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Stefano Gugliotta

Stefano Gugliotta

(11 Maggio 2010) Enzo Apicella
Dopo che le tv hanno trasmesso il video di Stefano Gugliotta che viene pestato immotivatamente dalla polizia e poi arrestato per "resistenza a pubblico ufficiale", il capo della polizia Manganelli "dispone una ispezione".

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NON E' MALAGIUSTIZIA MA GIUSTIZIA DI CLASSE

SOVRAFFOLLAMENTO DELLA CARCERI: 4!!!! GIORNI DI SCONTO PER MICHELE, APPELLO PER I BENEFICI DELLA “BUONA CONDOTTA” (fissato per il 23 ottobre) 7 !!!! GIORNI PRIMA DELLA FINE DELLA DETENZIONE.

(22 Luglio 2015)


NESSUNO SPAZIO PER IL GARANTISMO, SOLO BEFFE, IRRISIONE DELLE DIFESE E ARBITRIO DEL POTERE.

I COMPAGNI, GLI AMICI, LA CITTA’ DI MICHELE DEVONO SAPERE COME LO STATO ITALIANO TRATTA I PRIGIONIERI POLITICI.

Due anni e tre mesi di carcerazione, confermò la cassazione il 26 giugno del 2014. Michele aveva già passati 11 mesi in prigione a Perugia e Sulmona. Quando il 10 luglio fu arrestato dopo sei anni di libertà, iniziò un periodo di accanimento giudiziario che altro non è che il trattamento tipico riservato a tutti i prigionieri politici. Sì perché come la si voglia girare la questione è come lo Stato (che non è di tutti ma è in assoluta evidenza nelle mani dei grandi poteri economici, mediatici e militari) tratta i suoi nemici.

Con due anni e tre mesi, tanto più se ne hai già scontati 11 in attesa di giudizio, nessun detenuto “normale”, per legge, va in galera; se poi sei Generale, Presidente della Regione o Primo ministro, cioè lo Stato, figuriamoci ! non ne bastano né 5 né 15.

Per l’Anarchico Michele invece si aprono subito le porte del carcere di Ferrara in regime di isolamento di tipo AS2. In altre parole c’è il braccio riservato agli anarchici (e ai NO TAV che vengono assimilati dallo Stato, a loro) che sono tenuti separati da tutti gli altri detenuti. 4 celle piccolissime, 8 metri quadri e mezzo, dove sono stati per lunghi periodi in due (fisicamente in due ci si pesta i piedi), non c’è spazio per l’ora d’aria e in questi giorni passano gran parte della giornata al buio per impedire al sole di entrare e non rendere ancora più infuocate le celle bollenti dove si trovano. In inverno quelle stesse celle trasudano umidità al punto che i materassi possono essere strizzati. Non scriviamo ciò ( cioè la verità ), per impietosire qualcuno ma per meglio capire quello che scriveremo più avanti. Nell’anno e più trascorso da Michele nel carcere dell’Arginone a Ferrara in quelle celle hanno vissuto fino ad un massimo di 9 detenuti. Ora che i No TAV sono finalmente fuori, sono rimasti in 4.

Dal momento dell’arresto, la Difesa di Michele le ha provate tutte. Libertà provvisoria (dall’Appello in avanti non è più un terrorista per la Legge): No ! i suoi reati (comprese le scritte sui muri) sono caricati di finalità eversive ! Avvicinamento. No ! la pena per gli anarchici si deve scontare a Ferrara. Domiciliari. No ! Ostativi a questa possibilità sono i suoi reati che sono di natura politica. La cosiddetta “buona condotta”(uno sconto di 45 giorni ogni 6 mesi di prigionia di cui usufruiscono praticamente tutti i carcerati che in galera non compiono atti che la legge considera reati – sarebbe già fuori da un mese -) No! perché non si è pentito. L’Europa ci condanna per il sovraffollamento delle carceri, allora l’Avvocato del MEC prova anche questa che sembra inattaccabile( vari viaggi al Tribunale di Bologna, udienze per ottenere 45 giorni di possibile sconto), sentenza …… : 4 (quattro !!!!) giorni di sconto sulla pena. Così si esce il 30 ottobre.

A sigillare questo lungimirante esempio sul trattamento dei prigionieri politici, il Tribunale di Bologna fissa l’udienza dell’appello contro la non concessione dei giorni di “buona condotta” (sentenza verso la quale nel frattempo il difensore ha fatto ricorso) il giorno 23 ottobre, sette giorni prima del fine pena.

Ora i Giustizialisti non vengano a raccontare balle. In questo Stato non c’è giustizia e non ci può essere. La sola giustizia che c’è è una giustizia di classe, utile per i Potenti e per lo Stato che li serve. Le leggi dello Stato e prime tra esse le leggi speciali contro l’opposizione politica vera ( come il 270 bis, nato fascista e adottato dai “democratici”) sono fatte da quel parlamento contro il quale i Giustizialisti straparlano dicendo che è un parlamento di corrotti e di nominati, per poi fare appello alle leggi da esso stesso varate.

Ma anche il Garantismo a nulla serve, perché non c’è garanzia quando è la legge a discriminare e lo Stato non è arbitro neutrale ma strumento di parte.

Ciò che si può fare e si deve fare è fare Resistenza. In tempi come questi dove i potenti sono più potenti, molto più potenti che ieri e i deboli sono molto più deboli, Resistere è l’unica possibilità. “Guerriglia” giudiziaria là dove c’è un minimo di terreno per praticarla, un popolo, tutto il popolo che ci vuole stare, solidale, perché se uno sta dentro mille lottano fuori, vale oggi come ieri.

COMITATO23OTTOBRE

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