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Il soldato Manning

Il soldato Manning

(4 Marzo 2011) Enzo Apicella
Rischia la pena capitale il soldato statunitense accusato di aver rubato centinaia di migliaia di informazioni segrete e di averle passate a Wikileaks

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(Il nuovo ordine mondiale è guerra)

Che fare di fronte alla barbarie ?

(20 Novembre 2015)

Dalla Francia: riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto di qualche giorno fa, in cui si esprime con chiarezza il rifiuto di qualsiasi ipotesi di "unione nazionale" (cioè di subalternità proletaria alla borghesia imperialista)

Gli attentati di venerdì scorso hanno ucciso alla cieca 132 persone, e prodotto 352 feriti. Siamo tutti sgomenti per l’orrore di questi atti che avevano il chiaro obiettivo di fare più vittime possibile.

Lo stato islamico, un’organizzazione barbara e profondamente reazionaria.

Rivendicato dallo stato islamico, questo attentato testimonia ancora una volta le violenze di cui è capace questa organizzazione reazionaria che opprime da anni le popolazioni irachene e siriane e impone una legge religiosa degna del Medio Evo.

Ma come possono degli oscurantisti di altri tempi svilupparsi così, nel XXI secolo ? Le responsabilità sono da ricercarsi nei vertici delle grandi potenze, Stati Uniti, ma anche Francia, quella di Sarkozy e di Hollande. Quando l’esercito americano ha invaso l’Iraq nel 2003, ha distrutto il paese, ha favorito la divisione in seno alla popolazione e creato un vero caos. In questo contesto di miseria e guerra la barbarie islamista prospera. .

Le sporche guerre degli stati ricchi, una soluzione per combattere il terrorismo ?

Hollande, e al suo seguito Sarkozy e altri, chiamano all’unione nazionale e fanno finta di scoprire che la Francia era in guerra. Ma sono anni che la Francia partecipa a interventi militari ripetuti, al solo scopo di preservare gli interessi e l’influenza delle sue multinazionali, come gli Stati Uniti per le loro. Dal 2011 in Libia, per contribuire a soffocare sotto le bombe la rivoluzione dei paesi arabi. Poi nel 2012 in Mali. Da un anno, i Rafale bombardano l’Iraq, e da tre mesi la Siria. Hollande invoca la lotta contro il terrorismo, ma le bombe fanno distinzione tra terroristi e popolazioni sul posto, già vittime quotidiane dei soprusi e della dittatura dello stato islamico? Quante di queste carneficine, di cui abbiamo misurato l’orrore qui, sono state commesse laggiù dalle bombe francesi, americane o russe ?

La soluzione per limitare la minaccia terrorista sarebbe aggiungere guerra alla guerra, continuare su questa via che ha condotto agli attentati di Parigi ? Mettendo territori interi a ferro e fuoco, i governi dei paesi più ricchi partecipano a un crescendo della violenza di cui le prime vittime sono le popolazioni, prima laggiù su vasta scala, poi, questo fine settimana, anche qui.

Unione nazionale dietro i guerrafondai , o solidarietà internazionale con gli sfruttati e gli oppressi di tutti i paesi ?

Essere profondamente solidali con le vittime dell’attentato non significa allinearsi sulla politica del nostro governo, perché questa politica rafforza i gruppi integralisti. Essere solidali non significa ridipingere tutto in “blu- bianco -rosso” e apportare tranquillamente il proprio sostegno a una nuova guerra in Medio Oriente.

Questo attentato rischia così malauguratamente di rafforzare un clima razzista.

Eppure, per opporsi alla barbarie e alle divisioni in seno alle classi popolari, c’è bisogno della solidarietà dei popoli di qui e di ogni altro luogo. L’orrore che ha colpito Parigi venerdì ci ricorda tristemente che è tanto più urgente cercare di sbarazzarsi di ogni forma di oppressione e d’ingiustizia, qui come altrove.

Proibiscono le nostre manifestazioni, ma non i licenziamenti !

Non si sa cosa ne sarà esattamente di questo “stato d’urgenza” che Hollande e il suo governo hanno appena instaurato. Ma, è proprio il caso di dirlo, siamo attenti ! E’ già l’occasione per il governo di proibire manifestazioni questa settimana, e precisamente quelle del personale ospedaliero, dei lavoratori di Air-France o delle imposte, degli insegnanti … Hollande predica la tregua, ma né lui né i padroni di Air-France hanno arretrato di un pollice sui licenziamenti e la repressione. Né lui, né Martin Hirsch, direttore degli ospedali di Parigi, hanno rinunciato a rubare al personale i 10 -15 giorni di RTT (1) di cui hanno tanto bisogno.

Governo e padroni non sospendono i piani d’austerità contro di noi, anzi li raddoppiano per finanziare le loro sporche guerre. Non sospendiamo la mobilitazione contro di loro.



1) RTT (réduction du temps de travail) I giorni di RTT costituiscono un ricupero per gli straordinari eccedenti le 35 ore.



Editoriale dei bollettini di fabbrica pubblicati dalla Frazione l' « ETINCELLE »

16 novembre 2015

Traduzione a cura di Michele Basso

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