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I furbetti del quartetto

I furbetti del quartetto

(25 Settembre 2011) Enzo Apicella
Usa, Russia, UE e Onu cercano di rinviare la richiesta di riconoscimento della Palestina alla fine dei "negoziati di pace".

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Raúl Reyes: “tra tutti sconfiggeremo la rielezione del fascista Uribe Vélez!”

(7 Maggio 2005)

Alvaro Uribe aspira a perpetuarsi al potere attraverso la sua rielezione. A tal fine ha imposto in Parlamento, con i più biechi metodi clientelari, una riforma della Carta Politica. La rielezione è un golpe di Stato fascista che insedia il dominio di un gruppo ultradestroide, ostinato a legalizzare una dittatura.

La rielezione aggrava la crisi che da tempo ci danneggia, e che con questo governo non ha trovato una soluzione.

Il Piano di Sviluppo “verso uno Stato comunitario” non ha rimosso le difficoltà di milioni di cittadini. Nessuna delle riforme approvate ha rappresentato un miglioramento.

E’ sufficiente esaminare la riforma del lavoro per rendersi conto che questa non ha generato nuova occupazione e che ha beneficiato esclusivamente i potenti imprenditori. Le riforme dello Stato e fiscale si riflettono nella chiusura di ospedali, nei tagli ai salari, nella privatizzazione dell’educazione e nello smantellamento del decentramento.

L’ALCA, invece di promuovere la crescita economica con equità, svende i nostri mercati del lavoro, industriali, finanziari ed agrari alla voracia imperialista.

La “Sicurezza Democratica”, bandiera di questo governo ed essenza stessa della sua natura neofascista e reazionaria, è stata un incubo per tutti. L’ingannevole negoziato con i paramilitari, a San José de Ralito, e la sua legge di “Giustizia e Pace”, costituiscono il più aberrante atto d’impunità.

Le estradizioni in massa negli Stati Uniti sono uno schiaffo alla dignità ed alla sovranità nazionali, che conferma la subalternità presidenziale rispetto all’imperialismo yankee.

Per tale ragione cresce il ripudio alla rielezione. Persone come l’ex presidente López Michelsen hanno affermato che è necessaria una Gran Coalizione per batterla nelle piazze pubbliche ed impedire che i paramilitari la impongano con le pistole. Nella stessa direzione si sono espresse altre personalità.

Le FARC-EP chiamano tutti i colombiani ad unirsi nella condanna alla rielezione, e si prodigano affinché l’alternativa alla crisi attuale sia un governo nazionale, pluralista, patriottico e democratico.

Governo che vogliono impedire mediante un avvicendamento tra i clan dell’oligarchia, tutti ugualmente responsabili dei mali che affliggono la nostra nazione.

L’opposizione alla rielezione dev’essere l’occasione per un’ampia convergenza che porti alla soluzione della crisi colombiana, nell’ambito della configurazione di un governo nazionale, pluralista, patriottico e democratico che si assuma questi impegni:

1) trovare una soluzione politica al grave conflitto che vive il paese.

2) Promuovere la Dottrina Militare Bolivariana per la Difesa Nazionale dello Stato.

3) Garantire la partecipazione democratica nazionale, regionale e municipale nelle decisioni che ipotecano il futuro della società.

4) Sviluppare e modernizzare l’economia con giustizia sociale.

5) Investire il 50 % del bilancio nazionale nel benessere sociale dei colombiani più deboli.

6) Fare in modo che coloro i quali possiedono maggiori ricchezze contribuiscano a rendere effettiva la redistribuzione del reddito.

7) Realizzare una politica agraria che democratizzi il credito, l’assistenza tecnica ed il commercio.

8) Sfruttare le risorse naturali come il petrolio, il gas, il carbone, l’oro, il nichel e gli smeraldi a beneficio del paese e delle regioni.

9) Implementare relazioni internazionali con tutti i paesi del mondo, in base al principio del rispetto della libera autodeterminazione dei popoli e del mutuo beneficio.

10) Risolvere il fenomeno della produzione, commercializzazione e consumo di narcotici ed allucinogeni, inteso in primo luogo come un grave problema sociale che non può essere affrontato attraverso la via militare e che necessita di accordi con la partecipazione della comunità nazionale ed internazionale, e l’impegno delle grandi potenze quali principali fonti della domanda mondiale di stupefacenti.

Questa proposta è ratificata dall’Agenda Comune per il Cambiamento e verso la Nuova Colombia, che ha sottoscritto lo Stato colombiano, nella persona dell’ex presidente Andrés Pastrana, con le FARC-EP nel corso dei dialoghi realizzati nella zona smilitarizzata.

Montagne della Colombia, 26 aprile del 2005

Raúl Reyes, membro del Segretariato delle FARC-EP

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