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Incidente fatale o assassinio di stato?

Traduzione di un articolo di Nick Brauns, da Junge Welt del 24 ottobre 2014

(26 Ottobre 2014)

La giornalista televisiva Serena Shim indagava sulle milizie di IS in Turchia. La sua auto si è scontrata con un mezzo pesante mentre ritornava da Suruc, città di frontiera in cui aveva appena concluso un reportage.

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Suruc. Solleva dei dubbi la morte di una giornalista in un incidente d'auto nella Turchia sudorientale al confine con la Siria. La giornalista Serena Shim, trentenne, americana di origine libanese, che informava da Iraq, Libano, Ucraina e Turchia, lavorava anche per la televisione iraniana statale estera Press TV. Si era trattenuta nella regione di confine turco-siriana per riferire dei combattimenti in corso tra le milizie dell'IS e le unità kurde di difesa del popolo (YPG, YPJ) nella città Ain Al-Arab (Kobani). La scorsa domenica la vettura su cui viaggiava Shim, di ritorno dalla frontiera, si è scontrata con una betoniera nei pressi del capoluogo di Suruc. La giornalista è morta sul colpo, la fotografa Judy Irish è rimasta ferita.
Nel rapporto ufficiale della gendarmeria (polizia militare) locale, la responsabilità dell'accaduto viene attribuita esclusivamente all'autista, cioè Irish, che sarebbe entrata in curva troppo velocemente, sbandando e andando a finire nella corsia di senso opposto. Il conducente del camion, precedentemente fermato e interrogato, non avrebbe alcun concorso di colpa.
“Si tratta probabilmente di una conseguenza delle rivelazioni contenute nei suoi reportage sulla doppia influenza esercitata dai politicanti turchi e sauditi sui rifugiati siriani.” Shim avrebbe dunque indagato e informato sull'appoggio della Turchia ai combattenti jihadisti e di come, mimetizzati da convogli per aiuti umanitari della World Food Organization o di ONG turche, attraversavano il confine. Shim sosteneva di avere a riguardo consistenti testimonianze fotografiche.
Due giorni prima di morire, Shim aveva comunicato la sua ansia verso le possibili ripercussioni dei servizi segreti turchi del MIT, e di come l'avrebbero diffamata e accusata di essere una spia internazionale. “Mi preoccupa ciò che i servizi segreti del MIT sarebbero disposti a mettere in atto contro di me” spiegava, esprimendo il suo timore di essere arrestata. Timori legittimi in Turchia, dove negli anni passati dozzine di reporter critici verso il governo sono stati arrestati con l'accusa di terrorismo. Appena due settimane fa Erdogan aveva accusato di spionaggio in generale i giornalisti e gli operatori umanitari stranieri. Tre fotogiornalisti tedeschi, che effettuavano la copertura mediatica delle proteste contro il sostegno del governo turco a IS, erano stati trattenuti in custodia cautelare nel carcere di Diyarbakir con l'accusa di spionaggio. Inoltre la scorsa settimana due uomini in motocicletta hanno sparato e ucciso un collaboratore fisso del quotidiano in lingua kurda Azadiya Welat mentre distribuiva copie del giornale per le strade di Adana.
Il governatore della provincia di Sanliurfa, Izzetin Kücük, respinge le accuse di collusione con i poteri statali nella circostanza della morte di Shim avanzate da Press TV, definendole “totalmente prive di fondamento”. “Non ci sono prove di un omicidio, al momento attuale”, ci spiega anche un consigliere del partito di sinistra filokurdo DBP di Sanliurfa, che ritiene tuttavia l'ipotesi di un assassinio di stato alquanto plausibile, alla luce degli innumerevoli precedenti. “In questi casi lo stato turco agisce molto professionalmente.”

Shim verrà seppellita mercoledì a Beirut, tra gl'altri, dai suoi due bambini.


Originale: https://www.jungewelt.de/schwerpunkt/unfall-oder-anschlag, 24 ottobre 2014

Traduzione dal tedesco di Trevis Annoni

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