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Il capitalismo non è acqua!

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(25 Settembre 2012) Enzo Apicella
Della Valle polemizza con Marchionne "La Fiat è stata presa con le mani nella marmellata mentre se ne voleva andare"

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SFRATTI: L’UNIONE INQUILINI SMONTA PUNTO PER PUNTO LE BUGIE DEL MINISTRO LUPI

RICHIESTA AI PREFETTI UNA MORATORIA DI DUE MESI DELLA CONCESSIONE DELLA FORZA PUBBLICA, ALMENO FINO ALLA CONVERSIONE DEL DECRETO MILLE PROROGHE.

(8 Gennaio 2015)

sfrattiunione

“Le bugie hanno le gambe corte e il Ministro lo dovrebbe sapere. Le sue controdeduzioni alla richiesta di reintrodurre la sospensione degli sfratti per finita locazione ai danni dei nuclei con gravi disagi economici e fortissime difficoltà familiari sono una operazione di depistaggio.
Le smontiamo una per una e sfidiamo il Ministro in un contraddittorio pubblico:

1. Finanziamento dei fondi. Il Ministro afferma che sarebbero stati stanziati recentemente 200 milioni per il fondo sociale affitti e 266 per quello relativo alla morosità incolpevole.
Peccato, che il Ministro non dica che non si tratta di stanziamenti annuali ma della somma di stanziamenti pluriennali. Per quello sulla morosità incolpevole, lo stanziamento è di 100 milioni per il 2014 e 100 milioni per il 2015 e per quello relativo alla morosità incolpevole, la cifra di 266 milioni viene dalla somma degli stanziamenti da qui al 2020. In pratica, per il 2014 e il 2015 ci sono 100 milioni l’anno per il fondo sociale e 40 milioni per la morosità incolpevole e dal 2016, 0 euro per il fondo sociale e ancora circa 40 milioni per la morosità incolpevole. Il fondo sociale affitti ha una platea di aventi diritto di almeno 400 mila famiglie, per un totale pro capite medio di circa 20 euro al mese. Il fondo per la morosità incolpevole, per il numero degli aventi diritto coinvolti, prevede un contributo medio ancora minore. Gli stanziamenti per il 2014, ancora non sono stati erogati in quanto il governo ha ritardato di oltre 7 mesi il decreto con cui doveva distribuirli alle Regioni.
In ogni caso, infine, il fondo sociale aiuta, per quello che può, le famiglie in difficoltà a pagare l’affitto e non ha alcuna incidenza rispetto a sfratti già emessi ed esecutivi a carico di nuclei familiari sfrattati per la semplice finita locazione e che, pertanto, il canone lo hanno sempre pagato e continuano a farlo.
2. Stanziamenti per la ristrutturazione delle case popolari. Ancora il governo non ha neanche varato il decreto che deve definire i criteri di utilizzo degli stanziamenti previsti, pure se i tempi di scadenza sono ampiamente trascorsi. Anche qui parliamo, infine, di stanziamenti pluriennali e le risorse immediatamente disponibili, ancorché ancora non erogate, sono risibili.
Le misure millantate dal Ministro, quindi, o sono fuori tema ovvero sono del tutto inadeguate ad affrontare il problema.
Se poi, come afferma il Ministro, smentendo gli assessori di Roma, Milano e Napoli, che forse conoscono un po’ meglio di lui il territorio e senza citare la fonte dei suoi dati, i casi sarebbero solo 2000, non si capisce proprio il perché di tanta ostinazione e protervia contro una parte così specifica e circostanziata di famiglie in difficoltà.
Per tali ragioni, rilanciamo la richiesta di reintrodurre la proroga in sede di conversione del decreto e annunciamo che oggi abbiamo scritto una lettera ai prefetti d’Italia affinché, almeno fino alla conversione in legge del decreto, non venga concessa la forza pubblica per questa tipologia di sfratti.”

Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini

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