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Psicocomunista

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(14 Novembre 2010) Enzo Apicella

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LA NOSTRA VIA MAESTRA
per una coalizione a-sociale

per una risposta di classe adeguata all'attacco dei padroni
TEORIA STRATEGIA ORGANIZZAZIONE

(17 Marzo 2015)

Le correnti euroscettiche di “destra e sinistra” possono ritardare il processo di composizione dell'imperialismo europeo in blocco economico, monetario, politico e militare ma non riusciranno a comprometterlo, sia perchè questo non rientra nel loro programma, sia perchè l'U.E. è il frutto maturo di un profondo processo storico-politico di concentrazione capitalistica che trova nella crisi, e nel suo superamento, motivo di rilancio, adeguamento e rafforzamento nella competizione mondiale.
Processo che stà oggettivamente producendo un pogrom di classe, ma anche, dialetticamente, l'estensione, la concentrazione metropolitana e la contaminazione migratoria dell'operaio europeo, ricco nei numeri ma povero di coscienza di sé e di organizzazione.

per una risposta di classe adeguata all'attacco dei padroni
LA NOSTRA VIA MAESTRA
teoria – strategia – organizzazione

La contraddizione euroscettica si esprime nella crescita di cartelli elettorali ed ideologici, di organizzazioni e movimenti reazionari di massa nazionalisti, xenofobi e razzisti.
Dall'altra parte, in Grecia ed in Spagna soprattutto ma non solo, l'opportunismo da “capitalismo temperato” ritarda il saldo del debito cercando un compromesso pragmatico con i poteri europei, e raschiando il fondo del barile di movimenti di piazza che, per quanto sprovvisti di visione generale e di strategia politica, si sono pur espressi con forza, determinazione e generosità.

In Italia si sta tentando, a piu' riprese e spesso con gli stessi protagonisti (oggi fulminati sulla via Greca nella brigata Kalimera), la stessa operazione con numeri e speranze elettorali molto piu' piccoli.
L'ultimo di questi tentativi, dopo una lunga scansione temporale di convenzioni e costituenti tutte nate sotto il minimo comune multiplo dell'assemblaggio intermedista è quello di “coalizione sociale-UNIONS” della FIOM.

Tanto tuonò che piovve!
Un altro cantiere a sinistra, spacciato per “novità” quando il sindacato di stato italiano fa politica (e poco sindacato!) da decenni (basti pensare ai tanti e poco frequentati “scioperi contro il terrorismo”....).
E cosi', dopo ALBA, Grillo et similia, i transformer della comitiva movimentista italiana, benedetti da preti ed illuminati da professori, si raccolgono sotto l'ultimo ombrello di Landini, novello urlatore di soli dell'avvenire ormai sbiaditi e buoni solo per tutti i falliti alla ricerca dello scranno perduto.
L'unica vera novità, degna della nostra attenzione, è che in questa avventura Landini trascina un'organizzazione storica e meritoria degli operai meccanici italiani, oggi umiliata sui terreni dell'illusione parlamentare inutile, dannosa e probabilmente destinata ad un flop anche numerico.

In sostanza, sulla scia di Syriza e Podemos (che hanno ben altro peso politico ed elettorale dei nostri “eroi”!) si ri-tenta per l'ennesima volta di offrire una “sponda” politica e parlamentare ai “movimenti sociali” variamente intesi, al fine di “condizionare” le politiche di vincolo e determinazione continentale.
Al di la della corruzione ideologica contro l'autonomia politica dei movimenti antagonisti, resta la domanda di sempre relativa alla reale incisività, visti anche i rapporti di classe sfavorevoli agli sfruttati, di simili operazioni personalistiche e iperpoliticiste prodotte a tavolino, lontano dai cuori delle contraddizioni, frequentate dal solito triste circo di politicanti, “intellettuali”, preti etc.
Noi pensiamo che queste operazioni truccate da “associazioni di associazioni” non modificheranno il segno del ciclo antioperaio in corso, perchè non ne hanno né la forza né l'intenzione.

La realtà ci consegna una situazione nella quale episodi pur importanti di battaglie categoriali non riescono ad andare oltre strenui quanto spesso perdenti difese vertenziali, senza riuscire a cogliere il nodo politico delle attuali contraddizioni di sistema per approfondirle e scioglierle in senso rivoluzionario.
Una risposta di classe adeguata all'attacco dei padroni oggi non può attardarsi in un movimentismo senza teoria e strategia, né in una testimonianza priva di prassi combattente.

Va riscoperto e stabilmente praticato l'intervento di classe in tutte le occasioni di scontro e di lotta per una strenua difesa di diritti e libertà sotto attacco, senza mai dimenticare l'orizzonte generale, la visione storica del nostro agire politico quotidiano nella prospettiva della rottura rivoluzionaria.
La nostra via maestra non prevede “sponde parlamentari” né difese della “costituzione del lavoro salariato” (per altro in ristrutturazione), ma rivendica l'autonomia teorica, politica ed organizzativa del proletariato e della propria organizzazione autonoma di classe.

le compagne ed i compagni COMBAT di Spoleto-Viterbo-Roma

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