il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Un bel di' vedremo

Un bel di' vedremo

(16 Dicembre 2010) Enzo Apicella
In tutta l'Europa cresce la protesta contro il capitalismo della crisi

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Lotte operaie nella crisi)

Nodi da sciogliere per avanzare

(15 Ottobre 2014)

La mobilitazione della classe operaia e delle masse popolari contro l’attacco padronale e l’offensiva del governo reazionario di Renzi si sta sviluppando.
Nei giorni scorsi sono ripartiti gli scioperi e le agitazioni in numerose fabbriche, tra cui quella degli operai Thyssen di Terni minacciati dai licenziamenti. Importanti manifestazioni contro l’UE dei monopoli, per il lavoro, si sono svolte a Napoli, Milano e altre città.
A breve ci saranno lo sciopero della logistica, lo sciopero dell’USB e la manifestazione nazionale della CGIL. Scadenze a cui chiamiamo alla massima e
decisa partecipazione, superando di slancio le esitazioni e le beghe degli opportunisti di destra e di “sinistra”, mettendo in piazza la radicalità operaia e costruendo un vero sciopero generale che mandi a fondo Jobs Act e governo Renzi.
La graduale ripresa della lotta di classe continua a vedere attivi i settori avanzati e combattivi della classe operaia. La grande massa, lo strato profondo della classe operaia, però è ancora passivo. Questo è il primo nodo da sciogliere.
Se la grande massa del proletariato non tornerà protagonista, se non riprenderà la via della lotta, se il tutto si ridurrà alla mobilitazione dei settori “trainanti”, le battaglie non avranno una reale prospettiva di successo.
La resistenza deve dunque crescere, soprattutto ampliando le sue file tra gli
strati inferiori del proletariato, tra la massa dei non iscritti ai sindacati, fra i giovani super-sfruttati e precari, fra i migranti, fra le masse sfruttate e oppresse.
Ciò può essere ottenuto solo con una politica di fronte unico dal basso, attraverso le assemblee in fabbrica, nei posti di lavoro, nelle scuole, nel territorio, con la realizzazione di appositi organismi di massa (Consigli, Comitati operai e popolari, coordinamenti, piattaforme locali, etc.). Altro che i gruppi virtuali sui social forum! Ci vuole un movimento di massa
organizzato e rivoluzionario per far pesare la nostra enorme forza!
Il secondo nodo essenziale da sciogliere è: quale classe sociale deve stare alla testa, deve dirigere la crescente rabbia e malcontento popolare? Una domanda di bruciante attualità, a fronte delle dichiarazioni di Beppe Grillo, portabandiera degli strati borghesi e piccolo borghesi “insoddisfatti”, che
invoca i generali dell’esercito per fermare “i cialtroni”.
Noi comunisti (marxisti-leninisti) chiamiamo la classe operaia a prendere nelle sue mani la situazione. Solo la classe operaia è in grado di respingere l’offensiva del capitale e di risolvere la questione dell’alternativa di
potere liberando il nostro paese dal giogo dei capitalisti, dei ricchi e dei parassiti che vogliono portarci alla rovina.
Solo la lotta inflessibile ed organizzata del proletariato può aprire la strada all’unico governo che ci libererà dallo sfruttamento e dalla miseria crescenti, che ci farà uscire dalla crisi e dal declino capitalista: il
Governo operaio e degli altri lavoratori sfruttati!
Nelle condizioni attuali, la costruzione del Fronte unico proletario sulla base della lotta di classe, dei suoi organismi di massa e di un concreto programma di azione, la formazione di un forte Partito comunista, intimamente collegato a tutte le sezioni del proletariato, è la strada da seguire per
sviluppare e dirigere il movimento di massa della classe operaia contro il capitalismo, per il socialismo.

14.10.2014

Piattaforma Comunista

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «Lotte operaie nella crisi»

Ultime notizie dell'autore «Piattaforma Comunista»

4946