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(14 Novembre 2010) Enzo Apicella

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Il primo compito è guardare in faccia la realtà!

Dalla sinistra italiana fiumi di parole sulla Grecia

(27 Febbraio 2015)

ferrerotsipras

Il dibattito che in queste settimane di sta sviluppando attorno al governo di Syriza sembra un tuffo nel passato. Se in Grecia i limiti dell’accordo appaiono chiari almeno tra i militanti e i quadri di Syriza, come testimonia anche la divisone nel Comitato centrale e nello stesso gruppo parlamentare, nella sinistra italiana assistiamo ad un diluvio di propaganda.

Una propaganda che non entra nel merito ma che relega il dibattito attorno alla rispondenza tra l’accordo chiuso con la Troika e il programma di Salonicco a mera tifoseria.

Abbiamo già analizzato su questo i contenuti dell’accordo e la critica avanzata dai nostri compagni della Tendenza comunista di Syriza

Crediamo però sia utile fare il punto su quanto accade a sinistra in Italia, perché se è vero che lo scenario greco si potrà riprodurre nel prossimo periodo in altri paesi, dalla Spagna all’Italia, capire che interpretazioni ne dà la sinistra italiana ci fornisce uno sguardo sul futuro.

Assistiamo ad un coro in cui si uniscono il quotidiano il Manifesto, i rappresentanti di Tispras in Italia, il gruppo dirigente della Fiom e ovviamente quel che resta della sinistra politica capitanata da Paolo Ferrero, che rispolvera uno stile di difesa degno di un ex ministro.

Sembra di tornare alla difesa del pacchetto Treu e dell’autonomia scolastica del primo Governo Prodi o al dibattito surreale sul ritiro delle truppe dagli scenari di guerra in Iraq e Afganistan del secondo Governo Prodi. Ma oggi come allora i fiumi di parole e le invettive testimoniano solo la fuga dalla realtà-

Il tentativo da parte del rappresentante di Syriza in Italia Argirios Panagopulos di rispondere alle critiche di Manolis Glezos, partigiano e dirigente storico della sinistra greca che ha definito questo accordo un tradimento, è davvero maldestro. Panaogopulos non trova argomenti politici di merito se non la critica al concetto stesso di tradimento. Non trova altro argomento che difendere la bandiera astratta unità dell’unità, argomento sul quale è stato distrutto il sindacalismo conflittuale in Italia o in base alla quale i governi di centrosinistra hanno spalancato la strada alla destra negli ultimi 20 anni. Il passo successivo è la solidarietà umana che oltre a non essere un criterio adeguato per chi ha in mano le sorti di milioni di giovani e lavoratori rasenta il pietismo quando dice “Alexis, Nikos, Gianis, Eukleidis, Gavriil, Teano, Dimitris, Nadia, Alekos, Tassia, Panagiotis e gli altri nostri compagni oggi al governo hanno bisogno di una solidarietà politica e umana senza precedenti. Alcuni di loro mi sembra che siano invecchiati di dieci anni in un mese. Fanno e facciamo uno sforzo enorme .(…) Questo senso di unità non può mancare a chi dà battaglia in prima linea a Bruxelles, a Francoforte e a Berlino.”

Gli argomenti per difesa dell’accordo firmato da Tsipras e Varoufakis sono sempre gli stessi. Non si poteva fare altro, il contesto era difficile, la Grecia rischiava di non pagare gli stipendi. Questi sono i commentatori più onesti. La maggioranza dei commentatori a sinistra si colloca nella folta schiera di coloro che mentono sapendo di mentire. In un articolo redazionale del 25 febbraio Il Manifesto arriva a dire “Nel documento presentato all’Europa, e approvato, Tsipras e il suo governo(…) hanno riportato tutte le promesse elettorali contenute ne programma di Salonicco”. I toni del comunicato della Lista Tsipras dal titolo “Le proposte di Tsipras passano all’Eurogruppo” sono addirittura trionfalistici quando dicono “Vengono poi assunti alcuni primi importantissimi elementi sociali del programma di Syriza votato dai cittadini greci: da una parte buoni pasto, energia elettrica e sanità per i poveri, dall'altra l'estensione dello schema pilota di salario minimo in un nuovo quadro di contrattazione collettiva. Sono così smentite dai fatti le ricostruzioni interessate di chi ha parlato di uno Tsipras sconfitto scambiando i propri desideri con la realtà.”

Peggio riesce a fare solo il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero che ovviamente non entra nel merito dell’accordo, lo difende ed aggiunge “La cosa più impressionante è la convergenza tra critiche da destra e da sinistra che dipingono Tsipras come uno sconfitto e come un illuso” e chi non lo capisce è “un commentatore da bar”.

Anche questo è un argomento che conosciamo bene. Lo abbiamo ascoltato tante volte. Se si critica un accordo sindacale a perdere si favorisce il padrone, se si critica un governo di sinistra se ne avvantaggia la destra. Bisogna dare fiducia al gruppo dirigente. Questa è la prima fase del governo poi arriverà la seconda fase, quella delle riforme in favore dei lavoratori.

Per circa sette anni Ferrero ha giurato al mondo che aveva capito la lezione del governo Prodi. Alla prima prova seria ripete esattamente lo stesso errore, a dimostrazione del fatto che le autocritiche erano semplicemente dettate dalla impossibilità di stringere nuovi accordi col centrosinistra nostrano, e non certo da una seria rottura con la collaborazione di classe.

Siamo stati e saremo sostenitori, come accaduto da sempre e nella campagna elettorale, di ogni passo avanti e di ogni conquista per i lavoratori greci ma saremo anche critici di fronte a errori e cedimenti. La fuga dalla realtà può consolare i gruppi dirigenti che hanno distrutto la sinistra in Italia, ma i lavoratori e i giovani, tanto in Grecia come in Italia, hanno ben altri problemi che salvare il prestigio di questo o quel dirigente. Hanno il problema di raggruppare le fila per riprendere una battaglia che forse pensavano di avere vinto con il voto del 25 gennaio che ha cacciato la destra dal governo di Atene, ma che oggi deve ripartire dopo che l’accordo con Bruxelles ha segnato non la “vittoria”, o l’“apertura di una breccia” o altre chiacchiere, ma un serio passo indietro.

La battaglia non è persa, ma il primo dovere per rilanciarla è guardare in faccia la realtà. Questo, assieme alle lotte che sapremo mettere in campo anche in Italia, è il migliore aiuto che possiamo dare ai compagni greci.

Jacopo Renda - FalceMartello

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