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25 Novembre, Giornata mondiale di lotta contro la violenza sulle donne

(24 Novembre 2014)

La violenza contro le donne cresce ogni giorno nel mondo intero. E non solo la violenza fisica, ma anche la violenza psicologica, che non lascia tracce evidenti ma è grave tanto quanto l'altra.

Il 25 novembre è una data storica, scelta dal movimento internazionale delle donne latino-americane nel 1981 a Bogotà in onore delle tre sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana, assassinate il 25 novembre 1961 perché si opponevano al regime dittatoriale del loro Paese. Istituire un giorno per richiamare l'attenzione sulla crescente violenza contro le donne è importante. Ma non basta. Occorre denunciare apertamente che le cause di questo aumento di violenza contro le donne stanno nell'aumento dell’oppressione che le donne quotidianamente subiscono nell'attuale sistema capitalista. L’accentuarsi della crisi economica, i drastici tagli alla spesa sociale con la conseguente riduzione di servizi pubblici e gratuiti, la facilità di fuoriuscita dal mercato del lavoro, hanno spinto le donne sempre più tra le mura domestiche a sopperire con il loro lavoro di cura e di accudimento alle mancanze dello Stato. Ammortizzatori sociali per necessità, spesso private di indipendenza economica e tutela sociale, le donne sono inoltre penalizzate da politiche che le spingono nell'ambito del privato ostacolando sempre più la loro partecipazione alla vita politica, sindacale, sociale e culturale.

Le conseguenze di questo sistema diseguale e ingiusto, non sono solo economiche per le donne. Vi è una profonda degenerazione morale della società, il denaro vale più delle persone, la vita vale molto poco e le donne sono sempre più merce da vendere e comprare. L'assenza di entrate economiche ed il sovraccarico di lavoro domestico impedisce a molte donne di poter scappare dalla spirale della violenza maschilista, la maggioranza di esse uccisa senza mai aver prima denunciato episodi di violenza, dato che il denunciare non garantisce loro la protezione di cui necessitano. Pertanto, non è esagerato dire che alcune donne stanno pagando la crisi con le loro vite.

Il Partito di Alternativa Comunista, sezione italiana della Lega internazionale dei lavoratori, fa appello a tutti, lavoratrici e lavoratori, ad organizzarsi, a scendere in campo nella lotta non solo per dire no alla violenza sulle donne, ma per rivendicare un pieno impiego contro ogni flessibilità e precarietà, per rivendicare salari uguali per uguali mansioni, controllo delle lavoratrici sui tempi e sugli orari di lavoro, nonché sul "rischio zero" negli ambienti di lavoro, un'istruzione pubblica e di massa senza discriminazioni di classe ; per il mantenimento, la difesa e il potenziamento dei servizi pubblici a supporto delle donne, come asili nido e scuole d'infanzia e affinché i soldi siano spesi per la costruzione di lavanderie e mense sociali di quartiere, centri per anziani e disabili, consultori e ambulatori pubblici diffusi nel territorio.

Patrizia Cammarata - Commissione Lavoro Donne del Partito di Alternativa Comunista ( sezione italiana della Lega Internazionale dei Lavoratori-Quarta Internazionale )

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