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La fatalità dominante

La fatalità dominante

(26 Novembre 2011) Enzo Apicella

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(28 Maggio 2014)

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Ieri avevamo dato la notizia appena accaduta la tragedia, oggi ricordiamo Dario Testani, 31 anni, geometra, è lui l'uomo rimasto sepolto dal crollo nel cantiere romano.

Fatalità, sfortuna, ma anche coraggio e solidarietà: Dario si è gettato nella buca al primo crollo per salvare un altro operaio, non ha girato la testa dall'altra parte ma ha messo la sua vita a rischio per un altro, poi il secondo crollo che lo ha sepolto. Questa dinamica dei fatti non sarà di consolazione ai familiari ma forse può farci riflettere ancora di più sul valore del lavoro e della vita.
Dario è stato un eroe, certamente, ma di questi eroi non ne vorremmo, vorremmo un paese normale nel quale non si possa morire per un lavoro normale.
L'ennesima tragedia sul lavoro dovrebbe portare istituzioni e organi competenti a fare interventi decisivi per prevenire, dopo non servono le lacrime e l'indignazione, prima servono le leggi e i controlli.
L'inchiesta è stata aperta, ma come in tanti, troppi di questi casi ci sembra di assistere ad un rito, al solito atto dovuto, dopo il quale nulla cambia.

28-5-14

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