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Il messaggio del popolo greco

Editoriale dei bollettini di fabbrica "l'Etincelle": 26 gennaio 2015

(28 Gennaio 2015)

Il risultato delle elezioni greche è un sonoro ceffone in faccia ai dirigenti della Troika. Syriza, il partito della sinistra radicale, è arrivato in testa con più del 36% dei suffragi. Dopo più di cinque anni di cure di austerità orchestrate dai dirigenti del FMI, dalla Banca Centrale Europea, dall’Unione Europea come dai governi greci successivi, al servizio delle grandi banche tedesche e francesi, il messaggio è chiaro : Basta !
Non tocca più ai lavoratori pagare


E’ fuori discussione lavorare per molti mesi senza ricevere salario! E’ fuori questione accettare la riduzione dei salari e delle pensioni, non poter pagare le fatture di acqua ed elettricità! Non se ne parla nemmeno di accettare i licenziamenti e le soppressione di posti nella funzione pubblica! E’ escluso non poter accedere alle cure mediche di base! Tra le altre cose.
E’ ciò che hanno espresso gli elettori greci, quelli degli strati popolari. E il loro messaggio elettorale è indirizzato ai lavoratori che ovunque in Europa, dalla Spagna all’Irlanda, passando per il Portogallo, si sono confrontati con i brutti colpi dei governi, molto spesso socialisti. Un appello a non accettare più le misure di austerità come qui in
Francia, dove la maggioranza parlamentare di sinistra sta per ratificare la legge Macron che facilita ancora i licenziamenti economici e fa volare in frantumi quel poco di protezione sociale di cui beneficiano ancora i lavoratori.
Sulla carta, le misure urgenti di Syriza restano modeste: aumento del salario minimo al livello pre - crisi : 750 euro; assunzione di statali, accesso gratuito per i più poveri alle cure, all’elettricità, all’acqua e ai trasporti. Quanto a sapere se il nuovo governo di questa sinistra che si dice radicale deciderà veramente di applicarle immediatamente, è un’altra questione. Come è un’altra questione sapere se vorrà o potrà imporre agli usurai della Troika la cancellazione di un debito con tassi d’interesse sbalorditivi. Lo stesso per l’applicazione delle altre promesse.

Il successo elettorale non è ancora la vittoria.

Quali strumenti si procurerà il nuovo governo di fronte alla pressione degli stati europei più ricchi ? Come costringerà gli oligarchi greci a pagare le imposte? Ma anche, come costringerà gli oligarchi di Francia o di Germania, questi esperti in evasione fiscale, a pagare le loro imposte, invece di taglieggiare i popoli che stanno strangolando?
E’ qui che le attese e le speranze del popolo greco, che si sono appena espresse nelle urne, rischiano di trasformarsi in amare delusioni. Tanto più, prima cattiva notizia, che Syriza ha appena annunciato un’alleanza governativa con la destra sovranista.
Qui, in Francia, Jean-Luc Mélenchon si è precipitato a ricuperare a suo vantaggio il successo elettorale di Syriza, vantando i meriti di una « rivoluzione attraverso le urne». Che bluff ! Non c’è mai stata una rivoluzione per mezzo delle urne. E coloro che hanno votato Syriza in Grecia sanno che tutto si giocherà ora, e che tocca a loro giocare.

Quando la contestazione sociale si estenderà a tutta l’Europa
Come trasformare la speranza dei lavoratori in Grecia ? Come fare perché la fiducia in Syriza non si trasformi nuovamente in una grande delusione ? Niente dice che la collera sociale resterà confinata nella cabina elettorale. La speranza di farla finita con la miseria potrà prendere una dimensione completamente diversa se i lavoratori, i disoccupati e i giovani decidono di fare applicare il loro programma di urgenza sociale con i loro metodi, insieme, nelle piazze, con lo sciopero, con mille altre iniziative, controllando essi stessi i conti degli sfruttatori. In breve, contando solo sulla forza delle proprie mobilitazioni e sulla propria capacità di organizzarsi.
E, a dire il vero, non solo in Grecia. I lavoratori della Grecia devono trovare alleati alla scala di tutta Europa. Non vediamo l’ora che una primavera europea della rivolta sociale ispiri una paura salutare ai grandi mascalzoni del capitalismo. Sarebbe il solo modo di andare verso la vittoria, quella vera.

Traduzione a cura di Michele Basso

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