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Sos Ortomercato di Milano

(24 Aprile 2005)

La condizione in cui si trovano a vivere i lavoratori dell’ORTOMERCATO di Milano è andata scadendo negli ultimi anni a livelli inaccettabili.

Il ricorso massiccio al lavoro nero e l’utilizzo sempre più intenso di imprese e cooperative (nate come funghi e sulla cui legalità molto dubbia si indaga) la cui unica politica è offrire manodopera a prezzi sempre più bassi, ha innescato una tenaglia mortale sui livelli salariali, sulle prospettive occupazionali e anche sulle condizioni professionali e di lavoro.

Di fronte a questa precarizzazione della realtà vissuta dai lavoratori da nessuna parte è giunto un segnale di impegno a tutela della legalità e delle norme contrattuali.

Mano libera ai padroni e sempre peggio per i lavoratori: questa la filosofia imperante.

La SO.GE.MI., società che gestisce per conto del Comune di Milano il mercato ortofrutticolo, non ha dato mai il segno di una volontà di intervenire a ripristinare il rispetto delle regole pur di fronte a una deregolamentazione di fatto sempre più esplicita.

I grossisti o datori di lavoro a cui fanno capo le singole imprese operanti nell’area (alcune centinaia), cavalcando la frantumata condizione dei lavoratori (occupati per lo più in piccole imprese sotto i 15 dipendenti), hanno sfruttato a proprio profitto la mancanza di ogni freno istituzionale e la mancanza di ogni resistenza dei lavoratori.

Ma ecco che dall’interno di questo girone dantesco si è, da qualche mese, venuta levando la voce dell’uomo lavoratore.

Si è ripreso a tessere la tela dell’organizzazione e della resistenza dei Lavoratori.

Dopo volantinaggi di denuncia a nome del Movimento Autonomo Lavoratori Ortomercato, assemblee volanti, riunioni di gruppi, si è dato vita a una raccolta di firme dei Lavoratori a sostegno di un documento di denuncia della situazione.

Raccolta di firme che ha visto l’adesione di oltre 400 Lavoratori.

Infine nei giorni di aprile si è dato vita a una manifestazione o presidio dei Lavoratori alla porta n° 4 con distribuzione di volantini e affissione di striscioni di denuncia.

Allo stato attuale si è nella fase di grande delicatezza per cui o ci saranno risposte concrete per la risoluzione, in primo luogo, della piaga enorme del lavoro nero e dei fenomeni di caporalato e di intimidazione di manodopera o si arriverà allo sciopero di tutti i lavoratori con l’organizzazione di presidi alle porte d’ingresso al fine di bloccare l’accesso alle decine e decine di camion.

Anche in vista di questo possibile esito, servirà il sostegno, l’aiuto, l’intervento concreto di tutti coloro che nella battaglia aperta all’ORTOMERCATO vedono la battaglia di tutti i lavoratori, per difendere la propria vita, la propria dignità, il proprio futuro.

22 aprile 2005

MOVIMENTO AUTONOMO LAVORATORI ORTOMERCATO

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