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(6 Gennaio 2011) Enzo Apicella
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    (Flessibili, precari, esternalizzati)

    SINDACATO BNL – “Si salvi chi può”

    In questo mese che divide il periodo feriale dalla partenza del neo – Consorzio si assiste ad un gran fervore delle Organizzazioni Sindacali esistenti in Bnl.

    (4 Settembre 2014)

    Ci si prepara a battagliare rispetto alle più che sicure “cazzate” che fatalmente la Bnl combinerà nell’attuazione pratica dell’esternalizzazione?

    No, tuttaltro.

    Il problema è invece la ricollocazione dei dirigenti sindacali.

    Si da il caso, infatti, che gli accordi di categoria del 2010 riguardanti le libertà sindacali e che entrano nel merito anche delle garanzie per i dirigenti sindacali in caso appunto di esternalizzazioni, garantiscano automaticamente, nella interpretazione che ne dà Bnl, soltanto i massimi vertici del sindacato aziendale/nazionale, praticamente non più di una persona per ogni sigla per l’intera Bnl.

    E si da il caso invece che, per motivi storici,siano invece moltissimi i dirigenti sindacali formalmente collocati nelle strutture/banca destinate alla esternalizzazione.

    Non solo quindi nelle situazioni ( Roma/Aldobrandeschi e Milano/Deruta) destinate in toto o quasi appunto alla nuova azienda consortile, ma anche nelle vecchie filiali capitava che moltissimi sindacalisti facessero formalmente parte delle strutture Apac ( dove è meno “drammatico” che ci si assenti per permesso sindacale rispetto a
    situazioni invece di front-office ) e addirittura capitava spesso che i sindacalisti del tutto distaccati dal servizio venissero formalmente collocati negli organici della Direzione Risorse Umane che, come le strutture Apac, è anch’essa destinata alla esternalizzazione.

    Quindi se ci si tenesse, come sarebbe corretto, ad una “fotografia” della situazione al momento dell’accordo di esternalizzazione stipulato tra Gruppo Bnl e sindacati, probabilmente, almeno nelle grosse piazze, sarebbero più i dirigenti sindacali destinati al Consorzio che non quelli che rimarrebbero in Bnl.

    Ma dato che la Bnl, in questi frangenti epocali, non si è mai dimostrata una azienda seria, in questi mesi si è assistito a tutta una serie di avvicendamenti/aggiustamenti di tipo clientelare, in verità riguardanti non solo i sindacalisti ma anche semplici lavoratori ed altri ancora se ne stanno alacremente costruendo in questo mese di settembre che precede lo scorporo.


    Per cui, alla fine della fiera, capiterà che non saranno pochi i lavoratori inizialmente destinati allo scorporo che se la “scapoleranno” ed al tempo stesso non saranno pochi i colleghi che non dovevano essere esternalizzati e che invece finiranno per esserlo, il che potrebbe creare seri contenziosi di varia natura, anche di tipo
    giudiziario, nei prossimi mesi.

    Per quanto attiene specificatamente i sindacalisti probabilmente la cosa sarebbe anche passata sotto silenzio se non fosse che nel frattempo alcuni di questi, non destinati alla esternalizzazione, si fossero fatti i conti in tasca e già stavano pregustando improvvise carriere all’interno delle strutture sindacali in sostituzione dei molti che invece sembravano, per appartenenza formale di ufficio, essere in uscita
    verso il Consorzio, in sostanza, come si dice a Roma, già si sentivano in corsa per occupare “i mejo posti”

    Questa nuova situazione di avvicendamenti strumentali e clientelari, deludendo certe aspettative, ha quindi creato fatalmente feroci faide tra sigle ed anche all’interno delle singole sigle medesime, che stanno al momento duramente impegnando il sindacato aziendale e la stessa Bnl, alle prese con le più disparate, complicate e squallide richieste di “ricollocazione”, richieste spesso pure in netta contraddizione tra di loro.

    Ora, non abbiamo problemi a comprendere il fatto che, per motivi appunto storici, la parte migliore (o almeno quella meno peggio)del più complessivo quadro sindacale aziendale sarebbe effettivamente in larghissima parte destinata ad essere esternalizzata e che il sindacato Bnl propriamente detto non può quindi trovarsi a rinunciare dall’oggi al domani alla quasi totalità dei propri quadri validi ( o almeno meno invalidi) per far posto a personaggi invece considerati, quasi sempre
    tuttaltro che a torto,del tutto inadeguati a ruoli di dirigenza sindacale aziendal/nazionale.

    Però, uscendo dalla logica tutta da “ceto politico” che tende a garantire e riprodurre soprattutto sé stesso( a questo punto qual è effettivamente la differenza con i politici ?) dei sindacati aziendali e guardando invece le cose dal punto di vista dei normali semplici lavoratori “in carne ed ossa”, ci viene da fare tutto un altro tipo di
    considerazione.

    E cioè che questo tentativo di “fuga di massa” dalla nascente azienda consortile da parte di moltissimi dirigenti sindacali si spiega pure con il fatto che costoro NON HANNO, QUANDO SI TRATTA DEL LORO DESTINO INDIVIDUALE, QUESTA GRANDE FIDUCIA IN QUELLE “GARANZIE”, CONTENUTE NELL’ACCORDO DI CESSIONE DI RAMO D’AZIENDA, “GARANZIE”CHE INVECE HANNO TANTO MAGNIFICATO COME CERTE ED ASSOLUTE NELLE ASSEMBLEE COI LAVORATORI DEI MESI SCORSI.

    E questo ci sembra decisamente molto inquietante.

    InfoAut BNL – Redazione

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