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UNA SINISTRA INCAPACE DI RISPONDERE E DI PROPORRE: OPPOSIZIONE E ALTERNATIVA

(13 Maggio 2015)

Renzi parla di “sinistra masochista” raggiungendo l’apice (per ora) nella sua capacità di offendere gratuitamente la storia, gloriosa o meno, del movimento operaio.
Nessuno però replica a tono, nell’ignavia persistente che caratterizza la sinistra italiana ormai da molto tempo.
Non emerge la capacità di definire con chiarezza le caratteristiche che oggi dovrebbe avere un’azione politica imperniata sull’eguaglianza, lo sviluppo democratico, il radicamento sociale dei soggetti.
Abbiamo paura delle parole e ci si attorciglia sulla realtà di vecchi soggetti ormai superati nei fatti con un comportamento che definire timido è già generoso perché sarebbe più giusto appellarlo come tragicamente colpevole.
Si tratta di puntare su due elementi di fondo per promuovere una vera e propria svolta nell’azione della sinistra: opposizione e alternativa.
Deve essere affermato con grande chiarezza che questo tipo di situazione creatasi in Italia (come conseguenza dell’Europa, in buona parte) richiede l’opposizione: un’opposizione “sistemica” portata avanti senza sconti e punti di flessione. Nessuna concessione a idee astratte di “governabilità”.
Nello stesso tempo occorre presentare e proporre un’alternativa anch’essa di tipo sistemico.
Va detto con chiarezza che non abbiamo nessuna paura di far governare la destra: perché la destra già governa e con ampio margine e l’unica opzione appare addirittura quella di un indefinito populismo come quello presentato dal M5S.
Una situazione drammatica di cui portiamo per intero la responsabilità.
E’ una destra ampia quella che governa e che comprende anche le pulsioni razziste della Lega e di Casa Pound: basta vedere quali soluzioni si propongono per la tragedia dei migranti.
E’ una destra quella che governa piena di nazionalismo d’accatto e di bellicismo di risulta.
Una destra, questa di governo, che raccoglie il peggio della tradizione politica italiana: ha ragione Renzi non moriremo democristiani, perché il rischio vero è quello di morire fascisti.
Il resto è sceneggiata, finzione, mistificazione.
E’ su questi punti che a sinistra si dovrebbe riflettere e avanzare proposte politiche, senza indulgere in opportunismi di maniera e in visioni personalistiche come sta accadendo.
Lo scontro sulla “riforma” della scuola può risultare decisivo rispetto al futuro immediato: un confronto non tanto su un aspetto importantissimo della nostra vita sociale, ma su di una concezione complessiva dell’azione politica e dell’impatto culturale di massa.
Occorre accantonare paure e riserve mentali, cercare di capire cosa sta cambiando e cosa serve senza esitazioni di sorta.
Riassumo: opposizione e alternativa. E un soggetto politico adeguato, da far nascere dal basso attraverso un meccanismo concreto di rapporto con chi rappresenta, vive e soffre le acutissime contraddizioni sociali dell’epoca.

Franco Astengo

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