fabbriche e hanno dato vita ad una manifestazione nella zona nord della città. Gli insegnanti comunali in sciopero hanno fatto anche loro una manifestazione che ha riunito più di dieci mila persone. Lo sciopero degli insegnanti si confronta con il sindaco Fernando Haddad (Pt) e chiede non solo il reinserimento ma l’ampliamento del numero dei posti di lavoro, la riduzione del numero di alunni per classe, tra le altre misure in difesa dell’educazione pubblica nella città.
Alla fine della giornata, una grande manifestazione unificata ha preso la Avenida Paulista riunendo circa 5.000 persone. Mezz’ora dopo l’inizio della protesta, la Truppa d’assalto della Polizia militare ha attaccato con violenza, con gas lacrimogeni e proiettili di gomma. Ci sono stati vari feriti, incluso un giornalista. Una donna che non era nemmeno parte della manifestazione è stata raggiunta da un proiettile di gomma in faccia.

Rio de Janeiro
Circa 3.000 persone sono uscite dalla Centrale del Brasile (una stazione ferroviaria) e hanno fatto un corteo per l’Avenida Presidente Vargas fino davanti al municipio di Rio. I manifestanti chiedevano più investimenti nella sanità, educazione e nelle case e mettevano in discussione le spese pubbliche per la Coppa. Hanno partecipato vari settori in lotta, come la rete statale e municipale di educazione di Rio e i funzionari pubblici federali, tra gli altri.
Così come a San Paolo e altre città del Brasile, la giornata è iniziata agitata nella capitale carioca. Più di mille professionisti dell’educazione delle reti municipali e statuali che sono in sciopero unificato per migliori salari e condizioni di insegnamento, hanno fatto un’assemblea nel Club Municipal, a Tijuca, sobborgo di Rio, in cui hanno deciso di continuare lo sciopero.
Nel pomeriggio è stata la volta degli autisti di autobus, che in una veloce assemblea hanno fatto un bilancio del movimento che ha bloccato la città per due giorni nei giorni 13 e 14 di maggio, e hanno deciso di organizzare una nuova assemblea per martedì 20 maggio, dove potrebbero decidere nuovi blocchi, questa volta con l’adesione degli autisti di altre città della regione metropolitana.
Verso la fine del pomeriggio c’è stato un concentramento delle entità e dei movimenti che hanno convocato il 15M di fonte alla Centrale del Brasile e, nonostante il forte apparato di repressione, i manifestanti hanno dialogato con la popolazione che transitava nella stazione ritornando a casa dopo il lavoro. Dopo, circa 3000 persone hanno fatto un corteo lungo l’Avenida Presidente Vargas verso il municipio della città.

Pará
A Belém, una protesta unificata ha riunito più di 1500 persone, tra studenti e attivisti dei movimenti popolari. Nella capitale paraense, la protesta andava anche contro l’aumento dei biglietti del trasporto pubblico. Prima della manifestazione, l’Anel (Assemblea nazionale degli studenti liberi) ha svolto un’iniziativa nell’Università federale di Pará, saltando poi i tornelli degli autobus per protestare conto l’aumento.

Alagoas
A Maceió ci sono state iniziative e mobilitazioni dalla prima mattina contro le ingiustizie della Coppa. Alle sei della mattina si poteva già vedere movimento nella Università federale di Alagoas (Ufal). Studenti, la Anel e il Dce-Ufal Quilombo dos Palmares, insieme agli assistenti tecnici, hanno promosso una manifestazione all’ingresso dell’università. Questa iniziativa si è unita all’atto “Negocia, Dilma”, del Sindacato dei lavoratoi dell’Ufal (Sintufal). I lavoratori sono in sciopero dal 17 marzo e chiedono una trattativa con il governo federale, che si rifiuta di ascoltarli.

Durante la Coppa ci sarà la lotta!
La giornata di mobilitazioni ha mostrato l’indignazione della popolazione conto le ingiustizie della Coppa, gli sgomberi forzati e i miliardi spesi per l’evento. È servito anche come un passo nella unificazione di queste lotte con i diversi settori in sciopero e mobilitazione in tutto il Paese, che lottano contro la negligenza nei servizi pubblici e la corrosione dei salari causata dall’inflazione.
Il governo Dilma, oltre a non soddisfare le rivendicazioni, ha svilito le proteste, classificandole come un “fallimento”. “Se è stata sincera nella sua dichiarazione, la presidente dimostra solamente che non sta capendo nulla di quello che succede nel Paese”, critica Zé Maria, presidente nazionale del Pstu e precandidato alla presidenza della repubblica. “Il malcontento dei lavoratori, della gioventù e delle masse povere delle periferie delle grandi città sta crescendo a vista d’occhio; ci saranno molte altre lotte fino alla Coppa, e anche dopo”, ha affermato.

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Pubblichiamo ora questo appello dello “Spazio di unità d’azione”, che è stato rivolto ai lavoratori di tutto il mondo da una assemblea preparatoria delle mobilitazioni che si è tenuta il 22 marzo e di cui abbiamo già pubblicato un resoconto in precedenza sul nostro sito. Per parte nostra raccogliamo l’appello dei lavoratori brasiliani e i nostri militanti parteciperanno il 12 giugno al presidio sotto il consolato brasiliano a Milano promosso da varie realtà di lotta e sindacali, manifestazione a cui facciamo appello a tutte le altre organizzazioni, politiche, sindacali e di lotta, ad aderire.

Appello ai lavoratori e alle lavoratrici di tutto il mondo

Durante la Coppa del Mondo ci sarà la lotta, in Brasile e in tutto il mondo!
Nel giorno 12 di giugno, giornata di apertura della Coppa del Mondo, ci saranno manifestazioni in tutto il Brasile. Facciamo appello agli attivisti in lotta di tutto il mondo a organizzare manifestazioni in questa stessa data di fronte ai consolati e alle ambasciate brasiliane nei loro rispettivi Paesi.
Noi, lavoratori e lavoratrici, sindacalisti, attivisti studenteschi, dei movimenti popolari e di lotta contro le oppressioni, riuniti nell’Incontro nazionale a San Paolo, Brasile, in questo 22 marzo 2014, ci rivolgiamo ai lavoratori e alle lavoratrici di tutto il mondo per chiedere appoggio alla nostra lotta.
Migliaia di basiliani sono scesi in piazza nel giugno e nel luglio dello scorso anno per protestare contro le spese assurde che il governo brasiliano ha fatto per organizzare la Coppa del Mondo. Il nostro Paese è carente di servizi pubblici di qualità, spende metà del suo bilancio per pagare interessi sul debito, mentre la sanità, l’istruzione, le cure basilari, i trasporti e gli alloggi mancano per la maggior parte della nostra popolazione. Per questo la popolazione ha deciso di dire basta!
Da allora non c’è un solo giorno in cui non ci siano mobilitazioni e proteste in tutto il Paese.
La realizzazione del mondiale in Brasile ha avuto come beneficiarie le grandi imprese, i costruttori, la Fifa, finanziatori e investitori privati. Sono stati compiuti degli sgomberi forzati di comunità per far spazio ai nuovi e lussuosi stadi. Nel frattempo, almeno nove operai sono morti durante i lavori per la costruzione degli stadi. Il nostro popolo ama il calcio, ma non può più accettare questo stato di cose.
Le nostre mobilitazioni hanno avuto come risposta una repressione molto dura da parte dei governi statali. Ora, il governo federale, diretto dal Partito dei lavoratori (Pt), ha annunciato che varerà una legge che equiparerà i manifestanti a terroristi. Ci sono già casi di arresti, indagini e persecuzioni di attivisti. La criminalizzazione degli attivisti sociali sta aumentando nel nostro Paese.
Ci sono vari indizi di irregolarità finanziarie e corruzione sulle opere della coppa, come nelle relazioni della Fifa con le confederazioni sportive e gli sponsor. Chi protesta riceve come risposta la repressione e persino il carcere. Quelli che trafficano con il denaro pubblico continuano indisturbati.
Chiediamo alle organizzazioni sindacali, popolari e della gioventù di tutto il mondo che inviino mozioni di solidarietà in difesa dei diritti del popolo brasiliano, contro la repressione e la criminalizzazione di attivisti e movimenti.
Durante la Coppa del Mondo ci sarà la lotta, in Brasile e in tutto il mondo!

Partito di Alternativa Comunista

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