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IN MEMORIA DI JEAN-PAUL SARTRE. UN INCONTRO A VITERBO

(22 Giugno 2014)

sartre

Si è svolto nel pomeriggio di sabato 21 giugno 2014 a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" un incontro in memoria di Jean-Paul Sartre, nell'anniversario della nascita del filosofo avvenuta a Parigi il 21 giugno 1905.
Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni brani dalle principali opere filosofiche, saggistiche, letterarie, drammaturgiche e d'intervento militante del grande intellettuale impegnato.
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Nato a Parigi nel 1905, scomparso nel 1980, filosofo, scrittore, simbolo dell'intellettuale impegnato. Nel 1964 rifiutò il Nobel per la letteratura. Tra le opere di Jean-Paul Sartre: dal punto di vita che qui più ci interessa segnaliamo almeno: tra i testi filosofici L'essere e il nulla, L'esistenzialismo è un umanismo, Critica della ragion dialettica; tra i testi narrativi: La nausea, Il muro, L'età della ragione, Il rinvio, La morte nell'anima; tra i testi drammaturgici: Le mosche, Porta chiusa, Morti senza tomba, La sgualdrina timorata, Le mani sporche, Il diavolo e il buon Dio, Nekrassov; tra i testi critici e politici: L'antisemitismo, Che cos'è la letteratura, Difesa dell'intellettuale; tra i testi autobiografici: Le parole. Tra le opere su Jean-Paul Sartre: per la biografia cfr. Annie Cohen-Solal, Sartre, Il Saggiatore, Milano 1986; ovviamente si veda anche la vasta opera memorialistica di Simone de Beauvoir; per un'introduzione al pensiero filosofico cfr. Sergio Moravia, Introduzione a Sartre, Laterza, Bari 1973; cfr. anche Ornella Pompeo Faracovi, Sartre. Una battaglia politica; Sansoni, Firenze 1974.
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Concludendo la commemorazione il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha rievocato come per la formazione morale e politica della sua generazione la lezione di Sartre (e di Camus) fu decisiva: l'esistenzialismo e l'engagement furono infatti due acquisizioni cruciali sul piano della coscienza e della prassi, della ragione e della volontà: della consapevolezza del dolore e dell'assurdità dell'esistenza, e del dovere di lottare per la liberazione dell'umanità in un impegno solidale. Vi furono naturalmente altre autrici ed altri autori, altre esperienze intellettuali ed empiriche, di non minore ed anzi talora maggiore importanza; ma La nausea e Lo straniero, L'essere e il nulla e La peste, Le mani sporche e Caligola, L'esistenzialismo è un umanismo e L'uomo in rivolta, furono ineludibili occasioni di meditazione senza maschere e senza illusioni, ed appelli alla lotta contro tutte le violenze e le menzogne.
Oggi che Sartre, e Simone de Beauvoir, e Camus, e Merleau-Ponty, ed anche Aron, e tanti altri compagni di quella temperie sovente in fecondo conflitto tra loro, coi loro limiti ed errori ma anche e ancor più coi loro meriti e le loro virtù, sono forse dimenticati (iniquamente, scandalosamente dimenticati) dall'attuale riflessione filosofica e politica, sia questa una buona occasione per farne memoria e per dire una volta ancora la gratitudine nostra a questi maestri d'impegno morale e politico, a questi combattenti antifascisti, a questi lottatori per la liberazione dell'umanità, per la solidarietà che ogni essere umano riconosce e raggiunge e sostiene.
La nonviolenza è in cammino.

Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

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