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Mezza piena o mezza vuota?

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Con la lotta compatta i lavoratori SDA vincono la partita a Bologna, respingendo l’aggressione squadrista di Roma

(20 Maggio 2015)

sicobas

SDA ha tentato la carta dello squadrismo antioperaio, ma ha dovuto cedere di fronte alla compattezza dei lavoratori organizzati nel SI Cobas.

Mentre i lavoratori della SDA di Bologna erano ancora in sciopero contro SDA che teneva chiuso un magazzino pur di non far entrare 13 lavoratori perché attivisti SI Cobas, nonostante fossero nella lista concordata in Prefettura per il rientro,a Roma, al magazzino Roma 1, questa mattina SDA è ricorsa allo squadrismo per cercare di stroncare lo sciopero di solidarietà con i compagni di Bologna. Una squadraccia di una ventina di picchiatori, capeggiati dal capo gruppo degli autisti, sono usciti dal magazzino, e dopo essersi mescolati con il picchetto dei lavoratori ai cancelli hanno estratto manganelli retrattili e colpito selvaggiamente alla testa tutti i lavoratori che sono riusciti a colpire, mandandone quattro all’ospedale (uno dovrà sottoporsi ad operazione per salvare l’occhio).

Tutto questo sotto gli occhi della celere, la cui azione è consistita nel caricare dei solidali che stavano accorrendo a sostegno dei lavoratori in sciopero, e poi minacciare di caricare il picchetto che stava resistendo, mentre il capo-squadrista rientrava in magazzino e si rimetteva la divisa. L’aggressione non è stata perpetrata nel più grande hub SDA di Roma, dove la grande maggioranza dei lavoratori aderisce al SI Cobas, ma in un magazzino minore dove i lavoratori organizzati sono ancora una minoranza. Dopo l’azione SDA ha comunicato che 20 lavoratori, presenti al picchetto, non sarebbero stati ammessi al lavoro per "questioni di sicurezza".

È un fatto gravissimo, perché evidentemente orchestrato dalla dirigenza di SDA e verosimilmente della controllante Poste Italiane, con l’evidente connivenza, anzi cooperazione delle “forze dell’ordine” borghese.

Una riedizione del metodo fascista da parte da un settore del grande capitale statale, con la copertura dello Stato contro i lavoratori in lotta.

Ma di fronte alla tenacia dei lavoratori di Bologna, in sciopero praticamente dall’inizio del mese, e alla scesa in sciopero dei lavoratori SDA di Carpiano (Milano), di Brescia e di Bergamo SDA ha dovuto cedere e far rientrare i tredici su cui aveva posto il veto. Ma i lavoratori di Bologna sono rimasti fuori del magazzino per altre tre ore, pur avendo ottenuto tutto ciò che avevano chiesto, fino a quando SDA non ha firmato il rientro dei lavoratori di Roma 1 tenuti fuori " per sicurezza"

Ancora una volta la determinazione dei facchini ha dimostrato che i padroni si possono battere, che la forza di essi organizzati nel SI Cobas e Adl Cobas non solo li rende più forti sul piano della difesa del loro salario, ma li rende protagonisti come classe di fronte alla protervia delle aziende multinazionali e delle Poste Italiane e sono così un possibile punto di riferimento dei postini che si trovano ad affrontare un forte processo di ristrutturazione del settore.

Non era facile, ma è stato possibile: ogni battaglia non fatta è una battaglia persa.


I lavoratori della SDA di Bologna possono rientrare al lavoro a testa alta e così i loro compagni degli altri magazzini ( se toccano uno toccano tutti) , anche se la ristrutturazione dei magazzini Sda richiederanno nuove prove di unità e di lotta. A tutti loro va il merito di aver risposto con coraggio e determinazione anche contro le forze dell'ordine accorse a far rispettare la proprietà ed i padroni del vapore.

Questa battaglia ha vinto non solo contro Sda ma contro le Poste Italiane ( con l'appoggio aperto della Cisl) padroni e mandanti di questo attacco ai lavoratori e alle loro organizzazioni sindacali.

Non passeran e non sono passati.

19 maggio 2015

Coordinamento nazionale SI Cobas

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