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Ato costa: analisi del protocollo di Intesa e proposte a tutela dei lavoratori degli appalti

(29 Luglio 2015)

A distanza di alcune settimane dalla sottoscrizione della intesa tra Ato costa e Cgil cisl uil e fiadel i Cobas tornano a ribadire quanto già scritto e detto

cobaslavoroprivato

Il Protocollo d'Intesa lascia insoluti numerosi problemi che nel corso dell'ultimo anno sono stati piu' volte affrontati, segno che esiste la volontà politica di Ato, Regione Toscana e Anci di continuare ad avvalersi dell'intricato e contraddittorio sistema degli appalti al ribasso (visto che si applicano contratti decisamente sfavorevoli come quelli del multiservizi e delle cooperative sociali)

Il Protocollo, un atto programmatico per molti aspetti generico, non definisce una volta per tutte la questione del passaggio del personale. Il predetto Protocollo, e non poteva essere altrimenti, recepisce un principio, in ossequio alla disciplina normativa di settore di cui all'art. 202 dlgs 151/2006, in ragione del quale il personale dipendente degli attuali gestori affidatari diretti dei servizi di igiene ambientale in forza da almeno da almeno 8 mesi prima dell'affidamento del servizio al nuovo Gestore Unico del servizio integrato dei rifiuti urbani transita con conservazione dei diritti presso tale ultimo soggetto. In sostanza si applica la disciplina del trasferimento di azienda, niente di piu'.

Ma noi avevamo chiesto ben altro, ossia un accordo che tenesse insieme tutto il personale dell'igiene ambientale sia a gestione diretta che in appalto

L'effettivo contingente che transiterà presso il Gestore Unico sarà individuato dal "Documento Propedeutico al Passaggio" redatto dall'Ato e dalle OO SS che hanno siglato il Protocollo (per evitare problemi hanno escluso i sindacati da base) volto alla rilevazione del personale già in forza presso i gestori attuali.

State pur certi che noi vigileremo sul predetto Documento perché sia elaborato in applicazione dei criteri di cui all'art. 202 dlgs 152/2006 e non rappresenti diversamente uno strumento per aggirare la disciplina legale in danno ai lavoratori. Dal Protocollo emergerebbe anche la possibilità di consentire (previa specifica valutazione tra le parti) il passaggio anche a chi non sia in forza da almeno 8 mesi prima dell'affidamento al Gestore Unico, una condizione di miglior favore da attuare

In questa situazione, il meccanismo di passaggio al nuovo gestore unico è escluso possa invece riguardare il personale dipendente di società che operano in regime di appalto (appaltatrici) con gli attuali affidatari che rappresentano la maggioranza della forza lavoro nel settore dell'igiene ambientale

Questa invisibile e ricattata forza lavoro continuerà ad operare nei predetti appalti ove il gestore unico appalti detti servizi alle società attualmente appaltatrici ma in futuro con i tagli della ennesima spending review numerosi posti di lavoro potrebbero essere a rischio.

La nostra richiesta era quella della estensione automatica al personale delle ditte appaltatrici del CCNL Federambiente o Fise , anche per questo ci hanno escluso dalla firma del protocollo di intesa.

Resta comunque, per quanto vaga sia, la clausola che prevede un impegno alla reinternalizzazione dei servizi oggi in appalto (occorrerà verificare se ciò accadrà realmente e quali ricadute potrà avere sui livelli occupazionali generali), sia la clausola che riconosce un diritto di priorità nelle future assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal Gestore unico al personale che ha lavorato con contratti variamente precari sul territorio dell'ATO Costa.

Queste clausole andranno rafforzate e praticate, su queste proposte inviteremo Sindaci e Ato costa ad un confronto

Cobas lavoro privato

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