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VI° congresso PRC: dichiarazione di voto di Claudio Bellotti (Rompere con Prodi preparare l'alternativa operaia)

sull'ordine del giorno finale del congresso

(10 Marzo 2005)

Dichiaro a nome del quinto documento “Rompere con Prodi, preparare l’alternativa operaia” il mio voto contrario alla prima parte dell’Ordine del giorno conclusivo che approva la relazione del segretario. Rilevo nella conclusione proposta dal segretario non solo la ovvia riproposizione della linea approvata a maggioranza nei congressi di circolo, ma anche una sua interpretazione estrema, unita a una volontà di radicalizzare al massimo la contrapposizione interna al partito nei confronti delle minoranze. Per quanto attiene agli argomenti più strettamente politici affrontati, non si può che registrare come le più evidenti contraddizioni presenti a nostro avviso nella proposta di maggioranza non abbiano trovato serie e credibili risposte. In particolare mi pare che la contraddizione abissale fra la prospettiva della “grande riforma” e la realtà del declino del capitalismo italiano ed europeo (declino che appunto rende ancora meno credibile questa ipotesi) non abbia trovato alcuna reale risposta se non nella riproposizione quantomeno implicita, in forme più o meno aggiornate, del partito “di lotta e di governo”.

Ma respingo soprattutto l’idea di un partito che si chiude a riccio attorno al 59% della propria maggioranza congressuale. Come è emerso chiaramente nel dibattito di venerdì sullo statuto e dalle conclusioni del segretario vengono avanzate delle proposte organizzative e delle argomentazioni politiche che pregiudicano seriamente l’unità del nostro partito.

Il messaggio fin troppo trasparente di questo congresso è che i confini del partito coinciderebbero - nella visione e soprattutto nella gestione propostaci dalla maggioranza - con i confini di quel 59 per cento che ha votato la mozione 1. Rifiutiamo questo modo di affrontare i nostri rapporti interni e non cadremo nell’errore opposto (in cui forse ci si vuole spingere) di considerare che i confini del partito coincidono con quel 41 per cento raccolto complessivamente dalle minoranze. Il nostro obiettivo è stato e continua ad essere quello di convincere i compagni, attraverso il dibattito interno e la battaglia di idee, attraverso la partecipazione alle iniziative del partito, mettendoci alla prova nell’intervento quotidiano nelle lotte sociali, nel movimento operaio, fra i giovani. Il segretario ha fatto riferimento all’impegno a convincere quelle migliaia di compagni e compagne che non si sono riconosciuti nella mozione di maggioranza. Altrettanto ci proponiamo di fare noi, e siamo certi che gli avvenimenti, uniti a una costante presenza che ci impegniamo a garantire nel dibattito e nelle iniziative del partito, dimostreranno non solo la necessità, ma anche la praticabilità di una diversa linea politica.

Venezia, 06/03/2005.

Claudio Bellotti

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