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Uno dei due ha la dentiera

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Padova: giù le mani da Piazzale Boschetti

Ecopolis Newsletter - Numero 12 - Cemento che ride

(17 Marzo 2005)

Egregio sovrintendente Monti, siamo stati informai della proposta di costruire il nuovo Auditorium sul piazzale Boschetti, attuale stazione delle autocorriere, destinato a verde pubblico nei due piani regolatori di Luigi Piccinato del 1954 e del 1974.

Tutta la storia padovana dall'occultamento della facciata meridionale del Palazzo degli Anziani, dallo sventramento del quartiere di Santa Lucia, dalla costruzione della zona ospedaliera sopra le mura cinquecentesche, al tombinamento dei corsi d'acqua (Piovego, Alicorno, canale delle Acquette, ecc.) è la dimostrazione della forza del partito trasversale (cattolico e laico) della rendita fondiaria e della speculazione immobiliare.

La rendita fondiaria e la speculazione immobiliare hanno diffuso e consolidato gradualmente la cultura secondo la quale i monumenti cittadini sono inutili e il verde pubblico non serve a niente, anzi è soltanto una spesa.

Analizziamo il caso di attualità due aree denominate exCLEDCA e piazzale Boschetti, poste ai due lati di via G. Gozzi destinate a verde pubblico dai due piani regolatori del 1954 e del 1974.

Le operazioni di sottrazione alla cittadinanza delle aree verdi virtuali avvengono lentamente e gradualmente, con solide motivazioni, in modo che la cittadinanza non ne abbia la percezione. Nel nostro caso l'area exCledca fu sottratta alla sua destinazione a verde pubblico e destinata a parcheggio a raso provvisorio da due ordinanze n.245 e 246 del sindaco Paolo Giaretta il 5 e 7 dicembre 1988.

Si noti " la provvisorietà". Attualmente è prevista la costruzione di un parcheggio di vari piani vicinissimo alle rive del Piovego.

A proposito di tale edificio la sezione di Padova di Italia Nostra il 16 gennaio 2002 ha scritto, fra l'altro : "Non è chiaro in che modo si possa valorizzare i luoghi con la edificazione di un autosilo per 857 posti auto che copre completamente l'ansa del Piovego con un volume di mc. 48.250 fuori terra, che raggiunge su via Trieste un'altezza di ml.13 e ml.9 lungo il fronte del Piovego. In difformità dalle prescrizioni l'edificio non degrada verso il fiume, e la prevista siepe di carpini lungi dall'attenuare l'impatto visivo, appare come una ridicola caricatura del percorso verde di cui parla la Giunta Regionale".

Adesso è cominciata la seconda fase, quella della sottrazione della seconda area di verde pubblico con la nobile motivazione della costruzione dell'Auditorium.

La mano invisibile, ma non troppo, della rendita fondiaria e della speculazione immobiliare, ha guidato il sindaco prefascista C. Milani e l'ingegnere G. Peressutti, il primo podestà fascista F. Giusti del Giardino, il sindaco democristiano C. Crescente e il rettore G. Ferro assieme al docente universitario F. Marzolo, poi il sindaco P. Giaretta e adesso il docente universitario L. Mariani.

La domanda è semplice per quali ragioni non si vuole costruire l'Auditorium già progettato dall'architetto Boris Podrecca sull'area del PP1?

Per quali ragioni si vuole compromettere la realizzazione dell'anello di verde pubblico lungo le mura cinquecentesche che è uno degli obbiettivi dichiarati dell'attuale sindaco Flavio Zanonato?

Sovrintendente Monti, il patrimonio artistico e ambientale di Padova nel passato è stata difesa da uomini come Corrado Ricci e Gino Fogolari, che noi ricordiamo con ammirazione riconoscenza.

Sovrintendente Monti, faccia il suo dovere, difenda le mura cinquecentesche, la cappella degli Scrovegni, le rive del Piovego. E' quello che ci aspettiamo da Lei, niente di più e niente di meno.Noi saremo al suo fianco, come è nostro preciso dovere.

Elio Franzin
Associazione Amissi del Piovego

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