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Roma, 17 luglio: presidio alla Rai, con l'Ucraina antifascista

(15 Luglio 2014)

GIOVEDÌ 17 LUGLIO dalle 11,00 alle 13,00 sotto la sede RAI di Piazza Mazzini.
CONTRO IL SILENZIO COMPLICE DEI MEDIA

roma17luglio

Fin dall’inizio della protesta di Euro-Maidan, ormai più di 6 mesi fa, l’apparato mediatico dell’occidente è andato caratterizzandosi, in modo massivo ed inequivocabile, attraverso un sostegno, senza se, ma dubbi o ripensamenti di sorta, a quelle forze che oggi siedono al governo di Kiev.
L’informazione italiana mainstream, in tutte le sue articolazioni, non solo non ha mai mostrato forza o volontà di discostarsi da questa linea ma anzi, nel carrozzone mediatico dell’Europa occidentale, è emersa come una tra le voci maggiormente disponibile ad edulcorare il golpe nazista di Kiev, attraverso una sistematica falsificazione della verità, fanatismo ed intollerabile omissione delle atrocità commesse dalle squadre paramilitari naziste, agli ordini dell’esecutivo, a danno delle popolazioni del Donbass.
Questo atteggiamento, asservito alle logiche imperialiste degli Usa e a ricasco della Ue, che attraverso il sostegno militare, politico ed economico alla protesta di Euro-Maidan, prima e alla giunta golpista insediatasi a Kiev poi, intendono completare l’opera di accerchiamento Nato alla Russia, rappresenta un affronto ai concetti di indipendenza e trasmissione critica dei saperi, cioè a quelli che dovrebbero essere i cardini dell’informazione libera. Purtroppo, invece, tv e giornali italiani, indipendentemente dalla loro pretesa appartenenza politica, hanno preferito trasformarsi in acritica “cassa di risonanza” degli appetiti economici e geopolitici del blocco occidentale, con gli Usa che cercano, attraverso l’istituzione a Kiev di un governo fedele, di portare a compimento la costruzione delle piattaforme missilistiche a ridosso del confine con la Russia e il Paese traino dell’Ue, la Germania, che, con nuovi mezzi, continua a coltivare i piani hitleriani di espansione ad est.
Nei giorni di Euro-Maidan, i media italiani, dietro il vessillo della Ue, hanno nascosto alla pubblica opinione la crescita esponenziale dei movimenti neonazisti ucraini. Nel nome di un preteso sentimento europeista delle masse, sono stati sistematicamente taciuti i crimini commessi dalle bande naziste di Svoboda e Settore destro, perfino l’opera criminale dei cecchini, in spregio ai più elementari principi della verità, è stata attribuita al Berkut e non come comprovato da tutte le inchieste successive, ai precisi piani destabilizzatori dei nazionalisti. Non è andata certo meglio di fronte all’orribile rogo di Odessa, una strage nazista nella quale lo scorso 2 maggio sono morti oltre 40 civili, avvenimento completamente sottaciuto o peggio, è il caso del quotidiano ”Unità”, paradossalmente attribuito all’opera dei “filorussi”. Gli esempi in tal senso sarebbero veramente molti, esempi dai quali emergono, unite ad una certa dose di ignoranza, malafede e volontà mistificatoria. Anche quanto sta accadendo in questi giorni non lascia certo ben sperare. La ripresa offensiva delle truppe di Kiev nel Donbass sta causando una vera e propria emergenza umanitaria, con decine di migliaia di civili costretti a lasciare le proprie case e città per sfuggire ai bombardamenti a tappetto e ai colpi d’artiglieria dell’esercito, con grande uso di bombe a grappolo di fabbricazione statunitense. Di tutto questo, tuttavia, giornali e carta stampata di casa nostra non fanno menzione alcuna. Ancora una volta, le squadre paramilitari naziste, giunte nel Donbass al fianco delle truppe regolari dell’esercito, per fare piazza pulita di russi, comunisti ed oppositori politici, si stanno distinguendo per gli atti di ferocia gratuita a danno dei civili, mentre più in alto, già si pianifica l’istituzione di nuovi lager e campi di concentramento per chiudere i conti definitivamente con la Resistenza.
Di fronte a ciò che attualmente sta accadendo nel Donbass è necessario che la macchina di menzogne e mistificazione venga interrotta e l’opinione pubblica possa finalmente essere messa al corrente della concreta minaccia nazista che grava sull’Ucraina, una minaccia che rischia seriamente di travolgere l’Europa tutta nei prossimi mesi. Per questo la Resistenza del Donbass ha bisogno del sostegno di tutti i democratici e progressisti d’Europa.

COMITATO PER IL DONBASS ANTINAZISTA

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