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(14 Giugno 2010) Enzo Apicella
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ANCORA SULLA SOSTANZA DEL REGIME

(7 Ottobre 2014)

Mentre ai Sindacati è stata concessa un’ora di udienza (usa questo termine di “udienza” lo stesso Manifesto) tra le 8 e le 9 del mattino, la conferma è ufficiale: sulla legge delega riguardante il cosiddetto job act, sarà posta la questione di fiducia.
Beninteso non legge o decreto, ma legge delega: cioè l’autorizzazione al Governo di scrivere una legge all’interno di parametri “di massima” (e non di un articolato vero e proprio) da presentare poi al Parlamento.
Lo scopo dichiarato è quello di presentarsi Mercoledì prossimo 8 Ottobre a Milano al declassatissimo (si tratterà di un incontro informale per il quale non è previsto alcun documento conclusivo) vertice europeo sul lavoro strombazzando di aver fatto “la riforma”.
Attenzione però, dentro quest’operazione ci sta – sul piano costituzionale e istituzionale – un passaggio molto importante proprio sul piano della costruzione di un Regime.
Renzi non è un “fanfarone” come incautamente scrive Rifondazione Comunista e neppure uno dal quale prendere le distanze quale sistema PD come scrive, altrettanto incautamente, Ross@.
Renzi e il suo “giglio magico” puntano a distruggere la democrazia rappresentativa i cui termini sono scritti nella Costituzione Repubblicana e quest’occasione della questione di fiducia sul job act ne è una dimostrazione di metodo, ben oltre la pur gravissima questione di merito.
Che cosa accade, infatti?
Accade che la questione di fiducia sarà posta presentando un maxi-emendamento al testo originale che altro non sarà che il documento approvato dalla recente riunione della Direzione del PD.
Si stravolgono così canoni fondamentali al riguardo dell’autonomia dei diversi soggetti politici e istituzionali: partito, parlamento, governo diventano una cosa sola “raccolta” all’interno dell’espressione del voto di fiducia.
La sostanza del Regime: l’abbiamo davanti in tutta la sua pericolosità.
Sarebbe bene agire.

Patrizia Turchi e Franco Astengo

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