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(24 Novembre 2010) Enzo Apicella
Crisi irlandese. La finanza specula sul debito pubblico. La politica chiede sacrifici.

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Un misfatto morale

(19 Novembre 2014)

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Teresa Bellanova, la "mediatrice"

Pare che il compromesso raggiunto e che mette insieme "sinistra" del PD e NCD di Alfano e naturalmente Renzi sia opera di una sottosegretaria con esperienza di sindacalista nel Mezzogiorno della CGIL.Mai mi sarei aspettato che giornali come il Corriere della Sera decantassero la biografia di una ragazza contadina poi diventata tessile e poi sindacalista a tempo pieno della CGIL e poi nel PD fino a farsi eleggere deputata e quindi scelta da Renzi come sottosegretaria. Pare che questa signora abbia agito in conseguenza della sua stessa storia regalando ai lavoratori italiani il licenziamento senza possibilità di tornare mai più nella azienda anche se infondato cosa questa che ha un peso eccezionale nelle terre del Sud dalle quali proviene l'ineffabile mediatrice dell'accordo.
Non ho mai avuto tantissima fiducia in gente come Bersani e quindi la sua adesione al compromesso con Alfano non mi ha sorpreso. Pensavo che Civati e Cuperlo fossero più legati alla base sociale lavoratrice del PD e quindi che tenessero duro. Non hanno tenuto duro. Hanno fatto quadrato con Renzi e con Alfano mostrando un viso arcigno e duro a coloro che speravano nel loro aiuto.
L'Uil si è fatta furba. Ha detto di rifiutare gli accordi e di scioperare assieme alla CGIL il 5 dicembre. Se anche la Cisl si fa convincere della convenienza ad aderire allo sciopero il gioco sarà fatto: avremo CGIL CISL e UIL a protestare contro la demolizione pezzo a pezzo dell'art.18 ma la protesta sarà fatta solo per ingannare la gente e non ha alcuna speranza di cambiare le cose che ieri sono state decise.
Il destino del diritto al lavoro negato si è compiuto ieri. La dichiarazione del Capo Gruppo di NCD è stata eloquente al riguardo. E' un peana di vittoria che celebra la sconfitta di coloro che per vivere sono costretti a lavorare alle dipendenze di altri. Trattassi di venti milioni di persone e delle loro famiglie.
Abolire i vincoli alla discrezionalità padronale in un periodo di grande disoccupazione e di crisi è un vero e proprio crimine sociale che porterà con se disgrazie e lutti. Se un lavoratore viene licenziato ingiustamente e gli si nega il reintegro lo si espelle per sempre dal mondo del lavoro. Potrà sopravvivere per un paio di anni con i meschini ammortizzatori sociali esistenti in Italia ma poi sarà condannato alla disoccupazione a vita. Non c'era alcun motivo di fare questa vigliaccata. Matteo Renzi che in vita sua non ha mai lavorato ed ha campato molto agiatamente come amministratore ed ora come primo ministro ha voluto dare un segnale alla grande borghesia italiana di essere dalla sua parte ed in modo molto più deciso di quanto lo fosse Berlusconi. Si è macchiata l'anima di un delitto contro i deboli. Deboli non solo perchè salariati ma anche per avere sindacati marpioni e disonesti che fanno finta di difenderli ma non è vero.

Pietro Ancona

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