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La KCK evidenzia la Giornata Mondiale per la Pace

(1 Settembre 2014)

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Rilasciando una dichiarazione per mettere in evidenza il 1 settembre, Giornata Mondiale per la Pace, la Co-Presidenza del Consiglio Esecutivo dell’Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK) ha detto che una pace onorevole e vera verrà raggiunta attraverso lotte nobili.

La KCK ha evidenziato che la Giornata Mondiale per la Pace di quest’anno arriva in un contesto in cui la gente viene massacrata, aumentano i femminicidi e bambini vengono venduti come ‘moderni schiavi’, mentre dall’altro lato le lotte di liberazione vengono condotte con determinazione.
Evidenziando che il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan è impegnato per il raggiungimento di una pace giusta ed onorevole, la KCK ha sottolineato che non è possibile il raggiungimento di una pace giusta ed onorevole in Turchia e Kurdistan se il leader curdo – che sta facendo uno sforzo estremo per la democratizzazione della Turchia e la risoluzione della questione curda – non viene liberato.

La KCK ha anche evidenziato che; “Nessuno può parlare di pace fino a quando continua la repressione oligarchica e fascista in Turchia e in Kurdistan. Questa situazione dovrebbe essere una ragione perché tutti gli oppressi, popoli, fedi religiose e culture, uniscano le loro volontà per potenziare la lotta per la democrazia e la libertà.”

La KCK ha detto che sono indubbiamente il sistema egemonico internazionale, forze regionali reazionarie e bande che attaccano apertamente popoli, fedi religiose e culture a prendere di mira la pace mondiale; “Queste forze sono gli elementi primari di ogni tipo di ingiustizia, iniquità e sfruttamento. Una pace onorevole e vera non ci sarà mai senza lotte nobili. A questo riguardo, i popoli di Kurdistan, Turchia e Medio Oriente stanno conducendo la propria lotta per una pace vera ed onorevole che significa diritti, giustizia, coscienza pubblica, democrazia, libertà e richiede una grande lotta.”

La KCK ha concluso la dichiarazione facendo appello ai curdi, aleviti, donne, lavoratori, intellettuali e agli oppressi perché aumentino la lotta nella Giornata Mondiale per la Pace.

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