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Mani bianche

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DIRITTO DI SCIOPERO E "BUONA SCUOLA"

(20 Maggio 2015)

Lo ricordate l'esordio di Renzi in visita alle scuole? Era da poco diventato capo del governo, capo del partito e capo del paese. Oggi si appresta a demolire un altro pezzo di questo Stato, con la riforma della scuola; apre la porta della formazione a privati e imprese, amplifica il modello scuola-azienda fornendo grandi poteri ai presidi, soprattutto poteri di "condizionamento" e rompendo di fatto l'unità professionale e gestionale che ha caratterizzato la scuola pubblica italiana dal dopoguerra ad oggi.
Ma Renzi si spinge oltre: intimidisce chi lotta e chi si oppone, lasciando presagire l'ennesimo attacco al diritto di sciopero. La deriva autoritaria di questo governo sta minando anche questo diritto costituzionale in nome di una presunta e molto populistica "tutela" dell'utenza.
Nel sandonatese e non solo, ci sono dirigenti scolastici che si sono spinti ad affermare che la scuola è un servizio che non può subire interruzioni, nemmeno in occasione dello sciopero; si comincia bene! Come mai non ci si ricorda che la scuola è un servizio essenziale quando è necessario stanziare più fondi per la sua sicurezza, o per acquistare il materiale didattico, o costruire le mense e le palestre?Non lo sanno i dirigenti scolastici che l'assenza di struttura organizzativa e gestionale interrompe di fatto il pubblico servizio? Non sanno che tutti i quattrini stanziati per le scuole private sottraggono risorse alla scuola pubblica?
Il diritto di sciopero è la massima espressione del diritto alla lotta e all'opposizione che i lavoratori possiedono, unitamente alla libertà di riunione e di discussione; attraverso di esso i lavoratori della scuola e non solo affermano l'unità e l'indispensabilità della propria funzione sociale; chi attacca questo diritto attacca la democrazia.
Facciamo appello ai docenti, a tutto il personale della scuola, anche ai presidi e soprattutto a studenti e genitori affinchè sia difeso il dritto alla mobilitazione e alla lotta. Solo così la scuola pubblica potrà diventare "buona scuola".

Partito Comunista d'Italia- Comunisti italiani V.O.
Marina Alfier-Alberto D'Andrea

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