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(15 Agosto 2012) Enzo Apicella

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L'adunata dei refrattari alla morte politica e personale

(11 Giugno 2015)

alfonsogianni

Alfonso Gianni

Va bene la voglia di sopravvivere fisicamente e di riciclarsi politicamente,
ma questa volta si esagera.
Un minestrone cosi' non s'era mai visto, nella lunga storia dell'opportunismo nostrano condita da mille giravolte, trasformismi e camaleontismi.
L'unico comune denominatore della neonata “coalizione sociale” è l'età avanzata dei suoi protagonisti.

L'omelia introduttiva si svolge nella “basilica” ex federazione P.C.I. di via dei Frentani,
ed è a cura del padre della patria Rodotà, che infiamma gli antichi spettatori.
In platea c'è di tutto, e tutto ex.
Dagli ex “Manifesto” Parlato e Mineo all'ex no-global Agnoletto, dall'ex tg Bonsanti all'ex zapatista Malabarba al rifondarolo Gianni, fino ai “nuovi” Tarzan Raparelli & C., passando per la incuriosita pattuglia di ex POTOP Pardi, Piperno e Scalzone ormai fulminati dalla “bellezza sublime” delle imprese qaediste.

Insomma, il “nuovo” che avanza.....altro che Podemos e Syriza, per le quali “tifano” i “nostri” eroi!

Evidentemente in Italia non si riesce a produrre altro che la stanca ripetizione di operazioni politiche datate, e battute sul campo, a metà tra il puro assemblaggio intermedista ed il salvataggio riciclatorio.
Di programma, se si escludono le annunciate passeggiate autunnali per la “ripresa dell'anno politico” , qualche referendum ed una possibile partecipazione elettorale, nemmeno l'ombra.

Il tutto in una profonda situazione di anestesia operaia cui da il suo contributo qust'ultimo “sogno di una notte d'inizio estate”.

La crisi unita alla fine del ciclo del compromesso socialdemocratico esclude mediazioni parariformiste scarnificando le contraddizioni tra le classi e decretando l'attualità storica della rivoluzione sociale.
Un'attualità tutta interna alla planetizzazione capitalista, da trasformare in analisi teorica, strategia politica ed organizzazione combattente.

PINO ferroviere

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