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Arsenico Lupin

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(6 Dicembre 2010) Enzo Apicella
Emergenza in Lazio per le concentrazioni di arsenico nell'acqua superiori ai livelli stabiliti dalla UE

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Napoli: no alla privatizzazione dell’acqua

Fermiamo gli espropriatori

(21 Aprile 2005)

Lo scorso 23 novembre l’assemblea dell’Ato 2, il consorzio che controlla i servizi idrici nelle province di Napoli e Caserta, ha deciso di privatizzare l’acqua.

In questo modo, col pretesto di ridurre gli sprechi, l’acqua diviene occasione di profitto per gli speculatori che entreranno nell’affare, mentre a farne le spese saranno, come sempre, le classi popolari che dovranno sopportare i prevedibili aumenti, e i lavoratori del settore, che andranno incontro alla precarizzazione dei rapporti di lavoro, con esternalizzazioni e smembramenti.

Questa vergognosa operazione è sostenuta in modo trasversale da forze di centrodestra e di centrosinistra: le stesse forze che, sempre all’opera in nome e per conto del grande padronato, da anni continuano a privatizzare settori consistenti dei servizi pubblici, a livello locale come sul piano nazionale. E’ la stessa volontà politica che accomuna Comune e Provincia di Napoli, così come la stessa Regione di Bassolino: la privatizzazione dell’acqua costituisce l’ennesimo capolavoro di una gestione che ha già all’attivo il bluff della formazione professionale e che calpesta quotidianamente, con la costruzione del megainceneritore di Acerra, i diritti più elementari di un’intera comunità, nell’unico interesse della Fibe-Fiat.

Quanto accade oggi viene da lontano: non solo, infatti, il vertice dell’ATO 2 ha reso noto il suo progetto di svendita nei primi mesi dello scorso anno, ma già nel periodo 2002-2003 la Regione Campania ha aperto la strada, con alcune delibere di indirizzo, alla privatizzazione dell’acqua. Del resto, la stessa Regione si è già resa responsabile della cessione alla multinazionale ENI-Acqua delle grandi infrastrutture idriche. Nella zona di Sarno, la privatizzazione dell’acqua (Ato 3) ha già avuto luogo, nel silenzio generale, anche di quelle forze politiche che oggi dicono di essere contrarie, ma che evidentemente, dopo aver a lungo taciuto, si guardano ancora bene dal disturbare il manovratore. In assenza di una ferma opposizione, ogni proposta di legge regionale costituisce solo uno specchietto per le allodole.

Di fronte a tutto questo, dobbiamo ottenere subito il ritiro della delibera

E’ necessario costruire una opposizione reale e di massa, che porti a forme reali di controllo pubblico sull’acqua, ponendosi, come ulteriore obiettivo la lotta alle politiche di privatizzazione che già si annunciano anche negli altri settori (come in quello dei trasporti), e miri alla ripubblicizzazione, sotto controllo dei lavoratori, di tutti i servizi essenziali.

E’ ora che il PRC prenda atto della contraddizione che ancora un volta emerge tra gli interessi padronali rappresentati dalle forze di centrosinistra e i diritti più elementari delle masse, e assuma una ferma posizione contro gli espropriatori, arrivando a mettere in discussione le stesse alleanze di governo locale.

Associazione Marxista Rivoluzionaria
Progetto comunista – sinistra del PRC
Napoli

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