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Unicredit e Getronics

Sono partnership anche nella violazione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici?

(27 Febbraio 2005)

I medici competenti della Getronics e della Unicredit si comportano nello stesso modo nel violare le leggi che tutelano la salute dei lavorfatori e delle lavoratrici. La multinazionale olandese e l'azienda bancaria hanno rapporti di collaborazione

(Nino Stella) - Unicredit e Getronics hanno comunanza di interessi, sono “partnership” usando un linguaggio molto in voga, negli affari. La Getronics collabora con la Unicredit per la consulenza, l’assistenza ed i servizi Ict. Non solo. La Getronics controlla e gestisce il trattamento di tutti i dati della Unicredit in base alla legge sulla privacy. Partner negli affari. Partner anche nel praticare vessazioni e nel violare le leggi che tutelano i diritti e le norme che tutelano la salute dei lavoratori e delle lavoratrici? I medici competenti della Getronics e della Unicredit sembra che abbiano commesso le stesse violazioni: non hanno applicato il Decreto Ministeriale del 27 Aprile 2004 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 Giugno 2004 che ha aggiornato l’elenco delle malattie di origine lavorativa per le quali è obbligatorio la denuncia alle Asl, all’Inail, e all’ispettorato del lavoro.Il DM e l’elenco lo abbiamo pubblicato integralmente su Indymedia. Una lavoratrice della Getronics dal 18 maggio 2004 è senza lavoro, rimossa dalle mansioni di impiegata amministrativa, senza computer, dopo nove mesi gli hanno dato una sedia ed una scrivania. La lavoratrice è in cura presso l’Asl Napoli uno centro disadattamento lavorativo di Via Monte di Dio. Ha presentato una serie di denunce ed esposti alla Procura della Repubblica, ai carabinieri, all’ispettorato del lavoro. Un senatore ha presentato un’interrogazione parlamentare. La lavoratrice della multinazionale olandese ha fornito valida documentazione medica che attestavano il suo stato di salute causato da disadattamento lavorativo al Medico Competente, il quale invece di redigere il referto entro 24 ore e trasmetterlo alle autorità giudiziarie e di inviare le relative denunce agli organi di vigilanza, si è limitato ad effettuare un colloquio ed una semplice visita obbligatoria per videoterminalista per rendere “idonea” la lavoratrice per un lavoro di “help desk”, una sorta di call center con turni dalle 8 alle 22 compresi il sabato e la domenica, legittimando, quindi, anche il demansionamento. Alla Unicredit di Napoli, invece, il Medico Competente (che per oltre 11 anni i lavoratori non conoscevano neanche il nome) sembra che sia stato nominato nel 2004 (così dicono i dirigenti di Via Verdi), ad una lavoratrice che gli ha inviato documentazione medica sul suo “particolare” stato di salute, invece di applicare il Decreto Ministeriale ha risposto convocandola per un “colloquio”. Unicredit e Getronics, i loro medici competenti uniti nelle violazioni delle leggi. Sembra che il gruppo dirigente nazionale di Bologna abbia aperto un’inchiesta sulla vicenda della lavoratrice della filiale del centro direzionale. Secondo i beni informati sono imminenti rimozioni di dirigenti e nomina di “commissari”. Se fosse confermata questa notizia, chiediamo al gruppo dirigente nazionale della Unicredit (recentemente un suo alto dirigente è stato premiato dal RotarY per “spirito umanitario”) se non è il caso di introdurre una sorta di “certificato etico per il rispetto delle normative sul lavoro” nei confronti di società partner come la Getronics. Ci spieghiamo meglio. Si può chiedere alla multinazionale olandese come regola vincolante per il mantenimento dei contratti di appalto e di collaborazione di rispettare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici? Non sarebbe il caso di interrompere i rapporti contrattuali con società come la Getronics, quando delle lavoratrici si trovano in quelle gravi condizioni? Le aziende si sforzano di conseguire le “certificazioni di qualità”, ma, nessun settore imprenditoriale fino ad oggi, si è sforzato, tranne il mondo della cooperazione, di conseguire “certificati di rispetto dell’etica sul lavoro”. Aspettiamo segnali giusti dal gruppo dirigente nazionale della Unicredit sia per risolvere il dramma della sua dipendente di Napoli sia nei confronti della Getronics, un partner dell’azienda bancaria, per porre fine alle vessazioni e umiliazioni nei confronti di una lavoratrice utilizzando se è il caso anche le procedure di rescissione del contratto di collaborazione. Un segnale ed un atto di grande tensione etica.

Nino Stella

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