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ATTUALITA’ DEL MARXISMO E SOGGETTO POLITICO

(20 Febbraio 2015)


Non c’è consentito, pur nella difficoltà dei frangenti che stiamo vivendo, di tralasciare il discorso attorno all’esigenza ineludibile di avviare la costruzione di un nuovo soggetto politico rappresentativo in Italia della sinistra comunista, d’opposizione e d’alternativa.

Abbiamo indicato più volte, nel corso degli ultimi anni, quest’obiettivo, abbiamo combattuto serie battaglie politiche in suo nome e non possiamo abbandonare adesso questo tema del tutto decisivo per il prosieguo della nostra storia e per l’identità politica della lotta di massa per la pace, le condizioni materiali di vita dei ceti subalterni, per la prospettiva di una trasformazione radicale degli equilibri presenti.

La realtà storico – politica della capacità critica dimostrata nel tempo dalla sinistra comunista italiana continua a reclamare, con urgenza, un adeguato livello di rappresentatività fuori dalla miseria dell’esistente e dal richiamo, di basso livello, all’esercizio del mero politicismo così come stanno facendo i soggetti ormai del tutto residuali presenti nell’arena politica.

Nei pericoli di guerra, nella realtà della ferocia della gestione capitalistica a livello interno e internazionale, nel solidificarsi di un vero e proprio regime autoritario, nella sottrazione quotidiana di democrazia e della possibilità d’espressione risiedono le ragioni di questa nostra convinzione: senza adeguata rappresentanza politica non potrà esserci efficace opposizione e lo sviluppo delle lotte di base, pure indispensabili, non sortirà esito alcuno se non quello del rischio di una deriva sterilmente corporativa: anche la stessa opposizione all’Europa del potere finanziario rischia, alla fine, di insterilirsi in una battaglia di retroguardia se non si riesce a impostarla nei termini concreti di una visione alternativa del “sistema – mondo”.

Disponiamo, ed è questo il senso dell’intervento, di un patrimonio teorico inestimabile non toccato dalle esperienze di fraintendimento etico e di inveramento statuale che hanno attraversato il ‘900 e che hanno fatto affermare a qualcuno che, falliti quei tentativi, la storia era finita.

Il lascito e l’attualità del pensiero marxista rappresentano, invece, ancora la base possibile per costruire questo soggetto, utilizzando anche dal punto di vista concreto, fattuale, della sua realizzazione quanto di “criticità comunista” è stato espresso dal punto di vista teorico e di pratica politica, in varie parti del mondo, in situazioni di espansione e di difficoltà.

La ripresa del discorso sul nuovo soggetto comunista e d’alternativa qui in Italia, all’interno di una visione internazionalista della lotta di classe e di unità delle forze d’opposizione antagonista, deve realizzarsi principiando da una dichiarazione d’attualità assoluta del pensiero marxista, fuori dai travisamenti dei quali abbiamo avuto negativa esperienza.

Il marxismo è, nella storia del pensiero umano, un rivolgimento radicale, una rivoluzione.

E’ il punto di arrivo di una lotta combattuta per secoli e secoli, attraverso la formazione, la critica, il superamento e la dissoluzione di numerosissimi sistemi e metodi del pensiero, tra la concezione materialistica del mondo e le differenti concezioni non materialistiche.

Il marxismo è una rivoluzione nella storia del pensiero prima di tutto perché rende totalmente esplicite le posizioni del materialismo e liquida, quindi, i mezzi termini, ma soprattutto perché dà al materialismo un contenuto e un metodo del tutto nuovi.

Questo avviene perché i creatori del marxismo, avendo seguito lo sviluppo del pensiero filosofico fino ai punti più alti da questo toccati nel periodo critico del trionfo delle rivoluzioni borghesi e del successivo ripiegare verso il passato come sta avvenendo proprio in questo periodo, hanno saputo ricavarne elementi di sostanza, da cui la concezione del mondo esce completamente rinnovata: sta accadendo questo, oggi, proprio nel momento in cui si cerca di affermare, da parte dell’avversario, l’ideologia della “morte delle ideologie”.

Per sopprimerci, com’è avvenuto al momento della caduta del muro di Berlino, dovranno tentare di chiudere il corso della storia: ma questo non è possibile.

Mentre emergono nuovi fondamentalismi borghesi e religiosi, lo sviluppo delle cose reali e delle relazioni tra gli uomini, il modificarsi delle condizioni di utilizzo delle risorse e della tecnologia, il proporsi di temi apparentemente inediti a livello planetario pongono proprio con grandissima forza il tema di una concezione materialistica del mondo per “cambiare la sua forma, a seconda di come progredisce la nostra conoscenza del mondo”.

Proprio per questo motivo, di vera e propria necessità di proseguire nello sviluppo del nostro pensiero originario di trasformazione dei grandi equilibri politici e sociali in relazione con i cambiamenti che si verificano nel mondo reale, che poniamo la necessità imperativa di un soggetto che restituisca forma politica a questo tipo di istanze: una forma capace di affrontare assieme il quotidiano della materialità della lotta anche nella forma contraddittorie che questa può e deve assumere e il divenire dell’orizzonte di un grande, radicale, cambiamento.

Franco Astengo

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