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STORIE DI LAVORO IN APPALTI DELL’AEROPORTO DI PISA

(20 Giugno 2014)

Volantino distribuito oggi, al presidio davanti all'aeroporto di Pisa

storiecobas

La grancassa che da un po’ di tempo imperversa sui mezzi d’informazione sulla questione societaria dell’aeroporto di Pisa, in procinto di cadere nelle mani di una società argentina (complice la Regione Toscana, passata armi e bagagli nella pattuglia d’assalto degli yuppies di Matteo Renzi, nuovo padrone del PD, del governo e dei destini di decine di milioni e milioni di cittadini di questo Paese, occupati o disoccupati che siano), sta nei fatti nascondendo le vicende vissute dai lavoratori impegnati nell’attività aeroportuale, in particolare nei servizi di pulizia e facchinaggio alle dipendenze di ditte appaltatrici.

Questi lavoratori stanno subendo condizioni di lavoro regolate non tanto dalle normative in vigore, quanto imposte dalla legge della giungla, com’è diventato, soprattutto negli appalti, il mondo del lavoro.

Ecco un quadro delle problematiche vissute da questi lavoratori: * sono stati assunti con contratti diversi, che presentano un autentico sventagliamento di diversificazione del monte-ore individuale; * hanno l’orario di lavoro spezzettato in svariate frazioni, anche molto distanti tra loro, nell’arco della giornata; * si vedono rendicontate in busta paga in misura inattendibile le ore di lavoro, ordinarie, straordinarie o supplementari che siano; * si vedono applicato in forme differenziate e discriminatorie un accordo interno (sconosciuto a questo sindacato) regolante il premio di produttività e la corresponsione di ticket mensa; * hanno carichi di lavoro insostenibili, soprattutto nel facchinaggio, anche per effetto della riduzione sistematica del numero degli addetti alle operazioni di carico e scarico bagagli; * lavorano in condizioni in cui l’apparato muscolo-scheletrico (in dispregio delle norme sulla sicurezza) viene sottoposto a una intensificazione continua dello sfruttamento, che pregiudica integrità fisica e stato di salute; * non hanno, in poche parole, garantiti e rispettati i loro diritti.

E quando, affinché questo stato di cose possa essere migliorato, lasciano in massa un’organizzazione sindacale per aderire a un’altra, com’è avvenuto recentemente quando si sono iscritti al sindacato di base COBAS Lavoro Privato, le ditte in questione ignorano le richieste d’incontro avanzate da questo sindacato e continuano imperterrite a spadroneggiare sulla pelle dei lavoratori.

Dà il senso di tutta la situazione quanto sta capitando a uno di questi lavoratori, risultato da visita medica inadeguato alla mansione di facchinaggio. La ditta lo ha assegnato alla mansione di pulizia, dimezzandogli le ore e mettendo alla fame lui e la sua famiglia. In alternativa, gli ha “offerto” di svolgere le ore mancanti (3/4 al giorno, da lunedì a venerdì) a 90 chilometri di distanza, caricandolo di spese di viaggio più o meno equivalenti al salario ricavabile da questo lavoro in “trasferta” e costringendolo a viaggiare circa 5 ore, con, al ritorno a Pisa, altre 4 ore di lavoro in aeroporto, fino all’1,30 della notte. Come dire: partire da casa verso le 12,00 e ritornarvi verso le 02,00. Tutto questo, naturalmente, nel rispetto della salute del lavoratore!!!!!

Come sindacato, abbiamo chiesto alla ditta di rinunciare a questa “soluzione” e di completare l’incarico lavorativo al proprio dipendente nell’area pisana con mansioni compatibili con la sua situazione di salute. Dopo avere ricevuto un rifiuto netto e categorico, abbiamo replicato la nostra richiesta, proponendo un incontro sindacale, in cui discutere non solo della condizione relativa a questo lavoratore, ma anche di tutte le problematiche dell’appalto. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

Adesso siamo qui, in presidio davanti all’aeroporto di Pisa, perché non ci rassegniamo a subire questa ingiustizia e questa arroganza e perché siamo determinati a non far finire qui la vicenda.

COBAS LAVORO PRIVATO

Fonte

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