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CONTRO IL MORALISMO POLITICO BORGHESE

(28 Agosto 2014)

Dal n. 20 di "Alternativa di Classe"

Noi rifuggiamo dal moralismo politico borghese, rifiutiamo il contingentismo politico attuale dei partitini della “sinistra radicale”, denunciamo il neo-trasformismo di partitini che continuano impropriamente a definirsi comunisti. Per noi una sola affermazione conta e conterà sempre: la lotta di classe. La lotta di classe è certamente una realtà drammatica, ma è la sola realtà che compendia e spiega il flusso della storia.
Se vogliamo costruire nuova quotidiana storia, se vogliamo fare veramente del proletariato il punto di riferimento della società in marcia, non possiamo prescindere da questa fondamentale umana realtà: la lotta delle classi. Nessun facile e falso moralismo, ma politica imperniata sull'inevitabile urto degli interessi. Non è possibile oggi la rivoluzione? Si prepara la rivoluzione del domani, ma la nostra inalterata posizione sarà una posizione rivoluzionaria: solo così si fanno gli interessi del proletariato.
Sul terreno della pratica e nel problema più difficile di tutti, quello dell'organizzazione, bisogna procedere passo dietro passo. Scoprire le necessità di sviluppo del capitale e ribaltarle in possibilità sovversive della classe operaia: sono questi i due compiti elementari dei marxisti rivoluzionari. Le contraddizioni del capitale vanno utilizzate. E per utilizzarle, bisogna comunque esasperarle: anche quando si presentano con gli ideali di una "sinistra rinnovata", e vengono avanti con le bandiere del lavoro.
Nel regno del profitto non c'è spazio per l'autodeterminazione dei lavoratori. Per questo il Governo ha già previsto una legge sulla rappresentanza sindacale, che consegni alle dirigenze dei sindacati confederali le chiavi dell'organizzazione dei lavoratori. Con l'applicazione del Testo unico sulla rappresentanza, Confindustria e burocrazie sindacali si propongono di eliminare qualunque opposizione sui luoghi di lavoro, garantendo il monopolio dei diritti sindacali alle sole forze sindacali più o meno concertative. L'obiettivo a cui tendono padroni e burocrazie sindacali è l'esclusione dalla rappresentanza, e dai diritti sindacali ad essa connessi, di quei soggetti che potrebbero farne un uso indesiderato. Ogni collaborazione, ogni politica di unità nazionale, che è poi mantenimento dello status borghese, è tradimento dei lavoratori, perché è abbandono delle loro esigenze e delle loro aspirazioni.
Più che mai è storicamente vera la classica posizione marxista: proletariato contro borghesia. Sembrano invece oggi tutti d'accordo in Italia, nel sostenere che bisogna ripensare la sinistra, rispettare le organizzazioni della "nuova" chiesa di Bergoglio, l'esercito, assoggettarsi alle esigenze delle burocrazie sindacali, inneggiare alla sacra idea di patria, difendere, “se necessario”, le frontiere della nazione. Tutti d'accordo, tranne i marxisti rivoluzionari, i comunisti internazionalisti conseguenti. La politica di collaborazione dei partiti riformisti facilita la ristrutturazione dello stato borghese.
Ci preme ribadire, nei confronti di certi pseudo-comunisti, che la cultura, come il diritto di cui parlava Marx, è sempre borghese. E' sempre mediazione dei contrasti. E' ora di uscire dalla leggenda di una cultura "progressiva" della borghesia, che il movimento operaio doveva riprendere dalla polvere dove il capitale l'aveva gettata. Teoria rivoluzionaria vuol dire anche pratica diretta della lotta di classe. Il punto di vista rivoluzionario non può uscire fuori dalle necessità pratiche della lotta di classe nella società capitalistica!
Per i padroni e per i loro burattini politici, la perdita di competitività, e quindi il persistere della crisi, è dovuto alla rigidità di salari e di contratto; la loro parola d'ordine è, quindi, elasticità. Poter modificare i contratti collettivi nazionali a proprio piacimento, magari con l'aiuto di certe burocrazie sindacali...
Vorremmo ora porre l'attenzione sul nuovo Patto per la salute siglato tra Governo e Regioni. Oltre alla conferma dei ticket, prevede abbattimenti dei posti-letto, il blocco degli organici, gli abbassamenti degli standard di assistenza. Misure che accentuano il degrado del servizio sanitario pubblico, sempre meno accessibile per le esigenze dei proletari, a favore del privato e di più profitti sulla loro salute. Per i lavoratori, più flessibilità e duri carichi di lavoro, e per chi protesta repressione e sanzioni disciplinari.
Il Governo Renzi è riuscito a coagulare intorno a sé un fronte composto da politici, industriali e burocrazie sindacali; sta a noi organizzarci e non solo per resistere all'attacco dei padroni. Per il Governo il problema più importante sembra essere la Riforma del lavoro. Rendere i lavoratori più precari, con meno diritti, con salari sempre più ridotti. Questo è quanto chiede la borghesia, noi dobbiamo rispondere compatti, non in ordine sparso, indicando il nemico comune. Dobbiamo essere in grado di ridestare il rivoluzionario che sonnecchia in ogni sfruttato.

Alternativa di Classe

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