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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

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(Licenziamenti politici)

Sviluppare la solidarietà con i 5 operai FIAT licenziati!

(11 Luglio 2015)

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Circa un mese fa, durante l’assemblea nazionale della “Coalizione sociale”, è stata presentata e approvata per alzata di mano una mozione di solidarietà con i cinque operai (Mimmo Mignano, Antonio Montella, Marco Cusano, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore) licenziati dalla Fiat a seguito di un’azione di protesta sindacale. Licenziamenti confermati dal tribunale di Nola con una sentenza ingiusta e smaccatamente filopadronale.

La mozione, oltre a spiegare i motivi del licenziamento voluto da Marchionne per stroncare un esempio “pericoloso” per gli altri operai, afferma giustamente che il caso dei cinque operai Fiat licenziati è un caso politico generale, che riguarda tutti gli operai italiani, tutti coloro che si battono per la libertà di critica, per il lavoro, per un salario decente.

I cinque operai Fiat licenziati precisano che il sostegno alla loro lotta è prima di tutto una manifestazione a favore della libertà di parola e di critica e propongono quattro punti che sosteniamo incondizionatamente (vedi mozione allegata).

Da mesi i 5 operai licenziati e senza salario, stanno compiendo ogni sforzo per denunciare il loro licenziamento politico che sarà utilizzato come precedente per colpire tutti i lavoratori che lottano.

Negli ultimi tempi si sono svolte alcune assemblee e iniziative di sostegno, come il concerto a Piazza Dante a Napoli. Ma finora non si è ancora sviluppata una vasta campagna di solidarietà a sostegno della loro causa.

Perché? Si può restare indifferenti o puramente spettatori davanti all’arbitrio brutale della FIAT e della persecuzione politica di questi operai?

Lo scarso coinvolgimento sulla loro vicenda non si spiega soltanto con la connivenza degli opportunisti e dei burocrati sindacali con i padroni. Sappiamo bene che costoro fanno di tutto per isolare e ridurre al silenzio gli operai che si ribellano ai ritmi infernali, alla cassa integrazione, alle svendite, che lottano per instaurare il potere operaio e abolire lo sfruttamento, organizzandosi in maniera indipendente, come nel caso del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat.

Esiste un motivo più profondo. Molti operai e lavoratori ritengono che la lotta economica sia molto più importante della lotta politica e di conseguenza la pongono in secondo piano, la trascurano o la rinviano.

In realtà, ignorare la lotta politica per quella economica significa ignorare le lezioni della storia del movimento operaio. In regime capitalistico nessuna lotta economica può apportare agli operai un miglioramento definitivo delle loro condizioni. Nemmeno è possibile organizzare le lotte per il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita se gli operai non hanno il diritto di esprimere le loro opinioni, di organizzare le loro riunioni, di associarsi e di scioperare contro i padroni e il loro sistema.

Il capitale monopolistico è legato con mille fili all’apparato statale, ai media, ai sindacati collaborazionisti, etc. La classe operaia oltre al giogo dello sfruttamento in fabbrica sopporta anche il giogo dell’oppressione poliziesca e giudiziaria dello Stato borghese, è quotidianamente avvelenata dalla propaganda della classe dominante. Dunque, la lotta economica non può essere disgiunta dalla lotta politica ed entrambe non possono essere disgiunte dalla lotta ideologica.

Ciò significa che il licenziamento dei cinque operai Fiat licenziati deve trovare una adeguata risposta di classe e di massa perché sono in gioco le libertà politiche della classe operaia. Tutti gli sfruttati devono innalzare questa bandiera di lotta!

Invitiamo perciò gli operai, i lavoratori, le loro organizzazioni sindacali, politiche e sociali, a fare propria la mozione presentata dai cinque operai licenziati, ad esprimere la più ampia solidarietà e ad appoggiare la loro causa.

Visitate la pagina facebook del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat (https://it-it.facebook.com/pages/Comitato-di-Lotta-Cassintegrati-e-Licenziati-Fiat/446528602130228) e sostenete la resistenza operaia! Diamo vita a una battaglia su ampia scala contro i licenziamenti politici, per la libertà di critica e di organizzazione in fabbrica e fuori!

10 luglio 2015

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

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