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Psicocomunista

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(14 Novembre 2010) Enzo Apicella

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(Memoria e progetto)

LA VIA CONSILIARE PER COSTRUIRE IL SOGGETTO POLITICO

UNA PROPOSTA PER LA RIUNIONE NAZIONALE DI ROSS@ DEL 29 GIUGNO

(16 Giugno 2014)

viaconsiliare

Il tema delle “forme politiche” è probabilmente il più delicato da affrontare nel momento in cui si progetta l’avvio di una fase costituente di un nuovo soggetto politico, come s’intende fare con Ross@.
Siamo di fronte ad una crisi specifica dell’intero sistema politico italiano e all’emergere di una vera e propria “stretta autoritaria” che va affermandosi attraverso l’azione incisiva e costante delle forze dominanti.
La situazione appare ormai tale da far risaltare, generalmente, un concetto negativo della rappresentanza politica, che s’intende cancellare sostituendolo con un autoritarismo personalizzato svolto soltanto in una funzione di “governo”. Un progetto pericoloso al quale sta adeguandosi l’intero quadro politico.
Non solo è stata cancellata la dicotomia destra/sinistra ma va stemperandosi anche lo stesso rapporto di matrice liberalidemocratica maggioranza/opposizione sostituito da una sorta di “partito di cartello” il cui scopo è semplicemente quello di impedire ad altri attori di entrare sulla scena politica, al di fuori di quelli già esistenti.
Il disegno complessivo riguarda l’occultamento delle distinzioni sociali portato fino al punto di rendere impossibile la richiesta di rappresentanza politica, riducendo il tutto a un processo totalizzante di mediatizzazione dell’agire politico, un elemento molto diverso da quello della pressione mediatica al cui dilagare nell’immaginario collettivo avevamo assistito nel corso degli ultimi 20 anni segnati dalla trasformazione del sistema dei partiti di massa prima in partiti “pigliatutti” e “azienda” fino a pervenire a quel modello del “partito personale” che, in questo momento, sta esercitando una vera e propria “egemonia sistemica”.
Coloro i quali, come noi, pensano ancora alla necessità di portare avanti un discorso di soggettività politica fondata sulla rappresentanza e l’espressione dei soggetti portatori di contraddizioni sociali concrete e, di conseguenze, sviluppare l’opposizione si trovano, all’interno del quadro fin qui descritto, a dover affrontare almeno tre problemi di grande rilievo:
a) Disporre di uno strumento in grado di produrre orientamento generale;
b) Elevare il grado d reale rappresentatività del soggetto politico rispetto alla società;
c) Proporre un livello di quadri in grado di condurre una vera e propria “kulturkampf”.
In questo senso si pone, per Ross@ ma ben oltre Ross@ un interrogativo: da dove può essere possibile far ripartire una prospettiva di riaffermazione d’identità e di autonomia progettuale?
Per chi, come noi, si trova in uno stato di vera e propria “alienazione” rispetto a un sistema politico al riguardo del quale non è neppure più possibile procedere “controcorrente” si tratta davvero di volare alto analizzando quattro punti assolutamente fondamentali:
1) Il pressoché definitivo esaurimento delle tradizionali formule politiche;
2) Il venir meno, dal punto di vista della sinistra, dei suoi tradizionali punti di riferimento storico – politici;
3) La necessità di ritrovare una riconoscibilità concreta della contraddizione capitale/lavoro intrecciandola all’insieme delle contraddizioni definite post-materialiste, “in primis” quella dell’assalto capitalistico alle condizioni materiali di vivibilità sul pianeta messe in discussione dalla speculazione selvaggia attuata verso territorio e natura;
4) Il ritrovare la disponibilità di un nucleo militante d’avanguardia politicamente preparato e inserito “in tutte le pieghe della società”.
Rispetto a questi problemi può ancora essere possibile organizzare un’efficace risposta aprendo una ricerca sul tema della riattualizzazione della concezione gramsciana dell’egemonia, articolabile attorno a quattro punti:
1) La necessità di formare, attraverso un articolato lavoro di lotta sociale e politica d’opposizione, un nuovo “blocco storico anticapitalista”;
2) La praticabilità di una mediazione svolta da una forza politica profondamente ramificata nel senso comune di massa, per tentare di smantellare l’apparato egemonico dell’avversario attraverso un lavoro di costante demistificazione e decodificazione;
3) L’operatività di un soggetto in grado di agire non come una semplice avanguardia ma come intellettuale collettivo promotore di una trasformazione intellettuale e morale;
4) L’esigenza, infine, di fare tutto questo attraverso un non breve processo di lotta all’interno delle società capitalistiche, con parole d’ordine intermedi e positive e con una forte attivazione e partecipazione di massa.
Si propone così che Ross@ assuma fino in fondo un ruolo di avanguardia nella direzione che si è cercato fin qui di indicare assumendo una forma politica, legata sì alla storia e alla tradizione del movimento operaio, ma che in questa fase può rappresentare un momento di forte innovazione, assumendo insieme la difficoltà di recupero dell’idea del partito di massa e il rifiuto di una omologazione al processo di abbruttimento populista in atto.
La proposta è quella di un soggetto politico dalla forma “consiliare”.
Non è il caso, a questo punto, di soffermarci su dettagli di tipo tecnico circa il funzionamento di un soggetto fondato sul principio dei “consigli”.
Su questo si potranno formulare proposte concrete una volta sviscerato il merito di un progetto di questo tipo, anche nei suoi effetti possibili rispetto alla base sociale cui è rivolto.
Sarà sufficiente, a questo punto, delineare l’elemento di fondo di questa prospettiva: quella di trasformare tutti i componenti degli organismi dirigenti in delegati, portandoli ad agire nei due sensi del rapporto con la base organizzativa e con le strutture attraverso l’interscambio costante del dibattito politico, l’elaborazione per questa via della sintesi e il costante esercizio del meccanismo di revoca del mandato e d’intercambiabilità all’interno dell’espressione di una soggettività collettiva.
Per dirla in parole povere: al posto di un organismo dirigente nazionale un’assemblea di delegati, eletti democraticamente su scheda bianca e revocabili, al di fuori dei consueti farraginosi meccanismi, dalla stessa base assembleare che li ha espressi.
Può realizzarsi in questo modo un nuovo rapporto tra specialismo e politica, operando nel senso di una forte verticalizzazione nella capacità elaborativa delle sedi politiche, laddove ciascuno deve porsi l’obiettivo di contribuire all’elaborazione della linea politica.
Può crearsi anche un diverso rapporto tra centro e periferia. Quest’ultima non può essere considerata semplicemente come il terreno di una meccanica applicazione della linea generale e di un’opportunistica gestione degli apparati in sede locale.
Va messo in moto un’ipotesi di “intelligente orizzontalizzazione” che contrasti tutti i fenomeni degenerativi dell’insterilimento della vita politica di base.
La reviviscenza della tematica consiliare risulta essenziale per cercare di risolvere i problemi teorici e strategici di un soggetto come Ross@ che intende contribuire a costruire insieme l’opposizione e l’alternativa.
In questo senso si può pensare all’interno di Ross@ a una fase costituente, rompendo non solo con le tradizioni centralizzatrici ma lasciandoci anche alle spalle tutte le forme di regressione dell’agire politico che ci hanno angustiato nel corso di questi anni nei quali la sinistra ha cercato di camuffarsi per via elettorale dimostrando “paura della politica”.
Camuffamento elettoralistico e “paura della politica” due aspetti della zavorra che intendiamo lasciare per strada per riaffermare, pur in tempi così difficili, la nostra identità e la nostra tensione egemonica.

Franco Astengo

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