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Il centrosinistra in Sicilia: "Cambiare tutto affinché nulla cambi"

resoconto della riunione regionale del terzo documento congressuale

(9 Maggio 2005)

In coincidenza con le elezioni amministrative e per fare il punto della situazione politica dopo il Congresso nazionale del PRC, si è tenuta ieri a Catania l'assemblea regionale dei sostenitori del terzo documento, componente che fa riferimento a "PROGETTO COMUNISTA", sinistra interna del Partito.

L'Assemblea, fortemente partecipata, era costituita da sostenitori provenienti dalle province di Messina, Catania, Ragusa, Enna e Palermo.

I lavori si sono aperti con l'introduzione del Responsabile regionale di "PROGETTO COMUNISTA", Giacomo DI LEO, che ha ribadito che la sconfitta di Berlusconi e del suo Governo, che è stata sancita anche dalle ultime elezioni regionali, è un dato di fatto irreversibile per lo sfaldamento del blocco sociale di riferimento, che si sta manifestando anche in Sicilia dove, almeno in parte, settori proletari e popolari che hanno sostenuto la Casa delle Libertà, si stanno allontanando dal Governo nazionale e regionale a causa della mancanza di risposte ai bisogni sociali provenienti dai medesimi settori di popolazione.

Nonostante ciò, tarda ad esprimersi e ad organizzarsi concretamente una reale alternativa di programma e di direzione politica alla crisi del berlusconismo, che in Sicilia ha una delle sue roccaforti.

Ciò si verifica a causa della politica trasformista del centro-sinistra regionale nella fattispecie.

La nomina di Latteri, Rettore dell'Università di Catania, ex esponente di Forza Italia, a Presidente regionale della FED (ex ULIVO), da parte dei vertici romani della UNIONE, è una manifestazione eclatante di questa tendenza trasformista del centro-sinistra sostenuta da Roma, dai varî Prodi, Rutelli e Fassino.

A tal proposito le benevole dichiarazioni di Claudio Fava, nei confronti dell'ex esponente di Forza Italia, da un lato ci stupiscono, perché pensavamo che lo spessore morale di Fava non avrebbe tollerato una simile operazione, dall’ altro ci inducono ad una rappresentazione della realtà politica regionale più nera di quanto pensassimo.

Vale più che mai, in questa terra, il famoso detto gattopardesco: "Cambiare tutto affinché nulla cambi".

In sintonia con questa impostazione è intervenuto Fulvio POTENZA, componente del Comitato Politico Federale di Catania del Partito della Rifondazione Comunista, esponente della sinistra di Rifondazione provinciale, che ha sottolineato come il sostegno del centro-sinistra a Bianco si inquadri in questa logica consociativa e trasformista del centro-sinistra che non produce una reale alternativa di classe al sistema di potere populista e clientelare della Giunta di destra di Scapagnini.

Nelle conclusioni l'esponente di "PROGETTO COMUNISTA" della Federazione di Catania del PRC ha sostenuto che, in questa battaglia amministrativa, sosterrà lealmente nel corso della contesa elettorale il Partito, proprio per difendere le ragioni di classe del PRC, le ragioni di quei lavoratori disoccupati o in nero, precarî, donne giovani, immigrati che vedono nel PRC un Partito intransigente alle lusinghe "assessoriali".

Analoga posizione è stata espressa dalla sinistra del PRC ennese, rappresentata da Roberto CAPIZZI e Salvatore IPPOLITO, che hanno ribadito come la candidatura Agnello, sostenuta dal centro-sinistra più Rifondazione, nasce all'insegna di politiche trasformiste.

Tra l'altro, il candidato comune del centro-sinistra non ha mai preso una posizione chiara contro la privatizzazione dei servizi sociali comunali.

Comunque la sinistra del PRC di Enna si batterà lealmente nella campagna elettorale per sostenere le ragioni di classe del Partito.

Un dibattito ricco di spunti interessanti, come testimoniano gli interventi degli esponenti di "PROGETTO COMUNISTA" di Ragusa, peraltro componenti della Rete Antirazzista siciliana, hanno sollecitato una maggiore attenzione ai temi dell'immigrazione, rivolgendosi a tutte le forze anticapitaliste ed antirazziste.

Durante l'Assemblea, su sollecitazione anche degli esponenti palermitani della sinistra del PRC, è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno di solidarietà ai lavoratori della FIAT, e del suo indotto, di Termini Imerese che rischiano di nuovo il posto di lavoro a causa della politica di ristrutturazione padronale dell'azienda.

Nell'O.d.g. si è ribadita la posizione nazionale di "PROGETTO COMUNISTA" per l'uscita dalla crisi occupazionale, vale a dire nazionalizzare l' azienda sotto il controllo dei lavoratori senza alcun indennizzo ai padroni, mettendo così in discussione il tabù dominante della società capitalistica, cioè la proprietà privata dei mezzi di produzione.

In un altro O.d.g. si è espressa la necessità di aprire delle vertenze sul territorio che riguardino i trasporti, accogliendo anche la sollecitazione che veniva anche da un compagno ferroviere.

Costruire il raddoppio ferroviario della Messina-Catania ed il completamento della tratta Messina-Palermo pone rimedio al sistema ferroviario antiquato che mette in gioco anche la sicurezza degli utenti e crea posti di lavoro che non sono quelli prodotti dal cemento armato, molto spesso dannoso.

Di ciò devono essere investite, oltre il PRC, tutte le forze sociali e politiche che dicono di rappresentare il mondo dei lavoratori.

Nelle conclusioni di Francesco RICCI, Vicepresidente del Collegio nazionale di Garanzia, componente dell'Esecutivo nazionale, si è fatto un bilancio delle ultime elezioni regionali ed anche del VI Congresso nazionale del PRC.

L'esponente nazionale del Partito ha sottolineato che dalla crisi del berlusconismo, sotto gli occhi di tutti, non si esce con le Giunte confindustriali vittoriose o con quegli esponenti, cosiddetti, "illuminati" della borghesia come, ad esempio, Sarfatti in Lombardia, esponente della Confindustria lombarda, oppure Spacca che ha vinto nelle Marche (regione che spicca per il suo alto numero di agenzie interinali) o Burlando in Liguria, quest'ultimo ha privatizzato, in passato, il settore della cantieristica e, ancora oggi, sostiene la necessità di mettere in vendita il settore civile di Finmeccanica.

La vittoria di VENDOLA in Puglia può anche essere letta in un'altra chiave: non ha vinto il centro-sinistra, ma l'esponente più radicale della sinistra.

Inoltre, senza trionfalismo, bisogna rilevare che il PRC non è andato avanti nemmeno in Puglia.

Per quanto riguarda le riflessioni sul Congresso nazionale del PRC, "PROGETTO COMUNISTA" ribadisce che le conclusioni di Fausto BERTINOTTI contrastano con quello che aveva dichiarato in una intervista all'inizio del Congresso: il Segretario nazionale passa da affermazioni roboanti, come quella dell'abolizione della proprietà privata, alle conclusioni congressuali nelle quali esalta il ruolo progressista del Governo PRODI-MONTEZEMOLO, massima espressione di quella proprietà privata che lui voleva abolire.

Parlano, invece, i giornali della stampa borghese - continua RICCI - come IL SOLE 24 ORE o IL CORRIERE DELLA SERA che si sono prodigati in lodi sperticate nei confronti del cambiamento della linea politica di BERTINOTTI, e della sua maggioranza, che ha voltato le spalle agli orrori del '900 e che parla di non-violenza; come dice bene l'esponente della Margherita, Parisi, ormai il socialismo di Fausto BERTINOTTI è il socialismo del mondo dei cieli, cioè qualcosa che non esiste, è pura finzione letteraria dietro la quale si nasconde la deriva governista del Partito; il PRC verrà utilizzato come garante della pace sociale del prossimo Governo che trasformerà Rifondazione in copertura a sinistra della politica borghese sostenuta dal duetto PRODI-MONTEZEMOLO.

"PROGETTO COMUNISTA", pertanto, è l'unica delle tre minoranze del PRC che abbia una linea politica conseguente in quanto prospetta un'alternativa di direzione politica e di programma che investe non solo il PRC, ma l'intero movimento operaio e che non può essere la linea delle altre minoranze (Ernesto ed Erre) con le cui basi si può e si deve dialogare, poiché esprimono una posizione critica nei confronti della maggioranza, ma i cui vertici sono pronti ai compromessi, alle mediazioni, come del resto testimoniano gli eventi catanesi, vale a dire l'area dell'Ernesto, ex documento due, vota nel Comitato Politico Federale in modo organico alla maggioranza l'ex Ministro Bianco che impersona, in Sicilia, quella politica trasformista e neocentrista di cui abbiamo detto all'inizio.

"PROGETTO COMUNISTA" Sinistra interna del PRC; Giacomo DI LEO (Messina); Fulvio POTENZA (Catania); Roberto CAPIZZI (Enna); Michele DI BLASI (Palermo);

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