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Primo maggio: festa del lavoro o festa della disperazione?

(4 Maggio 2005)

Quale senso ha al giorno d’oggi festeggiare il primo Maggio non siamo ancora riusciti a capirlo.

Il primo maggio è la festa del lavoro e dei lavoratori ma ci sembra che i lavoratori non abbiano proprio nulla da festeggiare.Lo stato sociale è stato completamente distrutto,per i giovani proletari che sono appena entrati nel mondo del lavoro non esiste alcuna speranza di costruirsi un futuro non avendo nulla di certo con cui poter prendere delle decisioni.

Il collettivo giovanile “Fuser” festeggia il primo maggio con l’affissione su alcune impalcature di un’impresa edile,dove la presenza di lavoratori precari e molto elevata,di uno striscione contro il precariato che, constringe i lavoratori a vendere il proprio lavoro per salari miseri(soprattutto per i lavoratori appena usciti dalla scuola),senza nessuna garanzia nè per il presente nè per il futuro.

Il collettivo invita tutti a proseguire la lotta,contro il lavoro precario,anche con semplici azioni che attirino l’attenzione del proletariato e della popolazione tutta,ma soprattutto dei politici del centrosinistra,in modo da fargli capire che più nulla passera sotto banco senza che le avanguardie autonome del proletariato non accusino le leggi e le ommissioni antipopolari di entrambi gli schieramenti politici.

(1-5-2005)

Collettivo giovanile
“Fuser” Cittadella

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